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Marmellata di limone

Vincenza Bertolino· 10 dicembre 2017· 6 min di lettura ·Amalfi
Barattolo di vetro con marmellata di limone giallo brillante, con trasparenza ambrata, su tavolo di legno accanto a limoni interi e spicchi di agrumi freschi
Preparazione
20 min
Cottura
40 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 barattoli da 250 ml
Costo
basso
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

1 kgLimoni con buccia, non trattati
700 gZucchero bianco semolato
150 mlAcqua fredda
3Foglie di menta fresca (facoltativo)
1Limone tagliato a metà per il succo

Valori nutrizionali

275 kcalEnergia
0,3 gProteine
0,1 gGrassi
0 gdi cui saturi
72 gCarboidrati
65 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,05 gSale
Come si prepara
1
Pulire i limoni
Lava bene i limoni sotto acqua corrente per eliminare residui di terra e polvere. Asciugali con cura con un panno pulito. Questo passaggio è importante per conservare bene il prodotto.
2
Affettare e pulpare
Taglia i limoni a metà e rimuovi i semi visibili con uno stuzzicadenti. Affetta il limone, buccia compresa, in fettine spesse circa tre millimetri. Metti i pezzi in una pentola pesante in acciaio inox di almeno tre litri di capienza, aggiungendo subito l'acqua fredda.
3
Primo riposo e cottura iniziale
Lascia i limoni in acqua per dodici ore a temperatura ambiente, coperto con un panno. Questo ammorbidisce la buccia. Dopo questo tempo accendi il fuoco medio e porta a ebollizione piano, mantenendo la cottura lenta per quindici minuti fino a che la buccia non sia completamente tenera al tatto di un cucchiaio di legno.
4
Aggiungere lo zucchero
Versa lo zucchero nella pentola e mescola bene con un cucchiaio di legno per almeno tre minuti, finché lo zucchero non si sia completamente sciolto. Aggiungi il succo del limone fresco spremuto per intensificare l'acidità naturale e rallentare il processo di fermentazione.
5
Cottura principale
Porta il composto a ebollizione vivace e mantieni una bollitura regolare per trenta minuti, mescolando ogni cinque minuti con il cucchiaio di legno per evitare che si attacchi al fondo. La temperatura deve raggiungere i centocinque gradi centigradi, fase in cui la marmellata ha raggiunto il punto gelificazione.
6
Test di gelificazione
Versa un cucchiaino di marmellata calda su un piattino freddo in frigorifero per due minuti. Se scivola lentamente come miele denso e non rimane liquida, è pronta. Se è ancora troppo fluida, lascia cuocere altri cinque minuti e ripeti il test.
7
Invasettamento
Riempi i barattoli di vetro sterilizzati ancora caldi con la marmellata calda fino a mezzo centimetro dal bordo. Chiudi subito con i coperchi e capovolgi ogni barattolo per dieci secondi, poi rimetri dritto. Lascia raffreddare completamente a temperatura ambiente per almeno otto ore prima di etichettare e riporre.

Gusto

Il sapore è spiccatamente agrodolce, con quella nota acidula iniziale che il limone lascia sulla lingua, seguita dall'accoglienza dello zucchero. La buccia conferisce un retrogusto leggermente amaro e aromático, proprio quello che rende questa marmellata diversa dalle versioni troppo dolci. Si spala bene su pane tostato, biscotti secchi o fette di panettone a colazione, ma è perfetta anche per farcire crostate, Pan di Spagna o per dare acidità a creme al mascarpone.

Benessere

  • Il limone è ricco di vitamina C: una porzione di venti grammi di marmellata fornisce circa dieci milligrammi di vitamina C, utile per le difese immunitarie e l'assorbimento del ferro.
  • Contiene pectina naturale nella buccia e negli albedo: le fibre solubili che aiutano la regolarità intestinale e favoriscono il senso di sazietà.
  • È leggera e poco calorica se consumata in porzioni moderate, senza grassi saturi, anche se concentrata in zuccheri naturali per conservazione.
  • La buccia di limone contiene limonene, un olio essenziale che dà l'aroma caratteristico e possiede proprietà antiossidanti secondo diverse ricerche fitochimiche.
  • Abbinala a una colazione salata con formaggio e noci per equilibrare il carico di zuccheri, o usala come condimento acido per controbilanciare piatti grassi.
  • Falso mito da sfatare: la marmellata fatta in casa non è più magra di quella industriale perché contiene la stessa quantità di zucchero per litro; la differenza è l'assenza di additivi e conservanti, non il valore calorico. Chi controlla il peso dovrebbe limitare la dose a un cucchiaino al giorno, indipendentemente dalla provenienza.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non fare il riposo iniziale di dodici ore in acqua. Molti cominciano subito a cuocere il limone secco, e la buccia rimane dura anche dopo la cottura, rendendo la marmellata fibrosa e poco piacevole. Un altro errore è usare barattoli freddi per l'invasettamento: la marmellata si rapprende subito a contatto con il vetro freddo e non riempie bene il contenitore, lasciando bolle d'aria. Infine, aggiungere lo zucchero prima che la buccia sia veramente tenera compromette il risultato finale perché lo zucchero indurisce ulteriormente il limone.

I nostri consigli

  • Conserva la marmellata in dispensa fresca e buia per fino a dodici mesi. Una volta aperto il barattolo, mettilo in frigorifero e consumalo entro tre settimane per evitare fermentazioni.
  • Se desideri una versione ancora più aromatica, puoi aggiungere due-tre foglie di menta fresca nell'ultimo minuto di cottura, che danno una nota di freschezza senza coprire il sapore del limone.
  • Usa questa marmellata per farcire crostate, crostini con burro fresco o per dar sapore a uno yogurt naturale. È perfetta anche per glassare un polpettone di pesce bianco.
  • Se la marmellata dovesse risultare troppo liquida al primo tentativo, versala di nuovo in pentola con cinquanta grammi di zucchero aggiunto e lascia cuocere altri dieci minuti.

Quando prepararla

La stagione migliore è novembre, dicembre e gennaio, quando i limoni sono più aciduli e abbondanti nei mercati. Durante questi mesi la resa è migliore e il profumo più intenso. Preparala quando desideri una conserva da regalare o da tenere in dispensa per l'inverno, quando il caldo dell'estate renderebbe difficile mantenerla stabile a causa dell'umidità.

Domande frequenti

  • Posso usare limoni già trattati con antiparassitari? No, è sconsigliato. Usa sempre limoni biologici o non trattati perché mangerai la buccia intera. Se usi limoni convenzionali, pelali completamente e usa solo la polpa, ma la marmellata perderà aroma e corpo.
  • Che differenza c'è tra il riposo e la cottura subito? Il riposo ammorbidisce la buccia naturalmente attraverso l'idratazione, rendendo la cottura più breve e uniforme. Senza riposo la buccia rimane coriacea anche dopo quaranta minuti di bollitura.
  • La marmellata ha muffa dopo due mesi? È segno che l'invasettamento non è stato perfetto o il coperchio non sigilla bene. Controlla che i barattoli siano completamente sterilizzati e che il coperchio aderisca perfettamente quando è freddo.
  • Posso dimezzare la ricetta? Sì, ma usa limoni freschi e la proporzione rimane quasi la stessa: cinquecento grammi di limoni, trecento e cinquanta di zucchero, settantacinque millilitri di acqua. I tempi di cottura si riducono a trenta minuti massimo.
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