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Culurgiones d'oru

Vincenza Bertolino· 9 maggio 2019· 6 min di lettura ·Nuoro
Culurgiones d'oru disposti su un piatto bianco, ricoperti di miele ambrato e mandorle tostate, colore dorato brillante, taglio netto che mostra il ripieno beige e scuro
Preparazione
45 min
Cottura
20 min
Difficoltà
media
Porzioni
20 culurgiones
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gfarina di grano tenero
100 gsemola di grano duro
150 mlvino bianco secco
60 mlolio di oliva
1 pizzicosale fino
200 gmandorle sgusciate e pelate
150 gmiele millefiori o di castagno
1 cucchiainocannella in polvere
1 punta di coltellopepe nero macinato
1 litroolio di arachide per friggere
30 gmiele per glassatura
20 gmandorle tostate tritate per decorazione

Valori nutrizionali

420kcal
6g Proteine
22g Grassi
4g di cui saturi
52g Carboidrati
38g di cui zuccheri
3g Fibre
0,15g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
In una ciotola mescola farina, semola e sale. Fai un fontana e versaci il vino bianco e l'olio di oliva lentamente. Impasta con le mani circa 8 minuti finché non ottieni una pasta omogenea, morbida ma non appiccicosa. Lascia riposare coperta con un canovaccio umido per 30 minuti a temperatura ambiente.
2
Preparare il ripieno
Toasta le mandorle sgusciate in una padella asciutta a fuoco medio per 5 minuti, muovendo spesso, finché non profumano intensamente. Lasciale intiepidire, poi tritale grossolanamente con un coltello o un tritatutto. Versa le mandorle in una ciotola, aggiungi il miele, la cannella e il pepe. Mescola bene: il ripieno deve essere uniforme e leggermente appiccicaticcio.
3
Stendere e ritagliare l'impasto
Infarina leggermente il piano di lavoro. Prendi l'impasto riposato e stendilo con un mattarello fino a uno spessore di circa 2 millimetri. Con un coltello o un rotelle per pasta, ricava rettangoli di circa 8 centimetri per 6. Lavora in piccoli lotti: l'impasto asciuga rapidamente.
4
Riempire i culurgiones
Su ogni rettangolo di pasta posiziona circa un cucchiaio di ripieno al centro. Piega il rettangolo a metà chiudendo bene i bordi con le dita umide, creando una forma allungata, quasi a mezzaluna appiattita. Premi bene i bordi per sigillare e evita bolle d'aria dentro.
5
Friggere i culurgiones
Scalda l'olio di arachide in una padella profonda a 170 gradi, controllando con un termometro da cucina. Immergi i culurgiones con una schiumarola, pochi per volta, senza affollare la padella. Friggili per 2-3 minuti per lato finché diventano dorati uniformemente. Estrai con la schiumarola e poggia su carta assorbente.
6
Glassare con il miele
Scaldi leggermente il miele a bagnomaria senza farlo bollire, giusto finché diventa fluido e versabile. Passa i culurgiones ancora caldi in una ciotola con il miele tiepido, girandoli delicatamente con un cucchiaio di legno. Riposa su un piatto o una griglia, cospargi subito le mandorle tostate tritate. Lascia asciugare e raffreddare a temperatura ambiente.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, costruito sulla mandorla tostata che gioca con le note calde della cannella e la delicata speziatura del pepe. Il miele lega tutto, lasciando quella sensazione di cremosità che contrasta con la pasta fritta croccante. In bocca la consistenza è netta: croccantezza immediata, poi morbidezza mielosa. Si mangia bene con un moscato o un vermentino freddo, che taglia la dolcezza con una leggera acidità.

Benessere

L'errore da non fare

Non stendere l'impasto troppo spesso e non risparmiare sulla sigillatura dei bordi. Se la pasta è più di due millimetri rimane cruda dentro durante la frittura, e se i bordi non sono ben chiusi il ripieno esce e brucia nell'olio. Un altro errore comune è friggere a temperatura troppo alta: l'esterno si brucia mentre l'interno resta crudo, oppure il dolce assorbe troppo olio se la fiamma è troppo bassa. Controlla sempre con un termometro.

I nostri consigli

Quando prepararla

I culurgiones si fanno tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzati nei mesi invernali, da novembre a febbraio, quando il clima freddo consente una conservazione più facile. Tradizionalmente si preparano per festività e celebrazioni familiari, specie intorno alle festività natalizie, quando servono come dolce da regalare o portare in tavola. Il resto dell'anno rimangono perfetti per chi ama i dolci fritti e cerca qualcosa di sostanzioso, non leggero.

Domande frequenti

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