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Fonduta piemontese

Vincenza Bertolino· 14 luglio 2015· 6 min di lettura ·Torino
Fonduta piemontese cremosa in pentolino, colore giallo avorio, con cucchiaio di legno immerso nel formaggio filante, pezzetti di pane bianco sul piatto, fondo scuro
Preparazione
10 min
Cottura
8 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

400 gFontina d'Aosta a pasta morbida
250 mlLatte intero
4Tuorli d'uovo
1 cucchiaioBurro
Noce moscataSpezia, un pizzico
Pepe biancoA piacere
8 gTartufo nero fresco o conservato, facoltativo
400 gPane bianco tostato per l'accompagnamento

Valori nutrizionali

385 kcalEnergia
22 gProteine
31 gGrassi
19 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
1,8 gSale
Come si prepara
1
Tagliere il formaggio
Togli la fontina dal frigorifero e tagliala a cubetti piccoli, circa 1 centimetro. Così fonde meglio e più velocemente senza grumi.
2
Prepara il bagnomaria
Riempi una pentola più grande di acqua calda, non bollente. Appoggia un pentolino di metallo o ceramica sopra, senza far toccare il fondo dall'acqua. Qui cuocerai la fonduta. Accendi il fuoco basso.
3
Scalda il latte
Nel pentolino a bagnomaria, versa il latte e il burro. Mescola con cucchiaio di legno per 2 minuti finché il burro non si scioglie. Il latte deve intiepidirsi appena, non bollire mai.
4
Aggiungi il formaggio
Versa i cubetti di fontina poco alla volta, mescolando continuamente con il cucchiaio di legno in movimento circolare. Ogni aggiunta deve fondere prima di aggiungere la successiva. Ci vogliono circa 4 minuti totali affinché tutto il formaggio sia omogeneo e cremoso.
5
Incorpora i tuorli
In una tazza, sbatti rapidamente i 4 tuorli d'uovo con una forchetta. Quando il formaggio è completamente fuso e liscio, versa i tuorli poco alla volta, sempre mescolando con il cucchiaio di legno. Fai attenzione: il movimento deve essere lento e costante per evitare che i tuorli si cuociano e formino grumi. Impiega 2 minuti per incorporarli tutti. La fonduta diventa ancora più cremosa e vellutata.
6
Condisci e aromatizza
Aggiungi un pizzico di noce moscata e un po' di pepe bianco. Mescola ancora 30 secondi. Se usi il tartufo, grattiane 6-7 grammi direttamente nel pentolino e mescola brevemente, oppure conserva il resto per cospargere in superficie al momento di servire.
7
Porta in tavola
Trasferisci il pentolino su un sottobicchiere o uno scaldavivande. Tieni il fuoco del bagnomaria molto basso per mantenere la fonduta calda e cremosa. Servi subito con il cucchiaio di legno, immergendo il pane bianco tostato. Se la fonduta si raffredda, rimescola leggermente sopra il bagnomaria.

Gusto

Ha il sapore ricco e burro della fontina d'Aosta, liscio e un po' dolciastro naturale, senza punte acide. Il tuorlo aggiunto in cottura rende il composto cremoso e vellutato in bocca. Se prepari la ricetta con il tartufo, la nota aromatica speziata e umida del tartufo si posa in sottofondo, elegante e discreta. Si serve dal pentolino direttamente nel piatto, con cucchiaio di legno, immergendovi pane bianco tostato, grissini o verdure crude come mele o castagne bollite. L'abbinamento tradizionale è con vini bianchi del Piemonte, come il Moscato d'Asti o un Gavi fresco.

Benessere

  • La fontina d'Aosta apporta proteine nobili, circa 24 grammi su 100, e calcio facilmente assorbibile per le ossa e i denti.
  • Contiene potassio, fosforo e una buona quota di selenio, minerale che svolge funzione antiossidante.
  • È un piatto sostanzioso e saziante: poca quantità riempie il senso di sazietà grazie al contenuto di grassi e proteine, quindi ideale in porzioni controllate.
  • La presenza di tuorlo d'uovo apporta luteina e zeaxantina, carotenoidi che supportano la salute degli occhi.
  • Per un pasto equilibrato, accompagnala con un contorno di verdure cotte, insalata amara o mele fresche: bilanciano la ricchezza del formaggio fuso.
  • Falso mito da sfatare: "Il formaggio fuso fa male al colesterolo più di quello intero". La fonduta non è più ricca di colesterolo di un piatto di formaggio stagionato a pezzo: il processo di fusione non aumenta il colesterolo. Quello che conta è la quantità complessiva di grassi saturi; consumata in porzioni normali (80-100 grammi per persona) rientra in una dieta equilibrata. Chi ha valori di colesterolo alti deve controllare le dosi e il contesto della dieta generale, non il piatto singolo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere la fonduta a fuoco diretto e troppo alto. Il formaggio si impalla, si stacca dai grassi e diventa filamentoso e gommoso, non cremoso. Sempre e solo bagnomaria a fuoco basso: il calore deve essere dolce e indiretto. Un secondo errore è versare i tuorli d'uovo troppo velocemente o a formaggio ancora troppo caldo: i tuorli si cuociono istantaneamente e formano grumi, rovinando la texture liscia. Aggiungi i tuorli solo dopo aver tolto il pentolino dal fuoco per 15 secondi, così il calore è tiepido.

I nostri consigli

  • La fonduta finita si conserva in frigorifero fino a 3 giorni in un contenitore chiuso. Per riscaldarla, usa il bagnomaria di nuovo, aggiungendo un cucchiaio di latte tiepido per renderla meno densa. Non riscaldare mai direttamente in pentola.
  • Se non trovi la fontina d'Aosta, puoi usare la Toma di Piemonte o un Reblochon francese in piccola quantità, ma la ricetta autentica chiede la fontina piemontese morbida e cremosa.
  • Accompagna la fonduta con pane bianco tostato, grissini piemontesi, mele affettate crude o castagne bollite. Evita pani scuri o aromatici che coprano il sapore delicato.
  • Il tartufo non è obbligatorio: molte fondute tradizionali piemontesi lo omettono. Se lo usi, grattiane pochi grammi per non coprire il sapore della fontina.

Quando prepararla

La fonduta piemontese è un piatto invernale per eccellenza, perfetto da ottobre a febbraio quando il clima è freddo e una cena calda è gradita. È ideale per cene conviviali, per coppie, per riunioni familiari serali. Il tartufo nero fresco, se lo desideri, è migliore in novembre e dicembre, mentre il tartufo conservato è reperibile tutto l'anno.

Domande frequenti

  • La fonduta si può preparare in anticipo? No, è meglio prepararla al momento di servire. Puoi però grattugiare il formaggio e tirare fuori gli ingredienti 30 minuti prima; la cottura vera dura 8-10 minuti solo.
  • Posso usare fontina già grattugiata? Sconsigliato: contiene amido di riso o amido di mais per evitare l'agglomeramento, che rende la fonduta granulosa. Osa sempre la fontina a pezzo.
  • Che fare se la fonduta si è impallottolata? Tolto dal fuoco, aggiungi un cucchiaio di latte tiepido e mescola per 1 minuto con frusta. Se persiste, filtrala attraverso un colino fine in un altro pentolino pulito; sarà meno cremosa ma recuperabile.
  • Quanta fonduta per persona? Una porzione è 100-120 grammi di fonduta finita per commensale, accompagnata con 80-100 grammi di pane. È ricca, quindi non servire grandi quantità.
  • Il vino bianco si aggiunge alla fonduta? Nella ricetta piemontese autentica no. In altre versioni valdostane o francesi sì: un bicchierino di vino secco al posto di metà latte, per una nota acida più marcata.
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