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Ischitada

Vincenza Bertolino· 8 gennaio 2021· 5 min di lettura ·Cagliari
Ischitada appena fritta, dorata e croccante, servita su un piatto bianco con una leggera spolverata di zucchero a velo, dal colore marrone dorato uniforme
Preparazione
15 min
Cottura
12 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

3uova intere
120 gfarina 00
40 gzucchero semolato
1 cucchiainolievito per dolci (facoltativo)
un pizzicosale fino
zucchero a veloper la rifinitura
500 mlolio di arachide o girasole per friggere

Valori nutrizionali

280kcal Energia
5,5g Proteine
14g Grassi
3,2g di cui saturi
33g Carboidrati
8g di cui zuccheri
1,2g Fibre
0,15g Sale
Come si prepara
1
Unisci uova e zucchero
In una ciotola, versa le tre uova intere e aggiungi lo zucchero semolato. Sbatti energicamente con una frusta per circa 3 minuti fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. L'aria incorporata durante questa fase è fondamentale per la morbidezza dell'«ischitada».
2
Aggiungi farina e lievito
Setaccia la farina 00 e il lievito insieme, poi incorporali delicatamente al composto di uova con un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l'alto. Aggiungi un pizzico di sale. Mescola per un minuto fino a quando il composto risulta omogeneo e liscio, senza fare grumi.
3
Riscalda l'olio
Versa l'olio in un tegame dal fondo piatto e spesso, alto almeno 8 cm. Scaldalo a fuoco medio-alto fino a 170-175 °C. Per controllare la temperatura, immergi il manico di un cucchiaio in legno nell'olio: se si formano piccole bollicine intorno, la temperatura è giusta. Se non hai un termometro, aspetta 5-7 minuti dalla comparsa delle prime volute di fumo leggero.
4
Forma e friggi
Con un cucchiaio da minestra, preleva una porzione di impasto (circa 30-40 g) e versala delicatamente nell'olio caldo. Fai cadere 2-3 «ischitade» per volta, senza affollare il tegame. Lascia cuocere per 2 minuti circa, finché la base non diventa dorata. Girala con una forchetta e cuoci ancora 2 minuti sul lato opposto fino a quando diventa uniformemente marrone-dorato.
5
Estrai e scola
Con una schiumarola forata o una pinza, estrai l'«ischitada» dall'olio e appoggiala su carta assorbente per 1-2 minuti, giusto il tempo di scolare l'olio in eccesso. Non lasciarla troppo a lungo: deve restare calda.
6
Spolverizza e servi
Mentre è ancora tiepida, cospargi l'«ischitada» con zucchero a velo setacciato, oppure con un pizzico di sale grosso se la preferisci in versione salata. Servi subito, da sola o con una bevanda calda.

Gusto

L'«ischitada» ha un sapore dolce e delicato, con una leggera nota aromatica che dipende dagli ingredienti base, spesso semplicemente uovo, farina e zucchero. La fragranza di frittura fresca e il contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza interna sono i tratti caratteristici. Si serve calda o tiepida, da sola o accompagnata da una tazza di caffè o latte. In famiglia si assaggia soprattutto a colazione o come merenda di metà mattina.

Benessere

  • L'uovo, ingrediente principale, fornisce proteine complete e colina, essenziale per il cervello e la memoria.
  • La farina integrale, se usata in parte, apporta fibre e minerali come magnesio e fosforo; la farina bianca classica fornisce carboidrati e gliadine utili per la struttura.
  • È un piatto saziante ma moderato in calorie se non consumato in eccesso: una o due ischitade colmano la fame mattutina senza appesantire.
  • A differenza di altri fritti, l'«ischitada» tradizionale non contiene lieviti chimici, quindi è più digeribile e meno gonfiante.
  • Per un pasto equilibrato, accompagnala con frutta fresca o una bevanda calda non zuccherata: il contrasto dolce-acido aiuta la digestione.
  • Falso mito da sfatare: Non è vero che tutti i fritti fatti in casa siano meno digeribili di quelli industriali. Anzi, usando olio di qualità a temperatura corretta (170-180 °C), l'«ischitada» fatta bene assorbe meno olio di quanto si pensi. Il problema nasce quando l'olio non è abbastanza caldo: la pasta lo assorbe come una spugna, diventando pesante e indigesta. Chi ha difficoltà digestive può ridurre le porzioni, non eliminarla del tutto.

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere l'«ischitada» in olio non abbastanza caldo. Se la temperatura dell'olio è sotto i 160 °C, l'impasto assorbe troppo olio e diventa pesante, grasso e poco digeribile. Inoltre, se il fuoco è troppo lento, la frittura si allunga e la croccantezza si trasforma in una consistenza gommosa. Il secondo errore è aggiungere lievito chimico in eccesso: più di mezzo cucchiaino rende il fritto troppo gonfio e friabile, perdendo la morbidezza interna caratteristica.

I nostri consigli

  • L'«ischitada» si conserva in frigorifero coperta da carta assorbente per un giorno intero. Riscaldala in forno a 160 °C per 3-4 minuti per recuperare la croccantezza esterna.
  • Puoi aggiungere all'impasto un cucchiaio di rum o un goccio di estratto di vaniglia per una nota aromatica più sofisticata, tipica di alcune varianti campane.
  • Se non hai il lievito, puoi omettarlo: l'«ischitada» rimane comunque morbida grazie all'incorporamento d'aria dalle uova sbattute. Il risultato sarà leggermente più compatto ma altrettanto buono.
  • Olio di girasole o arachide sono i più stabili a temperature alte. Evita l'olio di oliva: fuma e brucia facilmente a questi gradi.

Quando prepararla

L'«ischitada» è ideale per la colazione invernale, quando il caldo di una frittura fresca riscalda la casa. Va bene tutto l'anno per merenda nel pomeriggio, soprattutto se accompagnata da caffè o latte. In tempo di festa, la puoi offrire come dolcetto informale a fine pranzo, magari al naturale senza zucchero a velo.

Domande frequenti

  • Posso usare solo i tuorli invece delle uova intere? No: gli albumi incorporano aria e danno morbidezza. Con solo i tuorli l'impasto diventa denso e pesante.
  • Come faccio a capire se l'olio è alla giusta temperatura senza termometro? Prova a immergere un fiammifero acceso nel tegame: se il fumo aumenta subito ma non ci sono fiamme, sei attorno ai 170 °C. Oppure, fai cadere una goccia d'impasto: se scende e poi risale lentamente in superficie formando bollicine, la temperatura è corretta.
  • L'«ischitada» è più salutare se la cuocio al forno? Al forno non ottieni lo stesso risultato: la croccantezza esterna è solo friggendo. Se vuoi ridurre grassi, prepara porzioni più piccole e consuma una o due «ischitade», non tre.
  • Posso congelare l'impasto e friggerlo dopo? Sì, versa l'impasto in porzioni su un vassoio e congela per 2 ore. Fai friggere direttamente dal congelatore, aggiungendo 1-2 minuti di cottura.
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