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Falerio dei Colli Ascolani

Vincenza Bertolino· 10 dicembre 2020· 5 min di lettura ·Ascoli Piceno
Bicchiere di vino bianco Falerio trasparente e cristallino con riflessi verdognoli, bottiglia etichettata sullo sfondo, tavolo di legno naturale con limone fresco e erbe aromatiche
Preparazione
5 min
Raffreddamento
30 min in frigorifero
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottigliaFalerio dei Colli Ascolani (750 ml)
400 gbranzino intero, pulito
2 limoninon trattati
4 cucchiaiolio extravergine di oliva
1 mazzettoprezzemolo fresco
sale finoquanto basta
pepe nero macinatoquanto basta

Valori nutrizionali

68 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,6 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,08 gSale
Come si prepara
1
Raffreddare il vino
Riponi la bottiglia di Falerio in frigorifero almeno 30 minuti prima di servire. La temperatura ideale è tra gli 8 e i 10 gradi centigradi per esaltare la mineralità senza bloccare gli aromi.
2
Preparare il pesce
Asciuga il branzino con carta assorbente. Taglia il limone a metà e inseriscine una dentro il pesce. Cospargi sale e pepe sia dentro che fuori.
3
Cuocere in forno
Posa il branzino in una teglia con carta forno. Versa due cucchiai d'olio sopra il pesce e intorno. Inforna a 200 gradi per 20 minuti finché la pelle non è dorata e la carne si stacca facilmente dalle lische.
4
Preparare il condimento
Trita il prezzemolo fine. In una ciotolina mescola l'olio rimasto con il succo del secondo limone, il prezzemolo e un pizzico di sale.
5
Portare a tavola
Estrai il branzino dal forno e versaci sopra la salsa al limone e prezzemolo. Servi subito con il Falerio ben freddo nei bicchieri, quattro dita di vino per persona.

Gusto

In bocca il Falerio è secco e frammezzo, con un'acidità viva che non pizzica ma rinfresca il finale. Sa di frutta bianca, di melone maturo, talvolta di mandorla verde. La mineralità è il suo tratto più personale: non dolce, mai rotondo, ma diritto e onesto come un paesaggio di creta. Si beve facilmente, perfetto su ostriche crude, orate al forno, zuppe di pesce leggere, insalate di mare. La tradizione marchigiana lo vuole anche con i brodetti e i piatti di branzino semplici, dove il vino non copre il sapore del pesce ma lo accompagna.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il vino troppo freddo, da freezer o con troppi cubetti di ghiaccio. Il freddo eccessivo nasconde gli aromi e la struttura del Falerio, ridotto a semplice bevanda rinfrescante. Allo stesso modo, non lasciarlo tiepido: perde la sua caratteristica freschezza e luminosità. Inoltre, non versarlo in bicchieri con residui di detergente o sapone: il vino raccoglie ogni odore e il palato nota subito la contaminazione.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Falerio è ideale in primavera e in estate quando i piatti di pesce leggeri diventano protagonisti della tavola. L'acidità naturale lo rende perfetto anche in autunno con i molluschi e i crostacei di stagione. Non c'è ricorrenza particolare che lo caratterizzi: è un vino di tutti i giorni, elegante ma familiare, che si beve quando arriva il desiderio di qualcosa di fresco e minerale senza pretese.

Domande frequenti

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