
| 1 kg | Guancia di maiale fresca, con grasso |
| 25 g | Sale marino fine |
| 5 g | Zucchero |
| 2 g | Pepe nero macinato fresco |
| 1 g | Nitrato di potassio per conservazione |
| 2 spicchi | Aglio |
| 3 foglie | Alloro |
| 200 g | Legna mista per affumicatura (quercia e faggio) |
| 480 kcal | Energia |
| 25 g | Proteine |
| 42 g | Grassi |
| 16 g | di cui saturi |
| 0 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 1,8 g | Sale |
Il sapore è intenso e salato, con una nota dolce di fumo che non sopraffa la carne. L'aroma affumicato rimane in bocca e lascia un finale deciso. Si serve freddo, affettato sottile, come antipasto o ingrediente per piatti tipici. Si abbina bene a pane tostato, grissini e a vini rossi di corpo medio.
L'errore più comune è affumicare a temperatura troppo alta. Se superi i 30 gradi, la carne cuoce invece che affumicarsi a freddo, la superficie si indurisce e l'interno resta crudo. Controlla sempre la temperatura con un termometro. Un altro errore frequente è affumicare troppo tempo pensando che il fumo più intenso sia migliore: la carne diventa amara e perde il sapore di maiale. Il tempo giusto è 6-8 ore con fumo leggero e costante.
Il guanciale affumicatu si prepara preferibilmente in autunno e inverno, quando le temperature esterne sono già basse e favoriscono l'asciugatura naturale senza rischi di fermentazione. I mesi migliori sono da novembre a febbraio. Se vivi in un clima caldo, puoi prepararlo ugualmente in una stanza con aria condizionata mantenuta tra 15 e 20 gradi.