Ingredienti
| 150 g | nocciole sgusciate tostate |
| 100 g | cioccolato fondente 70% in pezzetti |
| 50 g | burro di cacao |
| 60 g | zucchero a velo |
| 20 g | cacao in polvere non zuccherato |
| 150 g | cioccolato fondente 65% per la glassa |
| 15 g | burro di cacao per la glassa |
| un pizzico | sale marino fino |
Valori nutrizionali
| 540 | kcal |
| 8 | gProteine |
| 38 | gGrassi |
| 18 | gdi cui saturi |
| 48 | gCarboidrati |
| 42 | gdi cui zuccheri |
| 3 | gFibre |
| 0,05 | gSale |
Come si prepara
1
Triturare le nocciole
Versare le nocciole tostate in un mixer e triturare per 8-10 minuti finché non rilasciano l'olio naturale e diventano una pasta liscia e omogenea, quasi burro di nocciola. Scaricare in una ciotola.
2
Preparare il ripieno
Aggiungere lo zucchero a velo e il cacao in polvere alla pasta di nocciola, mescolare bene con una spatola per 2-3 minuti fino a ottenere un impasto uniforme e lucido. Assaggiare e regolare lo zucchero se necessario. Lasciare riposare 5 minuti.
3
Modellare i pezzi
Con le mani leggermente umide, prendere circa 10 grammi di impasto e modellarlo a forma di trapezio leggermente schiacciato, largo alla base e stretto in alto. Posizionare ogni pezzo su un foglio di carta da forno. Devono risultare compatti. Ripetere fino a terminare l'impasto.
4
Preparare la glassa
A bagnomaria, sciogliere il cioccolato fondente per la glassa con il burro di cacao, mescolando con un cucchiaio in legno per 5 minuti fino a completa fluidità. La temperatura non deve superare i 30-32 gradi: il cioccolato deve essere caldo ma non bollente. Togliere dal fuoco e aggiungere un pizzico di sale.
5
Immergere i giandujotti
Con una forchetta o una pinza da pasticceria, immergere rapidamente ogni pezzo di ripieno nella glassa calda, girandolo per coprirlo completamente, quindi estrarre e posizionarlo su un foglio di carta da forno nuovo. Lavorare velocemente per evitare che la glassa si raffreddi.
6
Raffreddamento
Lasciare i giandujotti a temperatura ambiente per 10-15 minuti finché la glassa non solidifica e assume una superficie liscia e lucida. Se l'ambiente è molto caldo, mettere i pezzi finiti in frigorifero per 5 minuti.
7
Conservazione
Trasferire i giandujotti completamente raffreddati in un contenitore ermetico con carta da forno tra i vari strati per evitare che si attacchino. Conservare in un luogo fresco e asciutto, non in frigorifero, per mantenere la glassa brillante.
Gusto
Il giandujotto ha un sapore deciso di nocciola tostata, dolce senza essere stucchevole, con le note di cacao in background. La consistenza è quella che lo rende speciale: inizia croccante sulla glassa, poi il cioccolato si scioglie in pochi secondi, liberando il ripieno cremoso che si fonde lentamente sulla lingua. Si mangia meglio a temperatura ambiente, uno alla volta, non masticandolo troppo rapidamente per godere della transizione di consistenza.
Benessere
- Le nocciole contengono proteine vegetali, circa 12 grammi per 100 grammi di nocciole sgusciate, e grassi monoinsaturi importanti per il profilo lipidico.
- Nocciole e cacao sono ricche di magnesio, potassio e ferro, minerali che il corpo assorbe bene, specialmente quando combinati in forma naturale.
- Per una praline piccola (circa 15 grammi), il giandujotto è piuttosto denso e nutriente: sazia in poche unità, rendendolo adatto come piccolo dolce a fine pasto piuttosto che snack ripetuto.
- La nocciola contiene una quota notevole di vitamina E, un antiossidante liposolubile che protegge le cellule, più concentrato se le nocciole non sono tostate in eccesso.
- Un giandujotto abbinato a un tè o a un caffè ammazzacaffè completa bene un pasto leggero, senza necessità di altri dolci nel resto della giornata.
- Falso mito da sfatare: il giandujotto non è un alimento vietato a chi tiene d'occhio le calorie se consumato con consapevolezza. Una praline al giorno, circa 15-20 grammi, rientra in un'alimentazione equilibrata perché la densità calorica è alta ma la porzione è naturalmente piccola. Il problema sorge solo con il consumo eccessivo e ripetuto, come con qualsiasi dolce.
L'errore da non fare
Non tritare le nocciole fino al punto in cui iniziano a diventare una pasta umida e appiccicosa: se la tritatura è troppo lunga, le nocciole rilasciano troppo olio e il ripieno diventa difficile da modellare e si scioglie durante la glassatura. Altrettanto importante è non scaldare la glassa oltre i 32-33 gradi: se troppo calda, dissolve il ripieno appena toccato e non lascia una glassa uniforme e lucida.
I nostri consigli
- Conserva i giandujotti in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per 10-15 giorni senza problemi, lontano da fonti di calore e dall'umidità diretta. In frigorifero la glassa perde brillantezza, in freezer si mantengono fino a due mesi separati da carta da forno.
- Se le nocciole non sono già tostate, tostale in forno a 160 gradi per 12-15 minuti prima di tritarle: il sapore ne guadagna notevolmente in profondità e la pasta risulta più secca e più facile da lavorare.
- Per una versione leggermente meno dolce, riduci lo zucchero a velo a 50 grammi e aumenta il cacao a 25 grammi: l'equilibrio rimane gradevole e il gusto di nocciola emerge di più.
- Se il ripieno risulta troppo morbido durante la modellazione, metti la ciotola in frigorifero per 10 minuti per rassodarlo, quindi riprendi il lavoro.
Quando prepararla
I giandujotti sono un classico da preparare in autunno quando le nocciole piemontesi sono appena raccolte e il cacao arriva dai fornitori stagionali a prezzi migliori. L'inverno è il periodo ideale per farli in casa come regalo per parenti e amici, poiché il freddo aiuta a mantenere la glassa compatta e lucida. Evita l'estate, quando l'umidità e il caldo disturbano la lavorazione e la conservazione.
Domande frequenti
- Posso usare nocciole crude invece di tostate? No, le nocciole crude hanno un sapore piatto e umido, e rendono il ripieno appiccicoso. La tostatura è essenziale per ottenere quel gusto profondo che caratterizza il giandujotto.
- Come faccio se la glassa si indurisce mentre immergo i pezzi? Rimetti il recipiente a bagnomaria per 1-2 minuti, mescolando delicatamente per rifluidificare senza far salire troppo la temperatura.
- Qual è la differenza tra giandujotto e gianduia? La gianduia è la pasta di nocciole e cacao in forma cremosa e morbida, usata come base per dolci e creme. Il giandujotto è la gianduia rivestita di glassa di cioccolato, solido e in formato praline da mangiare in pochi morsi.
- Devo usare per forza burro di cacao, o va bene l'olio di cocco? Il burro di cacao è essenziale per la giusta viscosità della glassa e per il sapore: l'olio di cocco altera il profilo gustativo e la consistenza finale.