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Pabadus

Vincenza Bertolino· 21 novembre 2020· 5 min di lettura ·Cagliari
Pabadus dorati su un piatto bianco, ricoperti di miele che cade, con una trama intrecciata visibile, accompagnati da noci tritate sparse intorno
Preparazione
25 min
Cottura
20 min
Difficoltà
media
Porzioni
6 persone
Costo
basso
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

300 gfarina di grano tenero
3uova intere
100 mlvino bianco secco
40 gburro sciolto
1 cucchiainovaniglia in polvere
300 gmiele di acacia o millefiori
50 gnoci sgusciate tritate
1 litroolio di semi di arachide per friggere

Valori nutrizionali

320kcal Energia
6g Proteine
12g Grassi
3g di cui saturi
44g Carboidrati
28g di cui zuccheri
1g Fibre
0,1g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto base
Versa la farina in una ciotola ampia, crea un fontana al centro e rompi dentro le uova. Aggiungi il vino bianco poco alla volta, il burro sciolto e la vaniglia. Mescola prima con le dita, poi impasta energicamente per 8-10 minuti fino a ottenere un impasto omogeneo e liscio, senza grumi. L'impasto deve essere consistente ma lavorabile.
2
Riposare l'impasto
Copri la ciotola con un panno umido e lascia riposare a temperatura ambiente per 15 minuti. Questo consente alla farina di assorbire bene i liquidi e rende l'impasto più elastico.
3
Dividere in porzioni
Dividi l'impasto in 12 porzioni uguali di circa 30 g l'una. Rotola ogni porzione tra i palmi fino a formare un cilindro lungo circa 15 centimetri, non troppo sottile per evitare che si rompa durante la fritura.
4
Intrecciare i pabadus
Prendi ogni cilindro e intreccialo su se stesso, creando una forma che ricordi un 8 appiattito o un nodo, oppure piega semplicemente i cilindri a onda se preferisci una forma più semplice. L'importante è che abbiano uno spessore uniforme per cuocersi in modo omogeneo.
5
Friggere a temperatura giusta
Scalda l'olio in una pentola profonda a 170-175°C. Testa la temperatura immergendo una piccola porzione di impasto: deve friggere subito circondata da bollicine. Immergi i pabadus uno alla volta, mai più di 3-4 insieme per non abbassare troppo la temperatura. Friggili per 2-3 minuti per lato, finché non diventano dorati su tutta la superficie. Usa una schiumarola per girarli delicatamente.
6
Scolare dall'olio
Estrai i pabadus con la schiumarola e appoggiali su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Fallo mentre sono ancora caldi, per 1-2 minuti, così resteranno più croccanti.
7
Glassare con il miele
Riscalda il miele a fuoco lento in un pentolino finché non diventa fluido e caldo, circa 2-3 minuti. Non farlo bollire. Immergi ogni pabadus nel miele caldo, srotolalo bene perché sia ricoperto completamente su entrambi i lati, quindi appoggialo su un piatto e cospargilo subito di noci tritate mentre il miele è ancora caldo e viscoso.

Gusto

Il sapore è dolce, equilibrato dalla nota del vino bianco e della vaniglia che si sente nell'impasto. Il miele dona una dolcezza morbida e avvolgente, mentre la fritura conferisce una croccantezza che contrasta con l'interno soffice. Si servono caldi o a temperatura ambiente, preferibilmente subito dopo la preparazione per mantenere la consistenza. L'abbinamento tradizionale è con vino dolce o caffè amaro, che taglia la richezza dello zucchero.

Benessere

  • La farina di grano apporta carboidrati complessi e un buon contenuto di fibre, specialmente se integrale, che favorisce la sazietà e regola la digestione.
  • Le uova sono proteine complete di alta qualità biologica, con colina per il cervello e luteina per gli occhi.
  • Il miele contiene potassio, magnesio e tracce di ferro, oltre a polifenoli con proprietà antiossidanti.
  • L'olio di frittura usato con temperatura controllata (170-180°C) mantiene un profilo lipidico accettabile rispetto alla saturazione.
  • Abbina i pabadus a una tisana di camomilla o a frutta fresca per equilibrare il pasto e favorire la digestione.
  • Falso mito da sfatare: il miele non è "zucchero puro" né medicamento. Ha i suoi zuccheri semplici, quindi va contabilizzato nelle calorie giornaliere come qualsiasi dolce. Chi ha diabete deve moderarne il consumo esattamente come qualunque altro zuccherato. È un alimento genuino, ma non salutistico se mangiato in eccesso.

L'errore da non fare

Non aumentare troppo la temperatura dell'olio durante la fritura. Se l'olio è più caldo di 180°C, i pabadus si colorano troppo velocemente fuori mentre rimangono crudi dentro. Controlla con un termometro da cucina o fai una prova. Allo stesso modo, non lasciare i pabadus nell'olio freddo prima di iniziare: assorbiranno olio e diventeranno grassi. Accendi il fuoco e aspetta che la temperatura sia giusta prima di metterne anche uno.

I nostri consigli

  • Se l'impasto risulta troppo morbido, aggiungi un cucchiaio di farina alla volta. Se è troppo secco, versaci una cucchiaiata di vino bianco. L'impasto deve essere lavorabile con le mani senza attaccarsi troppo.
  • Prepara i pabadus meglio se il giorno prima, in modo che il riposo notturno li rende più elastici e meno soggetti a lacerarsi in frittura.
  • Conservali in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per 2-3 giorni. Se vuoi tenerli più a lungo, congelali crudi (prima di friggere) per 2 settimane, oppure già fritti e glassati per 1 mese, sempre ben sigillati.
  • Puoi sostituire le noci con pistacchio tritato, mandorle o aggiungere un pizzico di cannella al miele per una variante speziata.

Quando prepararla

I pabadus sono un dolce tipico del periodo natalizio e delle festività invernali in Sardegna, soprattutto tra novembre e gennaio. Si preparano spesso durante le preparazioni festive perché si possono fare in grande quantità e si conservano bene. Il freddo fuori favorisce anche la lavorazione dell'impasto, che rimane meno appiccicaticcio con le temperature basse.

Domande frequenti

  • Posso fare i pabadus senza intrecciare, in forme più semplici? Certo. Puoi farli a bastoncino dritto, a onda, a nodo semplice. La forma non cambia il gusto, solo l'estetica. L'importante è che abbiano uno spessore uniforme per cuocersi bene.
  • Il miele può essere sostituito con un'altra glassa? Sì, puoi usare un caramello sciolto con un po' d'acqua, oppure uno sciroppo di zucchero bollito. Il miele è però la scelta tradizionale e dona un sapore più caratteristico.
  • Che tipo di olio devo usare per friggere? Va bene olio di semi di arachide, di girasole o di mais, purché abbia un punto di fumo elevato (sopra i 180°C). Evita l'olio di oliva, che non sopporta bene le temperature alte della frittura.
  • Come faccio a capire se la temperatura dell'olio è giusta? Usa un termometro da cucina se ce l'hai. Altrimenti, immergi un ritaglio di pane secco: se friggge subito e galleggia circondato da bolle, la temperatura è giusta.
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