Lepre al Rossese

Ingredienti
| 1 kg | lepre intera, pulita e tagliata a pezzi |
| 500 ml | Rossese di Dolceacqua (vino rosso secco) |
| 200 ml | brodo di carne caldo |
| 2 cucchiai | aceto balsamico scuro |
| 1 media | carota, affettata spessa |
| 1 media | cipolla gialla, spellata e divisa in spicchi |
| 2 gambi | sedano bianco, tagliato a pezzi di 3 cm |
| 3 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| 8-10 bacche | ginepro, schiacciate leggermente |
| 3 foglie | alloro secco |
| 2 rametti | rosmarino fresco |
| 1 cucchiaio | farina di frumento 00 |
| sale e pepe nero | macinato fresco |
Valori nutrizionali
| 160 kcal | Energia |
| 26 g | Proteine |
| 6 g | Grassi |
| 2 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Gusto
Il sapore è deciso e profondo: la carne di lepre è saporita, con quella lievissima nota di selvaggina che non è mai aspra, perché la marinatura e la lunga cottura l'addolciscono. Il Rossese di Dolceacqua regala tannini morbidi e note di marasca, mentre l'aggiunta di aceto balsamico e brodo caldo ammorbidisce ulteriormente il gusto. Si serve come secondo piatto, accompagnato con pane tostato o polenta morbida. Tradizionalmente abbina bene un vino rosso locale di corpo medio, oppure della birra scura.
Benessere
- La lepre ha carni magre ma proteiche: circa 25-28 g di proteine per 100 g di carne, con basso contenuto di grasso rispetto ad altre carni rosse. È una scelta proteica leggera per chi segue diete ricche di amminoacidi.
- Ricca di ferro eme, quello che l'organismo assorbe meglio: una porzione di 150 g fornisce circa il 30% del fabbisogno giornaliero di ferro negli adulti. Contiene anche selenio, zinco e vitamine del gruppo B, soprattutto B12.
- Nonostante la marinatura e la cottura in vino, rimane un piatto saziante ma non pesante: la lunga cottura lenta rende le fibre muscolari fragili e digeribili, ideale anche per stomaci sensibili.
- Il Rossese di Dolceacqua, essendo un vino naturale di bassa produzione, mantiene polifenoli e antiossidanti che durante la cottura non si dissolvono completamente, conferendo alla salsa proprietà antiossidanti leggere.
- Per un pasto completo e bilanciato, abbina la lepre a un contorno di verdure crude in insalata (rucola, lattuga) o a un passato di verdure, per aggiungere fibre che il piatto da solo non fornisce abbondantemente.
- Falso mito da sfatare: la selvaggina non è più grassa della carne di allevamento, anzi il contrario. La lepre, non alimentata con mangimi industriali, ha una composizione di grassi più equilibrata con presenza di omega-3 naturali. Il sapore più marcato non dipende da grasso, ma da una dieta libera e dalle caratteristiche muscolari che la rendono per questo più saporita e proteica.
L'errore da non fare
Non saltare la marinatura o abbreviarla a poche ore. La lepre è una carne densa e con sapore marcato: le 24 ore di marinatura nel vino non sono solo una tradizione, ma servono a rendere le fibre muscolari più morbide e a mitigare note di selvaggina troppo pungenti. Chi prova a cuocerla direttamente senza marinatura ottiene una carne che rimane coriacea anche dopo 3 ore di cottura, e il sapore rimane rude. Non usare neanche un Rossese di cattiva qualità o un vino rosso generico: il vino è metà del piatto, e un Rossese di Dolceacqua leggermente tannico è fondamentale per il risultato.
I nostri consigli
- Se la lepre è grande o proviene da un animale adulto, prolunga la marinatura fino a 36 ore. Se è piccola o giovane, 12 ore sono sufficienti. La carne conserva le sue proprietà in frigorifero marinata per fino a 3 giorni.
- Se dopo la cottura la salsa è troppo liquida, aumenta il fuoco e fai ridurre a pentola scoperta per 10-15 minuti: il vino colature leggermente e la salsa diventerà più densa e vellutata.
- Puoi preparare il piatto fino al completamento della marinatura il giorno prima, così risparmi tempo il giorno della cena. La cottura lenta è perfetta per cene senza stress: accendi il fuoco, assesta tutto e puoi occuparti di altro mentre cucina.
- Nei pezzi di lepre più grandi, controlla che la carne sia cotta nel centro: se tagli un pezzo, non deve avere parti rosa scuro. Lepre completamente cotta ha un colore marrone uniforme anche nel mezzo.
Quando prepararla
La lepre al Rossese è un piatto tipicamente autunnale e invernale, quando la selvaggina è disponibile e il freddo richiede cibi sostanziosi e caldi. È ideale durante le festività natalizie o per cene di fine anno con ospiti. Il periodo classico di caccia è dalla fine di agosto fino a febbraio, quindi meglio ordinarla dal macellaio tra settembre e gennaio per garantire freschezza e qualità della carne.
Domande frequenti
- Posso usare un vino rosso diverso dal Rossese di Dolceacqua? Sì, ma il risultato cambia. Un Barbera o un Nebbiolo ligure funzionano, meglio se sono vini locali non troppo alcolici. Evita i vini da tavola generici o eccessivamente tannici: il piatto avrebbe gusto aspro o troppo amaro.
- La lepre si può sostituire con la cacciagione? Puoi usare coniglio selvatico o cervo giovane con tempi simili, ma il sapore non è lo stesso. Il coniglio è più delicato e richiede marinatura più breve (6-12 ore). La ricetta nasce per la lepre, perciò quella rimane la scelta migliore.
- Quanto tempo si conserva in frigorifero? Il piatto finito si mantiene in un contenitore chiuso per 3-4 giorni in frigorifero. Puoi congelarlo in porzioni monouso per fino a 2 mesi: scongela in frigo e riscalda dolcemente a fuoco basso senza farlo bollire violentemente.
- Con quale contorno serve la lepre al Rossese? Tradizionalmente con polenta morbida, oppure con purè di patate. Anche un pane integrale tostato è perfetto per raccogliere la salsa. Evita contorni ad base di riso o pasta: competono con la ricchezza del piatto.


