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Pagnotta ascolana

Vincenza Bertolino· 19 gennaio 2017· 6 min di lettura ·Ascoli Piceno
Pagnotta ascolana rotonda e dorata appena sfornata, posata su un canovaccio di lino bianco, con crosta croccante visibile e leggero fumo di vapore che sale, sfondo di legno scuro
Preparazione
30 min
Cottura
40 min
Difficoltà
media
Porzioni
1 pagnotta da 800 g
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gfarina di grano tenero tipo 0 o 00
100 gpasta madre attiva (lievito naturale)
320 mlacqua tiepida
10 gsale fino
5 gmalto d'orzo o zucchero
q.b.farina di semola per la base

Valori nutrizionali

260kcal
9g Proteine
1,5g Grassi
0,3g di cui saturi
52g Carboidrati
2g di cui zuccheri
2g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Impastare la pasta madre
Versa la pasta madre in una ciotola, aggiungivi l'acqua tiepida e mescola con le dita fino a scioglierla completamente. Impiega due minuti.
2
Aggiungere la farina
Cospargivi la farina gradualmente, mescolando con una mano a pinza per incorporarla. Quando la polvere è completamente bagnata, aggiungivi il sale e il malto. Impiega quattro minuti.
3
Impastare la massa
Tira su l'impasto dal tavolo con i palmi aperto e piegalo su se stesso ripetutamente per otto-dieci minuti. La pasta deve diventare liscia e elastica, ma non appiccicosa. Se rimane troppo umida, aggiungi dieci grammi di farina per volta.
4
Prima lievitazione
Copri la ciotola con un piatto e lascia riposare per quattro ore a temperatura ambiente, tra i 20 e i 24 gradi. Dopo due ore, esegui una piega: estendi l'impasto sul tavolo e ripiegalo verso il centro. Ripeti tre volte a intervalli di un'ora.
5
Modellare la pagnotta
Trasferisci l'impasto su un tavolo leggermente infarinato. Con i palmi, inizia a ruotare l'impasto verso di te creando tensione sulla superficie. Forma una palla compatta dal diametro di venti centimetri. La superficie deve essere liscia, non screpolata.
6
Seconda lievitazione
Adagia la pagnotta su un panno di lino cosparso di farina di semola o di riso, creando una piega per sorreggere il peso. Copri con un altro panno e lascia lievitare per dodici-sedici ore a temperatura ambiente. Quando è pronta, rimbalza leggermente al tocco.
7
Cottura
Scalda il forno a 250 gradi con una teglia sul fondo per quaranta minuti. Capovolgi la pagnotta sulla teglia calda con un movimento secco, spruzza un po' d'acqua e inforna. Riduci la temperatura a 220 gradi e cuoci per quaranta minuti. La crosta deve diventare dorata e sonora al tocco.

Gusto

Ha un sapore neutro ma pieno, non dolce. La nota aromatica principale viene dalla fermentazione lenta della pasta madre e dalla tostatura leggera della crosta. Si mangia in fette spesse, talvolta raffermo per accompagnare salumi, formaggi e verdure marinate. È tradizionalmente il pane che sta in tavola durante i pasti marchigiani, capace di raccogliere il sugo senza sgretolarsi subito, e funziona bene anche tre o quattro giorni dopo la cottura.

Benessere

  • Il pane realizzato con farina di grano tenero contiene circa 10-12 grammi di proteine per 100 grammi di prodotto finito, sufficienti come completamento proteico in un pasto.
  • Apporta potassio (200-250 mg per 100 g), magnesio e ferro, soprattutto se preparato con farina integrale o semiintegrale.
  • La lievitazione lunga, oltre ventiquattro ore, riduce i tempi di digestione perché degrada gli acidi fitici e facilita l'assorbimento dei minerali.
  • Contiene fibre solubili e insolubili, specialmente se preposto con farina non raffinata, che regolano il transito intestinale senza gonfiare eccessivamente.
  • Abbinalo a un pasto con verdure crude e crude, oppure con piatti ricchi di verdure cotte per aumentare il senso di sazietà e l'apporto di micronutrienti.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che il pane raffermo fa male o gonfia più di quello fresco. Al contrario, l'amido del pane raffreddato si retrograda, diventando più difficile da digerire solo per chi ha sensibilità particolari; per la maggior parte delle persone è semplicemente meno morbido ma non più pesante. Il pane fresco, appena sfornato, richiede più energia digestiva perché la struttura dell'amido è ancora molto gonfia.

L'errore da non fare

L'errore più comune è affrettare la lievitazione tenendo l'impasto troppo caldo. Una pagnotta lievitata troppo velocemente in ambienti superiori ai 26 gradi sviluppa pochi alveoli, diventa collosa e difficile da maneggiare. La lievitazione lunga a freddo, tra i 18 e i 20 gradi, è quello che crea la struttura corretta. Un secondo errore è incidere la superficie con un coltello: la pagnotta ascolana non ha una spadellatura decorativa intenzionale, solo la naturale screpolatura della crosta durante la cottura.

I nostri consigli

  • Conserva la pagnotta ascolana a temperatura ambiente dentro un sacchetto di carta per quattro-cinque giorni. Se vuoi prolungare la conservazione, congelala intera dopo il raffreddamento completo: durerà fino a due mesi. Scongela a temperatura ambiente per otto ore.
  • Se non hai pasta madre attiva, puoi usare mezzo grammo di lievito di birra secco sciolto nell'acqua tiepida, ma la fermentazione sarà più veloce: riduci a otto ore il tempo totale di lievitazione e la crosta sarà meno croccante.
  • Abbina la pagnotta ascolana a piatti marchigiani come il brodetto di pesce, i vincisgrassi o semplicemente a formaggi freschi e salumi. Funziona anche da base per una bruschetta con pomodori e olio.
  • Se la superficie rimane troppo pallida dopo quaranta minuti, aumenta la temperatura a 230 gradi per gli ultimi dieci minuti. La crosta deve essere visibilmente dorata, non bianchiccia.

Quando prepararla

Prepara la pagnotta ascolana tutto l'anno, ma è particolarmente adatta in autunno e inverno quando una lievitazione lunga a temperatura ambiente è naturale. In estate, se la cucina è molto calda, conviene fermentare nel piano più basso del frigo per ventiquattro ore e modellare direttamente senza seconda lievitazione lunga. È il pane ideale per preparare in anticipo durante il fine settimana, quando hai tempo di aspettare la fermentazione naturale.

Domande frequenti

  • Posso prepararla con la sola lievitazione fredda? Sì. Impasta la sera, copri e metti in frigo per ventiquattro ore, modella il mattino, lascia riposare due ore a temperatura ambiente e inforna. Il risultato è più compatto ma comunque buono.
  • Perché la mia pagnotta rimane piatta? La pasta madre non era abbastanza attiva oppure la lievitazione è stata troppo corta. Controlla che la pasta madre sia visibilmente gonfia e schiumosa prima di usarla. Se fresca dal frigo, lasciarla a temperatura ambiente per un'ora.
  • Come capisco se la seconda lievitazione è completa? Fai la prova del dito: premi delicatamente con un dito. Se l'impronta rimane e non si richiude completamente, è pronta. Se si chiude subito, ha ancora bisogno di tempo.
  • Posso usare il forno domestico normale? Certo. Non serve il forno a legna. Un forno ventilato regolare va bene. Se non hai una teglia in pietra, usa una teglia di acciaio precaldata o metti una teglia con sale grosso sul fondo per simulare il calore della soletta.
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