I crostoli piemontesi si presentano come strisce frastagliate di pasta fritta, di colore dorato intenso e lucido, arricciate e piegate su se stesse in forme irregolari. La superficie è ricoperta uniformemente da uno strato di zucchero a velo bianco che si posa sui bordi sporgenti e cede facilmente al tocco. La loro consistenza è fragile e croccante, tanto che si rompono tra le dita, e la forma ricorda intrecci di carta leggermente ondulata.

Gusto

Il sapore è dolce, semplice e delicato, con il leggero aroma della vaniglia e della scorza di limone grattuggiata che emerge dalla pasta all'uovo. La croccantezza contrasta piacevolmente con la morbidezza della pasta fritta all'interno. Si servono come dolcetto a fine pasto o con il caffè, e spesso si trovano accompagnati da spumante secco o moscato durante le festività invernali.

Benessere

  • Le uova, ingrediente principale, contengono colina e colesterolo HDL, utile per la salute cerebrale e cardiovascolare.
  • Il burro fornisce vitamine liposolubili, in particolare vitamina A e vitamina K, importanti per la visione e la coagulazione.
  • Nonostante la frittura, la quantità di olio assorbita per porzione rimane contenuta grazie al breve tempo di cottura e alla pasta sottile.
  • Lo zucchero a velo che li ricopre è presente solo superficialmente, quindi il contenuto di zuccheri per grammo di dolcetto non è particolarmente elevato se consumato con moderazione.
  • Abbina i crostoli a una bevanda amara come il caffè o il tè per rallentare l'assorbimento degli zuccheri semplici.
  • Falso mito da sfatare: si crede spesso che i crostoli fritti siano sempre pesanti e indigeribili. In realtà, se fritti a temperatura corretta (160-170 gradi) e drenati bene, assorbono poco olio e rimangono leggeri. Il problema sorge solo se la temperatura è troppo bassa, perché allora la pasta assorbe olio invece di cuocersi.
Valori nutrizionali (per 100 g)
  • 380 kcalEnergia
  • 6 gProteine
  • 18 gGrassi
  • 8 gdi cui saturi
  • 50 gCarboidrati
  • 28 gdi cui zuccheri
  • 0,5 gFibre
  • 0,3 gSale

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura15 min
Difficoltàfacile
Porzioni6 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  • 300 gFarina 00
  • 3Uova intere
  • 50 gBurro ammorbidito
  • 40 gZucchero semolato
  • 1Limone (scorza grattugiata)
  • 1 steccaVaniglia
  • 1 pizzicoSale
  • 1 litro circaOlio di semi per friggere
  • 100 gZucchero a velo per spolverare
  1. Preparare l'impastoVersa la farina 00 su un piano di lavoro e crea una fontana al centro. Aggiungi le tre uova intere, il burro ammorbidito, lo zucchero semolato, la scorza di limone grattugiata, il seme della vaniglia e un pizzico di sale. Inizia a mescolare con le mani, incorporando la farina gradualmente dagli orli verso il centro, fino a ottenere un impasto omogeneo. Lavora per circa 5 minuti finché l'impasto non diventa liscio e elastico, senza grumi.
  2. Riposo della pastaForma una palla con l'impasto, avvolgila nella pellicola trasparente e lasciala riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Questo passaggio permette alla farina di assorbire bene i liquidi e rende la pasta più facile da stendere.
  3. Stendere la pastaDopo il riposo, stendi l'impasto su un piano leggermente infarinato usando un mattarello, fino a ottenere uno spessore di circa 2-3 millimetri. La pasta deve essere uniforme e trasparente dove la luce la attraversa. Cerca di mantenerla il più rettangolare possibile.
  4. Tagliare i crostoliUsando una rotella ondulata o un coltello affilato, taglia la pasta stesa in strisce larghe circa 4-5 centimetri. Poi taglia ogni striscia in pezzi irregolari e leggermente stortti, lunghi circa 8-10 centimetri. Il taglieramento non deve essere preciso: i crostoli tradizionali hanno forme diverse e arricciate.
  5. Friggere a temperatura giustaScalda l'olio di semi in una pentola profonda a 160-170 gradi. Per controllare la temperatura, immergi un piccolo pezzo di pasta: deve salire subito a galla circondata da piccolissime bolle. Immergi i crostoli uno per uno nell'olio caldo, in piccole quantità per non abbassare troppo la temperatura. Friggili per circa 1-2 minuti per lato, girandoli delicatamente con una schiumarola, finché non diventano dorati e croccanti.
  6. Drenare l'olio in eccessoEstrai i crostoli fritti con la schiumarola e adagia immediatamente su un piatto rivestito di carta da cucina assorbente. Lascia che l'olio in eccesso si depositi sulla carta per 1-2 minuti. Questo passaggio è cruciale per mantenerli leggeri e croccanti.
  7. Spolverare con zucchero a veloQuando i crostoli sono ancora tiepidi ma non bollenti, spolvera uniformemente con zucchero a velo usando un setaccio o uno spruzzatore. Distribuisci lo zucchero su entrambi i lati in modo generoso e regolare. Se aspetti che si raffreddino completamente, lo zucchero non aderisce bene.

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere a temperatura troppo bassa. Se l'olio non è abbastanza caldo, i crostoli assorbono olio come spugne e diventano unto e pesanti invece di rimanere croccanti. Controlla sempre la temperatura con un termometro da cucina o con il test della pasta: deve salire subito a galla e friggere velocemente, non affondare lentamente nella padella. Un'altra trappola è tenerli sull'olio per troppo tempo: bastano 1-2 minuti, non di più.

I nostri consigli

  • I crostoli si conservano in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per 3-4 giorni. Se diventano morbidi per l'umidità, scalda il forno a 160 gradi, mettili su una teglia per 5 minuti e recuperano la croccantezza.
  • Una variante tradizionale piemontese prevede di aggiungere due cucchiai di acquavite o rhum all'impasto al posto della vaniglia: il sapore diventa più marcato e antico.
  • Se non hai una rotella ondulata, usa un coltello affilato per tagliare strisce dritte, poi arriccia manualmente ogni striscia durante la cottura con una forchetta per darle forma.
  • Abbina i crostoli a un moscato d'Asti o a uno spumante secco: il contrasto tra la dolcezza leggera del dolcetto e l'acidità della bevanda è tradizionale e gradevole.

Quando prepararla

I crostoli piemontesi sono dolcetti perfetti per l'inverno e le festività, in particolare attorno a Natale e Capodanno, quando si servono come dolcetti dopo la cena in compagnia. Tuttavia, grazie alla semplicità della ricetta e alla loro conservazione, possono essere preparati tutto l'anno quando desideri un dolcetto casalingo senza pretese. La loro friabilità li rende ideali anche per piccole riunioni o per accompagnare il caffè del pomeriggio.

Domande frequenti

  • Posso preparare i crostoli il giorno prima? Sì, conservali in un contenitore ermetico a temperatura ambiente. Se perdono croccantezza, scalda il forno a 160 gradi e lasciali dentro per 5 minuti.
  • L'olio va cambiato dopo la frittura? L'olio di semi, se non ha raggiunto temperature eccessivamente alte, può essere riutilizzato una volta dopo il filtraggio. Scarta l'olio se ha un odore acro o se è molto scuro.
  • Che differenza c'è tra crostoli e cenci? I cenci toscani hanno forma simile ma spesso contengono uva passa e hanno un gusto diverso. I crostoli piemontesi sono più semplici, basati su uova, burro e aromi leggeri.
  • Posso usare farina integrale? No, la farina integrale cambierebbe sapore e texture. La 00 è ideale perché dona morbidezza e croccantezza.