Ingredienti
| 350 g | Farina di tipo 0 |
| 200 g | Burro morbido |
| 180 g | Zucchero semolato |
| 4 | Uova intere |
| 150 g | Uvetta sultanina |
| 80 g | Frutta candita mista (cedro, arancia, ciliegia) |
| 50 g | Pinoli |
| 10 g | Lievito di birra fresco |
| 7 g | Sale |
| Scorza grattugiata di 1 | Limone non trattato |
| 75 ml | Latte tiepido |
Valori nutrizionali
| 330 kcal | Energia |
| 5 g | Proteine |
| 13 g | Grassi |
| 7 g | di cui saturi |
| 48 g | Carboidrati |
| 32 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Come si prepara
1
Attivare il lievito
In una ciotola versare il latte tiepido, aggiungere il lievito di birra sbriciolato e mescolare con una forchetta fino a scioglierlo completamente. Lasciare riposare 5 minuti.
2
Cremare burro e zucchero
In una terrina capiente versare il burro morbido e lo zucchero. Lavorare con le fruste elettriche per 8 minuti fino a ottenere una crema pallida e gonfia. Intanto pesare l'uvetta, sciacquarla velocemente e asciugarla bene con carta assorbente; triturare la frutta candita in pezzetti da mezzo centimetro.
3
Incorporare uova e aromi
Aggiungere le uova una alla volta, montando bene dopo ogni aggiunta per emulsionare correttamente. Aggiungere la scorza di limone grattugiata. Versare il lievito attivato e mescolare 2 minuti a velocità media.
4
Impastare con farina
Setacciare la farina con il sale. Aggiungere la farina all'impasto cremoso, mescolando prima con le fruste a bassa velocità, poi a mano per evitare di sovraimpronta. Quando la farina è incorporata, aggiungere uvetta, frutta candita e pinoli. Mescolare fino a distribuzione uniforme. L'impasto deve essere morbido, appiccicaticcio al tatto ma coeso.
5
Lievitazione in massa
Trasferire l'impasto in una ciotola unta di olio, coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare a temperatura ambiente (20-22 gradi) per 3 ore e mezza, fino a raddoppio visibile.
6
Formare e seconda lievitazione
Su un piano infarinato, rovesciare l'impasto e dargli una forma di palla liscia, tirando i bordi sotto verso il centro. Sistemare in uno stampo rotondo da pandolce (o da panettone) di 20 centimetri di diametro, preferibilmente rivestito di carta da forno. Coprire e lasciare lievitare ulteriormente per 2 ore a 20 gradi, finché l'impasto raggiunge l'orlo dello stampo.
7
Cottura
Preriscaldare il forno a 180 gradi per 15 minuti. Infornare il pandolce per 50-60 minuti, fino a doratura uniforme e profonda. Se la superficie scurisce troppo in fretta, coprire con carta stagnola negli ultimi 15 minuti. Verificare la cottura infilando uno stuzzicadenti al centro: deve uscire con poche briciole umide, non umido.
Gusto
Il sapore è ricco e dolce, con una nota predominante di uvetta morbida che cede sotto il dente. La frutta candita in dosi minori rispetto al panettone tradizionale non domina, ma aggiunge floreale e lievemente agrume. Il burro abbondante regala una sensazione cremosa che rimane in bocca anche dopo la masticazione. Si mangia a fette, possibilmente senza ulteriori condimenti, durante il caffè del mattino oppure nel dopocena natalizio.
Benessere
- L'uvetta fornisce zuccheri naturali, fibre solubili e tracce di ferro; una manciata da cento grammi apporta circa 65 grammi di carboidrati e poco più di tre grammi di fibre.
- Le uova intere, presenti in dosi generose, contengono colina e luteina, nutrienti importanti per memoria e vista; il tuorlo è ricco di selenio e vitamina D.
- Il pandolce è sostanzioso e saziante, ma per questa ragione non è leggero: una porzione da 80 grammi riempie lo stomaco e fornisce energia prolungata.
- La frutta candita, pur essendo zucchero concentrato, conserva in parte le fibre della buccia originale e tracce di vitamina C residua dal trattamento di cristallizzazione.
- Accompagnato a una tazza di caffè amaro o a tisana senza zucchero, il pandolce crea un pasto bilanciato dal punto di vista sensoriale, riducendo il bisogno di altri dolci successivi.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che mangiare pandolce a natale rovini definitivamente la dieta. Una porzione di 80 grammi due o tre volte nella settimana festiva rientra in un apporto calorico ragionevole se il resto del giorno rimane equilibrato. Chi soffre di diabete conclamato deve consultare il medico prima del consumo, ma una persona senza patologie può goderselo senza sensi di colpa.
L'errore da non fare
Non mantenere l'impasto abbastanza idratato durante la lievitazione. Se durante la prima lievitazione coprite male, oppure la temperatura è troppo bassa, il pandolce non raddoppia come deve e rimane denso. Un altro errore frequente è togliere il pandolce dal forno troppo presto: una crosta non abbastanza scura significa che internamente la mollica non è ancora completamente cotta e rischia di rimanere gommosa due giorni dopo.
I nostri consigli
- Il pandolce si conserva a temperatura ambiente, avvolto in carta alimentare, per 5-6 giorni. Se lo avvolgete in carta di alluminio dopo il primo giorno, rimane fresco almeno una settimana. Potete anche congelarlo intero per un mese.
- Se l'uvetta vi sembra dura, potete ammollarla in acqua tiepida per 10 minuti prima dell'uso, oppure bagnarla direttamente nel latte tiepido insieme al lievito.
- Una variante ligure autentica prevede l'aggiunta di 2-3 cucchiai di acqua di rose all'impasto per una nota floreale più marcata; mettetela nel latte insieme al lievito.
- Se non avete lo stampo alto specifico da pandolce, potete usare una tortiera tonda di 22 centimetri di diametro, ma aumentate il tempo di cottura di 5-10 minuti.
Quando prepararla
Il pandolce è il dolce tradizionale natalizio di Genova e della Liguria. Va preparato dalla prima settimana di dicembre fino a capodanno, quando il clima fresco aiuta a mantenere l'impasto a temperature ideali per la lievitazione. Se l'avete congelato, potete servirlo anche a gennaio, a ricordo delle feste appena trascorse.
Domande frequenti
- Qual è la differenza tra pandolce e panettone? Il pandolce è la versione ligure: ha meno frutta candita visibile, più uvetta, ed è generalmente più compatto. Il panettone è il dolce lombardo con più canditi in superficie e una forma più alta.
- Posso usare lievito secco di birra al posto di quello fresco? Sì, use 7 grammi di lievito secco attivo. Attivate come il fresco nello stesso tempo, oppure mescolatelo direttamente alla farina se preferite.
- Il pandolce avanza dalla festa: come posso riutilizzarlo? Se è diventato secco, potete affettarlo, tostarlo e mangiarlo al caffè. Potete anche grattugiarlo e usare le briciole per un tiramisu con mascarpone.
- Devo davvero aspettare 3 ore e mezza per la lievitazione? Se la cucina è più calda (24-26 gradi), bastano 2 ore e mezza. Se è fredda, potete arrivare a 4 ore. Il raddoppio visibile è l'indicatore vero, non il tempo.