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Marmellade antiche

Vincenza Bertolino· 29 marzo 2019· 7 min di lettura ·Cuneo
Vasetti di vetro con marmellata color ambra e rosso scuro, chiusi con dischi di carta, disposti in fila su tavolo in legno invecchiato con foglie di menta fresca e frutti sparsi intorno
Preparazione
15 min
Cottura
45 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4-5 vasetti da 250 ml
Costo
basso
Stagione
primavera/estate/autunno

Ingredienti

1 kgfrutta fresca (fragole, lamponi, ciliegie, mele, more oppure mix di frutta)
700 gzucchero bianco semolato
2limoni (succo e scorza)
1 pizzicosale fino
1 bicchiereacqua (circa 250 ml)
5vasetti di vetro sterilizzati da 250 ml con coperchi

Valori nutrizionali

270kcal Energia
0,5g Proteine
0,1g Grassi
0g di cui saturi
68g Carboidrati
65g di cui zuccheri
1,5g Fibre
0,05g Sale
Come si prepara
1
Scegliere e pulire la frutta
Selezionare frutti maturi ma ancora saldi, preferibilmente colti lo stesso giorno. Lavarli con cura sotto acqua fredda e asciugarli bene con panno di lino. Eliminare i piccioli dalle fragole, togliere i semi dalle ciliegie e separare i frutti da muffe o ammaccature evidenti. Se si usa frutta con buccia dura come le mele, pelare e togliere il torsolo, poi tagliare a pezzi di circa 2 cm.
2
Peso e proporzione
Pesare la frutta già pulita. Per questa ricetta calcolate 700 grammi di zucchero ogni chilogrammo di frutta. Se la frutta è molto acida (come i lamponi o le more) potete ridurre lo zucchero di 50 grammi. Se invece desiderate una marmellata meno dolce, scendete fino a 600 grammi, ma la consistenza finale sarà più liquida.
3
Cuocere frutta e limone
Versate la frutta nel pentolone di rame o in una pentola fonda a fondo spesso. Aggiungete il succo di due limoni e la scorza grattata finemente. Versate l'acqua. Accendete il fuoco a medio e portate a ebollizione, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. La frutta deve cuocere per circa 10-12 minuti, fino a quando inizia a disintegrarsi e rilascia i succhi naturali.
4
Aggiungere lo zucchero
Quando la frutta è quasi disfatta, versate lo zucchero pesato in precedenza. Mescolate bene per sciogliere i cristalli. Il composto diventerà denso e appiccicaticcio. Continuate la cottura a fuoco medio-alto per 30-35 minuti, mescolando frequentemente per evitare che attacchi sul fondo. Aumentate il fuoco degli ultimi 5 minuti per concentrare bene la marmellata.
5
Test di gelificazione
Per verificare quando la marmellata è pronta, prelevate un cucchiaio del composto caldo e versatelo su un piatto freddo. Aspettate alcuni secondi e passate il dito sulla superficie: se forma una piega che rimane, la gelificazione è completa. Se scorre ancora, proseguite la cottura per 5 minuti e riprovate.
6
Riempimento dei vasetti
Togliete dal fuoco e fate riposare 2-3 minuti. Nel frattempo, tenete i vasetti e i coperchi a contatto con vapore di acqua bollente per sterilizzarli meglio, oppure scaldateli in forno a 120 gradi per 10 minuti. Versate la marmellata ancora calda nei vasetti fino a circa 1 centimetro dal bordo. Chiudete subito con i coperchi. Girate i vasetti sottosopra per alcuni secondi per far sigillare il coperchio, poi rimetteteli diritti.
7
Raffreddamento e conservazione
Lasciate i vasetti a temperatura ambiente per 12-24 ore. Sentirete un leggero «clic» quando si sigillano sottovuoto. Controllate premendo il centro del coperchio: se scende verso il basso e non rimbalza, il sottovuoto ha funzionato. Conservate in un luogo fresco, asciutto e buio. La marmellata si mantiene fino a 12-18 mesi se il sigillo è perfetto.

Gusto

La marmellata antica sa di frutta concentrata e naturale, senza addolcimenti eccessivi. Il sapore è agrodolce, con le note acide della frutta compensate dallo zucchero, ma senza prevalenza di uno dei due. L'aroma si sprigiona quando il vasetto si apre: vapore fragrante che ricorda il frutto fresco e la cottura dolce insieme. Si mangia soprattutto al mattino su fette di pane tostato, con formaggio di latte intero oppure burro non salato. È tradizionale anche cucchiaiate dal barattolo freddo, come dessert della domenica.

Benessere

  • La frutta utilizzata contiene vitamine del gruppo B e vitamina C naturale, anche se ridotta dalla cottura prolungata. Una marmellata di fragole o lamponi conserva comunque il 30-40 percento della vitamina C originaria.
  • Frutta rossa e nera fornisce polifenoli e antociani, composti con attività antiossidante, particolarmente concentrati nelle more, nei mirtilli e nelle ciliegie nere.
  • La marmellata è energetica per via dello zucchero, ma una porzione normale di due cucchiai contiene circa 60-70 calorie ed è digeribile se consumata con pane o con alimenti proteici.
  • La pectina naturale presente nella frutta consente la gelificazione senza addittivi; la pectina solubile favorisce la regolarità intestinale quando la marmellata contiene frutti ricchi di fibra come mele selvatiche o cotogne.
  • Abbinare la marmellata a un formaggio magro o a uno yogurt naturale crea un pasto equilibrato tra zuccheri semplici e proteine, utile anche come merenda mattutina.
  • Falso mito da sfatare: le marmellate tradizionali non causano picchi di glicemia più marcati di un frutto intero; anzi, la cottura riduce l'indice glicemico della frutta e la combinazione con il pane integrale lo abbassa ulteriormente. Le persone diabetiche possono consumarle in quantità ragionevole, ma è bene verificare con il proprio medico le porzioni adatte.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è cuocere la frutta troppo a lungo prima di aggiungere lo zucchero. La frutta è naturalmente ricca di pectina quando è ancora integra: disgregandola troppo presto perdete questa proprietà gelificante e dovrete compensare con zucchero aggiunto o con agar-agar. Un secondo errore comune è versare la marmellata ancora bollente in vasetti freddi: il cambio di temperatura improvviso può fratturare il vetro. Un terzo errore frequente è lasciare troppo spazio d'aria nel vasetto: il sottovuoto non si forma bene e la marmellata può ammuffire in superficie.

I nostri consigli

  • Se non avete il pentolone di rame, una pentola acciaio a fondo spesso va bene lo stesso. Il rame è tradizionale perché distribuisce il calore in modo più uniforme, ma il risultato finale cambia poco.
  • Conservate i vasetti aperti in frigorifero per massimo 20 giorni. Se trovate muffa bianca in superficie, non mangiate quella marmellata: il sigillo ha ceduto durante l'immagazzinamento.
  • La marmellata di cotogne (frutti autunnali simili alle mele) è più difficile: questi frutti hanno tanta pectina ma anche tanta durezza, quindi necessitano di un primo bollore in acqua di 20-30 minuti prima di aggiungere lo zucchero.
  • Se desiderate una consistenza più densa e gelatinosa, usate un rapporto 1:1 tra frutta e zucchero. Se preferite una crema più morbida, scendete a 600 grammi di zucchero per chilogrammo di frutta, accettando che sarà un po' più liquida.

Quando prepararla

Le marmellate antiche si preparano nei mesi da maggio a settembre, quando la frutta fresca di stagione è abbondante e ha il massimo contenuto di pectina naturale. Fragole e lamponi vanno bene a maggio e giugno, ciliegie e more in giugno e luglio, prugne e mele in agosto e settembre. Prepararle quando la frutta è al picco significa preservare il gusto più intenso e richiedere meno intervento culinario.

Domande frequenti

  • Posso usare zucchero di canna al posto del bianco? Sì, ma il colore e il gusto cambieranno leggermente: la marmellata avrà tono più scuro e retrogusto molassato. Lo zucchero di canna non gelifica diversamente, la ricetta rimane invariata.
  • Che cosa faccio se la marmellata è rimasta troppo liquida? Potete scaldarla di nuovo, aggiungere il succo di mezzo limone e cuocere ancora per 10-15 minuti. Se ancora non gelifica, avete già concentrato abbastanza zucchero e potete solo accettare una consistenza più morbida, perfetta comunque da spalmare su yogurt.
  • Devo sterilizzare i vasetti in forno o in acqua bollente? Entrambi i metodi funzionano. L'acqua bollente è più veloce (5 minuti di immersione), il forno è più delicato con il vetro. L'importante è che siano caldi quando riempiti con la marmellata bollente.
  • Posso aggiungere spezie come cannella o chiodi di garofano? Sì, ma in piccole quantità: una stecca di cannella intera oppure 2-3 chiodi di garofano durante la cottura, da togliere prima dell'imbottigliamento. Non esagerate, il sapore della frutta deve rimanere protagonista.
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