
| 600 g | Foglie e steli teneri di malva fresca |
| 300 ml | Aceto di vino bianco |
| 150 ml | Acqua |
| 80 g | Zucchero bianco |
| 1 cucchiaino | Sale fino |
| 6 grani | Pepe nero in grani |
| 3 | Chiodi di garofano |
| 1 | Striscia di scorza di limone non trattato |
| 18 kcal | Energia |
| 1,2 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0,1 g | di cui saturi |
| 2,8 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 1,1 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Il sapore è netto e agrodolce: l'aceto colpisce subito sulla lingua, seguito dalla dolcezza dello zucchero che equilibra, mentre la malva porta una nota amarognola e leggermente astringente, caratteristica del vegetale. La si serve fredda, come contorno accanto a formaggi stagionati o salumi, oppure come accompagnamento a piatti di pesce in bianco. Si abbina bene anche a carni bianche fredde, freddate in gelatina.
Non raccogliere la malva quando è troppo matura o già legnosa: gli steli vecchi rimangono coriacei anche dopo la bollitura e il risultato è una conserva sgradevole da masticare. La malva giusta è quella con steli di pochi millimetri di diametro, teneri al tatto. Non aggiungere la malva a un brodo già freddo: l'aceto freddo non penetra le fibre vegetali e il risultato rimane insipido. Il brodo dev'essere bollente quando versi la malva.
La malva sott'aceto si prepara da maggio a luglio, quando la malva cresce rigogliosa negli orti e nei campi colti. Se la coltivi nel tuo orto domestico, l'ideale è raccoglierla al mattino presto, quando i tessuti vegetali sono ancora turgidi d'acqua notturna. In estate, una conserva acida e fresca come questa è il contorno perfetto per un tavolo caldo.