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Dolcetto d'Asti

Vincenza Bertolino· 9 dicembre 2020· 6 min di lettura ·Torino
Bicchiere di vino rosso rubino trasparente con riflessi granato, servito su tavolo in legno con una bottiglia di Dolcetto d'Asti sullo sfondo e pane toscano
Preparazione
0 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
1 calice
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottigliaDolcetto d'Asti DOCG
1 cavatappidi buona qualità
1 bicchiereda vino rosso trasparente
1 frigoriferoper la conservazione

Valori nutrizionali

103 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,5 gCarboidrati
1,2 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,05 gSale
Come si prepara
1
Acquistare una bottiglia di qualità
Scegli un Dolcetto d'Asti DOCG, leggi l'etichetta per verificare che sia un vino secco con almeno 11,5 gradi di alcol. Le migliori annate recenti offrono il miglior rapporto tra freschezza e complessità.
2
Conservare in luogo idoneo
Riponi la bottiglia in cantina o in frigorifero, in posizione orizzontale, lontano dalla luce diretta e da fonti di calore. Una temperatura costante tra 10 e 15 gradi è ideale.
3
Preparare il bicchiere
Scegli un calice da vino rosso trasparente, di forma tulipano o leggermente conica, per permettere ai profumi di concentrarsi. Puliscilo bene con un canovaccio pulito.
4
Stappare con cura
Usa un cavatappi di buona qualità per estrarre il tappo lentamente e senza frammenti. Pulisci l'orlo della bottiglia con un tovagliolo prima di versare.
5
Versare la giusta quantità
Versa circa 125 ml nel bicchiere, poco più di mezzo calice, per lasciare spazio ai profumi e permettere di osservare il colore a controluce.
6
Servire alla giusta temperatura
Se è stata conservato in frigorifero, lascialo a temperatura ambiente per 15-20 minuti prima di bere, oppure servi direttamente freddo d'estate. La temperatura ideale è 14-16 gradi.
7
Degustare consapevolmente
Osserva il colore, annusa il bicchiere, poi assaggia a piccoli sorsi, lasciando il vino in bocca per alcuni secondi per percepire tutti i sapori. Accompagna il pasto o gusta da solo in buona compagnia.

Gusto

Il Dolcetto d'Asti offre un sapore secco, mai stucchevole nonostante il nome possa trarre in inganno. Il gusto è fruttato, con note di ciliegia acida, fragola e prugna che emergono nette e piacevoli. In bocca è morbido, senza tannini invadenti, con una lieve freschezza acida che lo rende perfetto per i pasti quotidiani. Si serve a 14-16 gradi, in bicchieri da vino rosso non molto alti. Abbina bene con piatti di cucina regionale piemontese, carni bianche, paste al sugo semplice e, sorprendentemente, anche con formaggi freschi e semi-stagionati.

Benessere

L'errore da non fare

Non raffreddare il Dolcetto d'Asti come se fosse un vino bianco o uno spumante. Temperature troppo basse mascherano i profumi fruttati e la struttura già delicata del vino. Allo stesso modo, non servirlo troppo caldo, come certi rossi corposi: ne perderebbe la freschezza caratteristica. Un altro errore comune è stappare la bottiglia poco prima di bere e lasciarla aperta a lungo in cucina calda: il vino si ossida velocemente e perde i suoi aromi floreali più piacevoli.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Dolcetto d'Asti si beve meglio nei mesi autunnali e invernali, quando la tavola si riempie di piatti corposi e brodi caldi. Tuttavia, un'annata recente e ben conservata è piacevole anche in primavera con cibi leggeri e in estate, se servito ben freddo, come vino da aperitivo o accompagnamento a cene informali all'aperto. Non è un vino da invecchiamento: vanno bene gli ultimi 2-3 anni, max 5 in casi eccezionali.

Domande frequenti

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