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Moscato di Canelli

Vincenza Bertolino· 19 gennaio 2024· 6 min di lettura ·Cuneo
Calice di Moscato di Canelli color paglierino con bollicine visibili, servito in coppa da vino bianca, su tavolo di legno con uva verde accanto e sfondo di cantina in pietra
Preparazione
5 min
Raffreddamento
30 min (in frigorifero)
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottiglia (750 ml)Moscato di Canelli DOCG
500 mlAcqua fredda o ghiaccio
4Calici da vino bianco (non tulipani)
1Frigorifero o secchiello per il ghiaccio
100 gUva bianca fresca (opzionale, per guarnizione)
1 cucchiaioZucchero vanigliato (opzionale, per accompagnamento dolce)

Valori nutrizionali

100Energia (kcal)
0,1Proteine (g)
0Grassi (g)
0di cui saturi (g)
11Carboidrati (g)
10di cui zuccheri (g)
0Fibre (g)
0,01Sale (g)
Come si prepara
1
Scelta del frigorifero
Posiziona la bottiglia di Moscato nel ripiano più freddo del frigorifero almeno 30 minuti prima del servizio. Se hai fretta, immergila in un secchiello con acqua e cubetti di ghiaccio per 15-20 minuti. La temperatura ideale è tra i 6 e gli 8 gradi. Più freddo disturba i profumi, più tiepido il vino perde la frizzantezza.
2
Scelta del calice
Seleziona calici da vino bianco o coppe champagne a forma leggermente rastremata verso l'alto. Sconsigliati i tulipani poco alti, che permettono alle bollicine di disperdersi troppo in fretta. I calici devono essere perfettamente asciutti e a temperatura ambiente.
3
Apertura della bottiglia
Estrai il tappo di sughero lentamente e con cautela. Nel Moscato frizzante la pressione interna è moderata, ma un'apertura brusca può far fuoriuscire il vino. Appena tolto il tappo, annusa il collo della bottiglia per verificare che non vi siano odori anomali di muffa o vinagre.
4
Versamento
Versa il vino inclinando il calice a 45 gradi e mantenendo la bottiglia a poca distanza dal bordo. Riempi sino a tre quarti del calice, per permettere alle bollicine di formarsi senza traboccare e per lasciar spazio al profumo di concentrarsi. Procedi con lentezza se il vino è molto freddo, così eviti la schiuma eccessiva.
5
Osservazione preliminare
Prima di bere, osserva il colore in controluce. Deve essere paglierino trasparente, mai opaco o brunastro. Avvicina il calice al naso e annusa per 2-3 secondi. L'aroma deve essere fresco, floreale, fruttato, mai stantio o di muffa.
6
Degustazione
Porta il calice alle labbra e assaggia una piccola quantità. Lascia che il vino permei la lingua per 3-4 secondi prima di inghiottire. Sentirai la dolcezza iniziale, seguita dalla freschezza acida e dalle note floreali. La temperatura deve restare fredda sino al termine, quindi bevi a sorsi regolari nel corso di 20-30 minuti.
7
Abbinamento a tavola
Se lo serve con dolci, scegli pasticceria secca come biscotti di semola o amaretti, oppure crostate alla frutta. Se desideri accompagnarlo a formaggio, usa varietà fresche e non salate. Come aperitivo da solo, il Moscato non necessita di cibo, ma è gradevole con pochi stuzzichini salati tipo nocciole tostate o noci.

Gusto

Il sapore è dolce senza eccessi, con una freschezza che non annoia. La dolcezza è equilibrata da un'acidità naturale che mantiene il vino vivace e non cloying. Le note principali rimandano a frutta bianca fresca, pesche, albicocche in scatola, fiori di campo. In bocca lascia una sensazione dolce-fresca che invita a riprendere il sorso. Si abbina bene come aperitivo, da solo o con pasticceria secca, oppure accanto a torte leggere o frutti di bosco. Non va mai servito a temperatura ambiente, perché perde vivacità e il profumo si appanna.

Benessere

  • Un vino dolce a base di uva moscato contiene zuccheri naturali provenienti dall'uva fermentata: circa 100-150 g per litro rimangono nel prodotto finito, a seconda della tecnica di produzione.
  • Ricco di potassio e magnesio, minerali presenti naturalmente nell'uva. Una porzione modesta (125 ml) apporta tracce significative di questi elementi, utili al funzionamento dei muscoli.
  • È una bevanda leggera e non saziante, caratteristica che lo rende adatto come aperitivo senza appesantire prima del pasto. L'alcol contenuto (circa 5-6% vol.) è inferiore ai vini fermi, rendendolo particolarmente digeribile.
  • Le sostanze polifenoliche naturali dell'uva, seppur in quantità modeste, mantengono proprietà antiossidanti caratteristiche dei vini bianchi. Non è motivo di consumo, ma è presente.
  • Va abbinato a un pasto equilibrato: se consumato come aperitivo, seguito da proteine e vegetali riduce l'impatto dei suoi zuccheri sulla glicemia. Se assunto da solo a digiuno, gli zuccheri vengono assorbiti più rapidamente.
  • Falso mito da sfatare: il Moscato non fa ingrassare più dei vini secchi solo perché è dolce. Cento millilitri di Moscato contengono circa 100-120 kcal, mentre cento millilitri di vino bianco secco ne contengono 80-90. La differenza è minima. Il vero fattore di aumento di peso è la quantità totale consumata e l'eccesso calorico complessivo della dieta. Bere un calice occasionale di Moscato non altera il peso corporeo; è la frequenza e la quantità che contano.

L'errore da non fare

Non servire il Moscato a temperatura ambiente o tiepido. Il vino perde immediatamente la frizzantezza, gli aromi si appiattiscono e la dolcezza diventa banale e cloying. Inoltre, non stappare la bottiglia con giorni di anticipo: le bollicine svaniscono nel giro di poche ore una volta aperta. Se devi servire più calici contemporaneamente, stappa subito prima di versare e chiudi la bottiglia tra un giro e l'altro per contenere la perdita di gas carbonico.

I nostri consigli

  • Una bottiglia aperta di Moscato si conserva in frigorifero per 3-4 giorni se ben tappata. Dopo, perde progressivamente frizzantezza e gli aromi si ossidano leggermente. Non conservare mai in piedi, ma sempre coricata, così il sughero rimane umido e aderisce bene.
  • In Piemonte è comune assaporare il Moscato accanto alla «torta di nocciole» o ai «biscotti di Vercelli». Questi abbinamenti sono reali e collaudati: la dolcezza del vino non compete con quella del dolce, ma la equilibra.
  • Se preferisci una variante meno dolce, chiedi al fornitore un Moscato d'Asti spumante invece di Moscato di Canelli fermo: ha gli stessi profumi ma residuo zuccherino leggermente inferiore e più bollicine.
  • Non usare il Moscato per cucinare salse o accompagnamenti. La sua dolcezza delicata si decompone con il calore. Rimane una bevanda, non un ingrediente di cucina.

Quando prepararla

Il Moscato di Canelli è adatto tutto l'anno, ma trova il suo momento migliore in autunno e inverno, quando le cene si allungano e i dolci fatti in casa tornano frequenti in tavola. È scelta naturale per cene tra amici, occasioni festive informali e fine pasto leggero dopo piatti sostanziosi. In estate, servito molto freddo, è un aperitivo rinfrescante durante cene all'aperto serali.

Domande frequenti

  • Il Moscato di Canelli contiene meno alcol degli altri vini? Sì, contiene tra il 5 e il 6% vol., mentre i vini bianchi fermi arrivano a 12-13%. È una caratteristica naturale della fermentazione parziale che consente ai lieviti di lasciare zuccheri residui.
  • Posso conservare una bottiglia aperta nel freezer? No. Il congelamento danneggia la struttura del vino e altera il profumo. Il frigorifero è sufficiente: 3-4 giorni ben tappato, niente più.
  • Il Moscato invecchia? No, il Moscato di Canelli va consumato giovane, entro 1-2 anni dalla vendemmia. Non ha vocazione per l'invecchiamento prolungato.
  • Quale temperatura esatta mi conviene? Tra i 6 e gli 8 gradi. Se hai un termometro da cucina, usalo una volta. Se non lo hai, togli la bottiglia dal frigorifero 5 minuti prima di versare: avrà raggiunto la giusta temperatura.
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