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Meloneddus

Vincenza Bertolino· 28 giugno 2018· 6 min di lettura ·Olbia
Meloneddus dorati e croccanti impilati su un piatto bianco, ricoperti di miele caldo che cade in fili, con mandorle tostate sparse intorno
Preparazione
20 min
Cottura
15 min
Difficoltà
facile
Porzioni
6 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gFarina di grano tenero
150 mlLatte intero
2Uova medie
40 gBurro
250 gFormaggio fresco a pasta molle
150 gRicotta fresca
200 mlMiele di acacia
50 gMandorle pelate e tritate
olio di arachideper la frittura
1 pizzicoSale fino

Valori nutrizionali

320 kcalEnergia
9 gProteine
15 gGrassi
8 gdi cui saturi
38 gCarboidrati
22 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Versa la farina in una ciotola, crea un buco al centro e versavi le uova, il latte e il burro morbido. Mescola con una forchetta fino a ottenere un impasto omogeneo e leggermente appiccicaticcio. Aggiungi un pizzico di sale. Lascia riposare coperto per 10 minuti.
2
Preparare il ripieno
Metti il formaggio fresco grattugiato in una ciotola, aggiungi la ricotta sgocciolata e mescola bene fino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Assicurati che il ripieno sia freddo quando lo usi.
3
Formare i dolcetti
Versa l'olio in una padella larga fino a 2 centimetri di profondità. Porta a temperatura media-alta (170 gradi). Con due cucchiai, prendi un cucchiaio scarico di impasto, mettivi un cucchiaio di ripieno di formaggio e ricotta, copri con un altro strato sottile di impasto pressato con il secondo cucchiaio. Lascia scivolare delicatamente nell'olio caldo.
4
Friggere il primo lato
Lascia cuocere il primo lato per 2-3 minuti: deve diventare color oro scuro e gonfiarsi leggermente. Il dolcetto deve nuotare nell'olio senza affondare. Se scende subito il fondo, alza la temperatura.
5
Friggere il secondo lato
Capovolgi con una schiumarola e lascia cuocere altri 2-3 minuti fino a quando anche il secondo lato è dorato e croccante. La superficie non deve essere nera, ma color nocciola scuro.
6
Scolare e ricoprire
Estrai i «meloneddus» con la schiumarola e poggia su carta assorbente per 30 secondi solo. Trasferiscili subito in un piatto, versa il miele caldo a filo su tutta la superficie e cospargili di mandorle tritate mentre sono ancora bollenti. Serve immediatamente.
7
Mantenere la temperature
Se prepari più lotti, tieni i meloneddus già pronti al caldo in forno a 60 gradi. Aggiungi miele e mandorle solo al momento di servire, non in anticipo, altrimenti si ammollano.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, grazie al formaggio fresco che bilancia la ricotta e il miele. L'aroma è quello del formaggio latteo mescolato con il miele caldo, una combinazione tradizionale della cucina sarda che si percepisce anche dal profumo durante la frittura. Si servono ancora caldi, subito dopo averli cosparso di miele e mandorle. L'abbinamento più classico è con un vino dolce locale o semplicemente con un caffè, soprattutto durante le festività.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è immergere i «meloneddus» in olio non abbastanza caldo: rimangono molli, assorbono troppo grasso e diventano pesanti. Se l'olio è a 160 gradi o meno, il dolcetto affonda e si cucina in modo irregolare, con l'interno ancora freddo e l'esterno già scuro. Controlla la temperatura con un termometro da cucina o fai la prova del pane: un dadino di pane dovrebbe dorare in 40 secondi. Altro errore è non capovolgere al momento giusto, facendo rimanere un lato pallido e molle. Infine, non ricoprire il miele finché sono ancora caldi significa perdere l'effetto della croccantezza che il calore sigilla.

I nostri consigli

Quando prepararla

I «meloneddus» sono il dolce principe di Capodanno e delle festività, quando in Sardegna compaiono sulle tavole per augurare abbondanza e dolcezza nel nuovo anno. Si preparano bene anche per matrimoni e battesimi, durante l'inverno quando le temperature fredde aiutano il ripieno a mantenersi stabile. È la ricetta perfetta per le domeniche in famiglia: non richiede abilità speciali e il risultato è sempre celebrativo.

Domande frequenti

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