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Pagnotta casertana

Vincenza Bertolino· 25 ottobre 2017· 5 min di lettura ·Caserta
Pagnotta casertana tonda e dorata su superficie scura, con crosta croccante dorata e spacco caratteristico sulla sommità, fetta tagliata che mostra mollica bianca e soffice
Preparazione
20 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
1 pagnotta (6-8 persone)
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gfarina di grano tenero tipo 0 o 00
325 mlacqua tiepida
10 gsale fino
1/2 cucchiainolievito secco di birra (o 3 g di lievito fresco)
5 golio extravergine d'oliva (per la teglia)

Valori nutrizionali

265kcal Energia
8,5g Proteine
1,5g Grassi
0,3g di cui saturi
55g Carboidrati
2g di cui zuccheri
2,5g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Versa la farina in una ciotola capiente. Scioglici il lievito in 50 ml di acqua tiepida e versa il liquido al centro della farina. Inizia a mescolare con le mani bagnate, aggiungendo il resto dell'acqua poco a poco per 5 minuti, finché non hai un impasto ruvido. Aggiungi il sale e continua a impastare per altri 8-10 minuti finché l'impasto non diventa liscio, elastico e leggermente appiccicaticcio.
2
Prima lievitazione
Posa l'impasto in una ciotola pulita e coperta con un panno umido. Lascia lievitare a temperatura ambiente (20-22 °C) per 3-4 ore, finché il volume non raddoppia. Se la casa è più fredda, allunga il tempo fino a 5-6 ore.
3
Modellare la pagnotta
Rigira l'impasto su una superficie di lavoro infarinata. Non impastare oltre, ma piuttosto degassare delicatamente con le mani. Raccogli i bordi verso il centro e capovolgilo, formando una palla compatta. Sistemalo con la piega verso il basso su una teglia rivestita di carta forno o leggermemente unta.
4
Seconda lievitazione
Copri di nuovo con il panno umido e lascia lievitare per 90 minuti a 1 ora e mezza, finché la pagnotta si gonfia e quando tocchi delicatamente la superficie con un dito, la traccia non ritorna subito su se stessa.
5
Preparare il forno
Accendi il forno a 220 °C almeno 30 minuti prima di infornare. Puoi inserire una ciotola con acqua sul fondo per creare vapore e aiutare la formazione della crosta.
6
Infornare e incidere
Con un coltello ben affilato, incidi il dorso della pagnotta con un taglio deciso e profondo, a forma di mezza luna o di erre. Inforna la teglia nel forno caldo e cuoci per 35-40 minuti, finché la crosta non è ben dorata e scura.
7
Raffreddamento
Estrai la pagnotta dal forno e poggiala su una gratella per farla raffreddare almeno 15-20 minuti prima di tagliare. Così la mollica assesta e non risulta appiccicaticcio.

Gusto

Ha il sapore neutro e gradevole della farina di grano tenero, con le note leggermente dolcette della fermentazione lunga. La crosta scrocchia e si scioglie in bocca, la mollica è morbida senza essere appiccicatizia. Si accompagna bene con sughi tradizionali, formaggi, affettati, oppure semplicemente con olio e sale. È il pane da pasto, versatile e mai invasivo.

Benessere

  • La farina di grano tenero fornisce carboidrati complessi, circa 12-13 grammi di proteine per 100 grammi di pane cotto, e una piccola quota di grassi insaturi.
  • Contiene potassio, magnesio e un poco di calcio, soprattutto se l'acqua di impasto è ricca di minerali.
  • La lunga lievitazione naturale rende il pane più facile da digerire: i microrganismi scindono in parte i carboidrati complessi e i fitati della crusca.
  • La fermentazione aumenta la biodisponibilità di ferro e zinco, due minerali importanti per la salute delle ossa e del sistema immunitario.
  • Abbinala a un pasto con verdure e proteine magre per equilibrio nutrizionale completo: è un accompagnamento, non un piatto autonomo.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che il pane fatto con lievito naturale sia automaticamente privo di glutine o più salutistico per chi ha intolleranze. Se contiene grano, il glutine rimane. La lievitazione lunga lo rende più digeribile per molti, ma non per chi ha celiachia: l'unica soluzione è la farina senza glutine.

L'errore da non fare

Non infornare il pane se non è completamente lievitato, oppure aspettare troppo e lasciarlo stracotto in lievitazione: una pagnotta sgonfia o con mollica gommosa rovina tutto il lavoro. Impara a riconoscere il momento giusto toccandola leggermente con un dito: se la traccia rimane leggermente marcata ma non profonda, è il momento di infornare. Un altro errore frequente è non creare vapore in forno: senza umidità la crosta resta molle invece di essere croccante.

I nostri consigli

  • Conserva la pagnotta in un sacchetto di carta o lino a temperatura ambiente. Dura 2-3 giorni freschi. Dopo puoi tostarla o trasformarla in pane grattugiato per le polpette.
  • Se vuoi un impasto con più lievito naturale e lunghezza, prepara un «poolish» la sera precedente: mescola 250 g di farina, 250 ml di acqua e mezzo cucchiaino di lievito, copri e lascia riposare 12 ore in frigorifero. Il giorno dopo, aggiungilo al resto della farina e procedi normalmente.
  • In alcune tradizioni casertane si aggiunge un cucchiaio di olio extravergine all'impasto per renderlo più morbido e conservabile più a lungo: il risultato è una mollica leggermente più soffice e una crosta comunque croccante.
  • Se non hai un forno molto caldo, adatta la temperatura e il tempo: 200 °C per 45-50 minuti funziona bene, solo la crosta impiegherà più tempo per colorarsi uniformemente.

Quando prepararla

La pagnotta casertana è ideale tutto l'anno, ma funziona meglio nei mesi non estremamente caldi, quando la lievitazione naturale è più controllabile. In estate, se vuoi farla, anticipa gli impasti alle prime ore della mattina o lavora in cucina con finestre aperte e temperature naturalmente più fresche. È perfetta per il pane quotidiano e per accompagnare piatti di cucina campana tradizionale.

Domande frequenti

  • Che differenza c'è tra pagnotta casertana e pane toscano? La pagnotta casertana è tonda e bombata, con crosta spessa e mollica bianca. Il pane toscano è un filone più lungo, fatto spesso senza sale, con una mollica più compatta. Origini e tecniche diverse.
  • Posso usare farina integrale? Sì, ma devi aggiungere un poco più d'acqua perché l'integrale assorbe di più. Inizia con 340 ml e regola. La lievitazione sarà leggermente più veloce per la maggior quantità di enzimi nella crusca.
  • Il lievito secco è davvero uguale al lievito fresco? Funzionalmente sì, con le giuste proporzioni (1 g secco = 3 g fresco). Il risultato è praticamente identico. Il lievito fresco agisce un poco più velocemente, ma non crea differenze significative nel sapore se i tempi di fermentazione sono uguali.
  • Che faccio se l'impasto rimane troppo appiccicaticcio? È normale durante l'impasto. Non aggiungere farina, ma usa le mani bagnate e continua a impastare: dopo 10-12 minuti l'elasticità arriva. Se proprio non migliora, aggiungi 10 g di farina alla volta, non di più.
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