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Formaggi misti piemontesi

Vincenza Bertolino· 10 febbraio 2015· 6 min di lettura ·Novara
Tavola di formaggi piemontesi assortiti: fette di Toma giallo paglierino, cubetti di Castelmagno blu-verdicchio, fetta di Raschera bianca, su tavolo di legno scuro con noci sgusciate e pane casereccio
Preparazione
15 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
6 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

200 gToma Piemontese DOP, stagionata almeno 3 mesi
150 gCastelmagno DOP, intero o in cubetti
150 gRaschera DOP, intera o in fette
250 gPane di segale o integrale casereccio
100 gNoci sgusciate intere o spezzate
80 mlMiele liquido di acacia o castagno
30 gMele renette tagliate a fette sottili
1 cucchiaioPepe nero macinato fresco (opzionale)

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
23 gProteine
31 gGrassi
19 gdi cui saturi
1,5 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,2 gSale
Come si prepara
1
Prepara i formaggi
Estrai i formaggi dal frigorifero 30 minuti prima di servire. Tagliala Toma in fette di circa 0,5 cm di spessore con un coltello sciacquato in acqua tiepida tra un taglio e l'altro. Il Castelmagno, se intero, lascialo con la crosta visibile e taglia piccoli spicchi; se lo preferisci più cremoso al centro, pratica un taglio a cuneo. La Raschera tagliala in fette sottili di circa 0,3 cm.
2
Tosta il pane
Affetta il pane trasversalmente in spessore di 1 cm. Disponilo su una griglia da forno a media altezza e tosta a 180 gradi per 8-10 minuti, finché i margini iniziano a dorarsi e la superficie è croccante ma il centro rimane morbido. Lascia raffreddare per 2 minuti.
3
Organizza il vassoio
Su un asse di legno o un piatto ampio, disponi gli spicchi di pane tostato formando un'area centrale. Distribuisci i tre formaggi intorno, lasciando visibile ogni forma e colore. Raggruppa le noci intere in una zona e posiziona le fette di mela su un'altra parte, in modo che i commensali possono vederle bene.
4
Aggiungi i condimenti
Versa il miele in una ciotola piccola di ceramica e sistemala al centro o lateralmente del vassoio. Se usi il pepe, macinane una piccola quantità fresca e mettila in un piccolo recipiente: chi desidera può aggiungerne sulle fette.
5
Controlla la temperatura
I formaggi devono essere freddi ma non gelidi. Se la cucina è molto calda, mantieni il vassoio in frigorifero fino al momento del servizio, poi esponi 5 minuti prima di invitare a tavola.
6
Servi
Porta il vassoio a tavola con piatti da formaggio individuali e piccoli coltelli per ogni ospite. Lascia che ciascuno componga il proprio boccone: un po' di ogni formaggio, pane tostato, una noce, miele e una fetta di mela, se gradita.

Gusto

I formaggi piemontesi offrono sapori decisi ma non aggressivi. La Toma ha pasta cremosa con note dolciastre e leggermente piccanti, specie se stagionata oltre sei mesi. Il Castelmagno racchiude un gusto intenso e salato, con le venature blu che aggiungono morbidezza. La Raschera propone una via di mezzo: cremosa, con aromi erbacei gentili. Serviti insieme, si completano. Abbina un cucchiaio di miele: attenua le note più forti e crea contrasto dolce-salato. Tradizionalmente si presentano a fine pasto con pane, noci e vino rosso secco della regione.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire i formaggi direttamente dal frigorifero. Se troppo freddi, la pasta diventa dura, gli aromi non si sprigionano e il sapore risulta appiattito. Trenta minuti di riposo a temperatura ambiente permettono ai grassi di distribuire meglio i profumi e alla cremosità di manifestarsi. Allo stesso modo, non coprire i formaggi con pellicola trasparente subito dopo il taglio: assorbirebbero odori e perderebbero freschezza. Se prepari il vassoio in anticipo, coprilo con un leggero canovaccio di cotone per pochi minuti.

I nostri consigli

Quando prepararla

Una tavola di formaggi misti piemontesi è perfetta a fine pasto, soprattutto da ottobre a marzo, quando la stagionatura dei formaggi è più marcata. È ideale per una cena informale tra amici, per chiudere un pranzo festivo, o come parte di un buffet. Non ha stagionalità rigida, ma i formaggi piemontesi raggiungono il picco di complessità in autunno e inverno, quando il latte alimentato con fieno dalla mungitura estiva ha conferito ai cagliata caratteri più ricchi.

Domande frequenti

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