Ingredienti
| 60 ml | Gin (preferibilmente a base di ginepro tondo e botaniche tradizionali) |
| 10 ml | Vermouth secco bianco |
| 1 pizzico | Agitazione di acqua fredda dal ghiaccio |
| ghiaccio di qualita' | Cubetti grandi o piccoli (dipende dal metodo: shaker o stirring glass) |
| 1 oliva | Oliva verde intera, snocciolata o no |
| 1 buccia | Scorza di limone fresco (facoltativa, per twist) |
Valori nutrizionali
| 130 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0,1 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Come si prepara
1
Raffreddare il bicchiere
Riempire un bicchiere a forma conica con ghiaccio e un poco d'acqua fredda. Lasciarlo riposare per almeno 2 minuti mentre si prepara il resto. Questo evita che la bevanda si scaldi al contatto.
2
Preparare la miscelazione
In uno stirring glass (bicchiere in vetro spesso dedicato alla miscelazione) versare 60 ml di gin e 10 ml di vermouth secco. Se non hai lo stirring glass, usa uno shaker, ma la tecnica classica prevede il vetro e il cucchiaio lungo (bar spoon).
3
Aggiungere il ghiaccio
Versa circa sei-otto cubetti di ghiaccio grandi nello stirring glass (o nello shaker). Il ghiaccio deve essere trasparente e senza odori: non usare ghiaccio fatto dall'acqua del rubinetto sporca di cloro.
4
Mescolare con precisione
Con la bar spoon (cucchiaio lungo), mescola lentamente e continuativamente per circa 30-40 secondi. Il gesto è un movimento rotatorio delicato, non vigoroso. Il movimento deve diluire e raffreddare senza scuotere la bevanda. Il cocktail diventa leggermente torbido quando il ghiaccio si scioglie: è il segnale di corretto raffreddamento.
5
Svuotare il bicchiere di servizio
Togliere il ghiaccio e l'acqua dal bicchiere a cono che hai preparato al primo passo. Il bicchiere rimane freddo e asciutto dentro.
6
Filtrare e versare
Usando uno strainer (colino a spirale), versare il cocktail dallo stirring glass nel bicchiere di servizio in un gesto continuo. La bevanda deve scorrere limpida e fredda, senza ghiaccio nel calice finale.
7
Aggiungere il garnish
Infilzare un'oliva verde su uno stuzzicadenti e poggiarlo sul bordo del bicchiere, oppure versare l'oliva direttamente nel cocktail. Se usi un twist di limone, spremi una scorza sopra il cocktail per sprigionare gli oli, strofina il bordo e aggiungi la scorza. Servire subito.
Gusto
Il Martini sa di gin botanico complesso, con note di ginepro, ma addolcito e reso leggermente amaro dal vermouth secco. La texture è asciutta, mai dolce. L'oliva conferisce una punta salata e oleosa che bilancia il resto. Si serve gelato, in un sorso, e il freddo muta i sapori di minuto in minuto. L'abbinamento tradizionale è con noccioline salate o olive, prima di cena.
Benessere
- Il gin è distillato da cereali e botaniche; contiene circa 40 gradi di alcol puro per 100 millilitri, con calorie provenienti solo dall'alcol etilico (circa 7 kcal per grammo) e tracce minime di zuccheri residui.
- Il vermouth secco apporta poco sodio ma una quota di minerali da erbe e spezie, principalmente potassio; niente ferro significativo, niente calcio da segnalare.
- Una porzione da 100 ml di Martini è leggerissima in termini di sazieta': è una bevanda aperitiva, pensata per stimolare l'appetito, non per sostare nello stomaco.
- L'oliva apporta pochissimi grammi di grasso polinsaturo e una traccia di vitamina E, ma nella quantità servita il contributo nutrizionale è trascurabile.
- Il Martini va bevuto freddo e lentamente, prima di mangiare. Non va abbinato come sostituto di un pasto, ma come aperitivo vero: aiuta la digestione solo se seguìto da cibo solido e equilibrato.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che il Martini "brucia" calorie o "depura" il fegato. Qualunque alcol è metabolizzato dal fegato come tossina: il corpo lo elimina per primo, prima di usare i grassi. Una bevanda alcolica non ha proprieta' detossificanti. Consumato con moderazione (uno, massimo due a settimana lontano da pasti abbondanti) non causa danni, ma non curare alcunche'.
L'errore da non fare
L'errore piu' comune è usare ghiaccio cattivo, polveroso o dal sapore di freezer. Quando il ghiaccio si scioglie, libera sapori estranei che rovinano il cocktail. L'altro errore tipico è shakerare il Martini come un cocktail fruttato: la tecnica corretta prevede il mixing lento nello stirring glass, che mantiene la bevanda liscia e cristallina. Agitare troppo crea una schiuma che offusca il sapore e l'aspetto.
I nostri consigli
- Scegli un gin con un profilo botanico netto e non troppo speziato: il ginepro deve dominare. Marchi classici come i gin britannici tradizionali funzionano bene anche per chi inizia.
- Il vermouth secco è fondamentale: non usare vermouth dolce o rosso. Un buon vermouth secco bianco ha note di erbe amare e assenzio che equilibrano la dolcezza naturale del gin.
- La proporzione 6:1 (sei parti di gin per una di vermouth) è la norma classica, ma puoi adattarla a 5:1 se preferisci il vermouth piu' evidente, o 8:1 se ami il Martini piu' asciutto.
- Conserva il gin e il vermouth in un posto fresco e buio, non in frigorifero: l'alcol non ha bisogno di freddo, ma di stabilita' di temperatura. Una volta aperto il vermouth, usalo entro due mesi per mantenere i sapori.
- Se non hai uno stirring glass, puoi usare un shaker freddo e pulito, ma il risultato sarà leggermente piu' torbido. La tecnica del mixing lento nel vetro è quella che produce il Martini piu' elegante.
Quando prepararla
Il Martini è un aperitivo senza stagione: si beve tutto l'anno, ma in inverno è piu' confortante, mentre in estate, se ben raffreddato, è rinfrescante senza esagerare. È il cocktail ideale prima di cena, in qualunque mese, da solo o in compagnia. Non è legato a ricorrenze specifiche, ma è un'abitudine di eleganza quotidiana.
Domande frequenti
- Martini shaken o stirred? La versione classica è stirred, ossia mescolata lentamente nel vetro. La versione shaken è una scelta personale, ma rende la bevanda leggermente piu' torbida e meno elegante visivamente.
- Con oliva o con twist di limone? Entrambi sono corretti. L'oliva è piu' tradizionale e salata. Il twist di limone è piu' aromatico e leggermente amaro. Scegli in base al gusto.
- Che differenza c'è tra Martini con gin e Martini con vodka? Il Martini classico è fatto con gin, che apporta aromi botanici complessi. Con la vodka diventa un cocktail neutro, privo di personalita'. Se preferisci la vodka, tecnicamente è un altro cocktail.
- Posso prepararlo in anticipo? No. Il Martini va preparato e bevuto subito, entro un paio di minuti. Se raffreddato troppo a lungo, il ghiaccio si scioglie e la bevanda diventa annacquata.