La focaccia di Matera esce dal forno bassa, gonfia e piena d'aria, con una superficie dorata e irregolare cosparsa di olio d'oliva e granelli di sale grosso. I buchetti caratteristici rimangono ben visibili, traccia della pressione delle dita durante la lievitazione finale. La mollica dentro è bianca e soffice, con alveoli irregolari che promettono leggerezza. Nel piatto appare come un disco spesso due o tre centimetri, sobrio ma invitante, perfetto da spezzare a mano o affettare ancora tiepido.
Gusto
Ha un sapore delicato e salato, dominato dall'olio d'oliva che assorbe la mollica al primo morso. La crosta cede subito sotto i denti, quasi fragrante, mentre la pasta dentro è tenera senza essere appiccicosa. Il sale grosso in superficie aggiunge una nota croccante che contrasta con la morbidezza dell'interno. Si mangia naturale, ancora tiepida, oppure come accompagnamento a piatti di verdure grigliate, formaggi freschi, affettati leggeri.
Benessere
- La farina di grano duro contiene circa 11 g di proteine ogni 100 g ed è fonte di fibre, soprattutto se integrale, che aiutano la regolarità intestinale.
- L'olio d'oliva apporta grassi monoinsaturi, fra i più studiati per il profilo lipidico equilibrato, e tocoferoli che agiscono da antiossidanti.
- È un pane saziante ma leggero, con poca densità calorica rispetto al volume: la lievitazione lunga crea alveoli che la rendono gonfia senza pesare sulla digestione.
- Il lievito naturale, se usato, produce acidi organici durante la fermentazione che riducono l'indice glicemico della focaccia rispetto a un pane con lievito istantaneo.
- Abbinala a un contorno di verdure crude o cotte, a un formaggio fresco come la ricotta, oppure a una minestra di verdure per un pasto equilibrato e completo.
- Falso mito da sfatare: la focaccia non è un fritto e non è unta quanto sembra. L'olio rimane soprattutto in superficie e nella parte superiore della crosta, non impregna la mollica. Una porzione di 100 g non supera le 260-280 kcal. Il sale grosso visibile è quello che basta per il sapore, non è un carico di sodio: dipende da quanto ne userai tu.
- 270 kcalEnergia
- 8 gProteine
- 9 gGrassi
- 1,5 gdi cui saturi
- 40 gCarboidrati
- 0,5 gdi cui zuccheri
- 1,5 gFibre
- 1,2 gSale
Valori indicativi e approssimativi, basati sulla farina di grano duro, olio d'oliva e sale. Variano secondo il tipo di farina, la quantità finale di olio assorbito e la modalità di cottura.
- 500 gFarina di grano duro
- 325 mlAcqua tiepida
- 10 gSale fino
- 7 gLievito di birra fresco (o 3 g secco)
- 60 mlOlio d'oliva extra vergine
- 10 gSale grosso per la finitura
- quanto bastaOlio per la teglia
- Impasto inizialeVersa la farina in una ciotola, scava una fontanella al centro e aggiungi il lievito sbriciolato con tre cucchiai d'acqua tiepida. Mescola fino a incorporare la farina intorno al lievito, poi versa il resto dell'acqua poco per volta. Lavora l'impasto con le mani per 8-10 minuti finché non diventa liscio e elastico, poi aggiungi il sale e continua a impastare altri 3-4 minuti.
- Prima lievitazioneTrasferisci l'impasto in una ciotola pulita unta d'olio, copri con un canovaccio umido e lascia riposare a temperatura ambiente per 3-4 ore, finché il volume non raddoppia. L'impasto deve risultare morbido, not appiccicaticcio.
- Preparazione della tegliaUnta una teglia rettangolare (o rotonda) di circa 30x40 cm con olio d'oliva. Versa l'olio nella teglia in modo che il fondo sia completamente coperto.
- Stesura e riposoRovescia l'impasto lievitato sulla teglia oleata senza impastarla ancora. Con i palmi leggermente umidi, comincia a stenderlo lentamente dal centro verso i bordi, con movimenti dolci, fino a riempire tutta la teglia. L'impasto deve avere uno spessore di circa 1,5 cm. Copri di nuovo e lascia riposare per 1 ora a temperatura ambiente finché non gonfia ulteriormente.
- Buchetti finaliCon le dita leggermente umide, effettua dei piccoli buchetti sparsi sulla superficie, premendo delicatamente senza bucare fino al fondo. Questi buchetti permetteranno all'olio di penetrare e creeranno la caratteristica superficie irregolare. Cospargi di sale grosso.
- CotturaCuoci in forno preriscaldato a 220 gradi per 20-25 minuti, finché la superficie non è dorata e l'interno suona vuoto se percosso leggermente. La focaccia deve essere leggera e croccante, non scura.
- FinituraAppena uscita dal forno, cospargi con un filo ulteriore di olio d'oliva a crudo, lasciando che penetri ancora tiepido. Lascia raffreddare leggermente prima di servire.
L'errore da non fare
Non stendere l'impasto con troppa fretta o con le mani asciutte. L'impasto è delicato dopo la lievitazione e rischia di sgonfiarsi o di strapparsi. Stendilo lentamente con le dita umide di acqua, non di olio, premendo dolcemente dal centro verso i bordi. L'altro sbaglio comune è mettere troppo poco olio in teglia o dimenticare di aggiungerne altro a fine cottura: è proprio l'olio che rende la focaccia saporita e consente una crosta croccante.
I nostri consigli
- Conserva la focaccia in un sacchetto di carta o in una scatola a temperatura ambiente per 2-3 giorni. Per più giorni, congelala avvolta in pellicola: si scongela in circa un'ora a temperatura ambiente ed è ancora buona. Se la riscaldi brevemente in forno a 160 gradi per 5-10 minuti, ritorna croccante.
- Puoi ridurre i tempi di lievitazione nella prima fase se l'ambiente è molto caldo (30-35 gradi), e allungare di un'ora se è freddo. Il segnale è sempre il raddoppio del volume, non il tempo preciso.
- Alcuni aggiungono un filo di acqua tiepida all'olio della teglia per creare una crosta più morbida; altri preferiscono il burro fuso metà e metà con l'olio. Entrambe le varianti funzionano, cambia solo la ricchezza finale.
- Abbinala a un minestrone di verdure invernali, a ricotta e pomodori freschi, a una zuppa di legumi leggera. Va bene anche da sola, ancora tiepida, con un caffè a colazione.
Quando prepararla
La focaccia di Matera si prepara bene tutto l'anno, ma è ideale nei mesi temperati di primavera e autunno, quando la fermentazione è regolare e prevedibile. In estate, la lievitazione rischia di essere troppo veloce; in inverno, col riscaldamento, è gestibile ma richiede pazienza. Perfetta per colazioni in famiglia, come accompagnamento a piatti di verdure, per pic-nic e pranzi all'aperto.
Domande frequenti
- Posso usare farina 0 o 1 al posto della semola? Sì, ma il risultato sarà meno croccante e più morbido. La semola di grano duro è consigliata perché assorbe più acqua e crea una mollica più soffice. Se usi farina 0 e 00, riduci leggermente l'acqua e vigila la lievitazione.
- Come capisco se l'impasto è lievitato abbastanza? Premi leggermente con un dito: se l'impronta rimane e non torna indietro subito, è pronto. Se torna subito, serve ancora tempo.
- Che olio d'oliva devo usare? Un extra vergine di qualità, anche leggero se preferisci. L'olio è protagonista, quindi non risparmiare sulla qualità. Evita gli oli raffinati.
- Posso fare la focaccia senza lievito fresco, con il lungo? Sì, con un impasto a lunga fermentazione (18-24 ore in frigorifero a 4 gradi) e pochissimo lievito (2 g). Il gusto sarà più complesso e la digeribilità migliore.




