Ingredienti
| 500 g | farina di grano tenero tipo 0 |
| 280 ml | acqua tiepida |
| 7 g | lievito di birra fresco |
| 40 g | burro morbido |
| 25 g | zucchero semolato |
| 8 g | semi d'anice |
| 8 g | sale fino |
| 1 | uovo (per la spennellatura) |
Valori nutrizionali
| 260 | kcal |
| 8 | g Proteine |
| 5 | g Grassi |
| 2,5 | g di cui saturi |
| 46 | g Carboidrati |
| 5 | g di cui zuccheri |
| 1,5 | g Fibre |
| 1,2 | g Sale |
Come si prepara
1
Preparare la base lievitata
Sciogliere il lievito fresco in 50 ml d'acqua tiepida con mezzo cucchiaio di zucchero. Lasciare riposare 5 minuti finché non appare spumoso e attivo.
2
Impastare
In una ciotola grande versare la farina, creare un pozzo al centro e versarvi il lievito preparato e l'acqua rimanente poco alla volta, mescolando con le dita. Aggiungere sale, zucchero e semi d'anice. Continuare a impastare per 8-10 minuti finché l'impasto non risulta moderatamente coeso ma ancora appiccicaticcio.
3
Incorporare il burro
Aggiungere il burro a pezzetti e continuare a impastare per altri 5-6 minuti. L'impasto deve diventare liscio, elastico e non attaccare troppo alle mani. Può bastare un po' di farina sulla spianatoia se serve.
4
Prima lievitazione
Trasferire l'impasto in una ciotola unta, coprire con un canovaccio umido e lasciare lievitare a temperatura ambiente per 90-120 minuti. L'impasto deve raddoppiare di volume.
5
Modellare
Trasferire l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata, piegarlo delicatamente su se stesso una o due volte per degasare leggermente, poi dargli forma di pagnotta ovale o tonda con le mani, senza lavorarlo troppo. Porre su una teglia rivestita di carta forno.
6
Seconda lievitazione
Coprire con il canovaccio umido e lasciare lievitare ancora per 45-60 minuti finché non ha visibilmente aumentato di volume e ripreso elasticità.
7
Cottura
Riscaldare il forno a 200 gradi Celsius. Spennellare la superficie della crescia con uovo intero sbattuto. Infornare per 28-32 minuti finché la crosta non assume colore dorato e la crescia suona cava se picchiettata sul fondo. Sfornare e far raffreddare su una griglia.
Gusto
Il gusto della crescia di Urbino è dolce e delicato, con il profumo caratteristico dell'anice che emerge fin da prima di mordere. Non è un dolce: è un pane che sorprende il palato abituato ai pani salati, perché il dosaggio dello zucchero è misurato e non prevalente. L'anice dona una nota liquirizia leggermente speziata, mentre la mollica rimane morbida e leggermente grassa al palato per la presenza del burro o dell'olio nell'impasto. Si serve a colazione, ancora tiepida se possibile, magari inzuppata nel caffè caldo o nel latte. L'abbinamento tradizionale locale è proprio con il caffè, che ne bilancia la dolcezza lieve.
Benessere
- La crescia contiene farina di grano, che fornisce carboidrati complessi e una quantità modesta di proteine vegetali, attorno ai 7-8 grammi per 100 grammi di prodotto finito.
- I semi d'anice apportano potassio e una minima quantità di calcio; la farina stessa contiene magnesio e ferro, anche se in forme che il corpo assorbe con resa moderata.
- È un pane sostanzioso e saziante per via della lievitazione naturale che migliora la digeribilità dell'amido, e la presenza di burro o olio la rende saporita senza pesare eccessivamente nello stomaco se consumata in porzioni reasonable.
- I semi d'anice sono stati tradizionalmente usati per calmare piccoli fastidi digestivi, anche se l'effetto è blando e non misurabile in una fetta di pane.
- Abbinala a colazione con uno yogurt bianco o un formaggio fresco per equilibrare il profilo proteico e rallentare l'assorbimento dei carboidrati.
- Falso mito da sfatare: No, non fa ingrassare più di un pane bianco ordinario se consumata in giusta quantità. Una fetta media contiene circa 80-100 calorie, come una porzione di pane tondo comune. Lo zucchero aggiunto è poco e l'anice non ha proprietà miracolose di dimagrimento, ma neppure trasforma il prodotto in un dolce proibito. Chi segue diete particolari deve solo tenerne conto nel calcolo giornaliero, senza panico.
L'errore da non fare
Non lavorare troppo l'impasto in fase finale, dopo la prima lievitazione. Se continui a impastare e manipolare durante la modellatura, sgonfi il gas che il lievito ha sviluppato e il pane risulta compatto e poco morbido. La crescia ha bisogno di una seconda lievitazione generosa: se la accorci troppo, la crosta rimane spessa e il pane asciutto. Inoltre, se le dosi d'acqua sono sbagliate e l'impasto risulta troppo secco, la crescia non lievita bene e diventa dura.
I nostri consigli
- Conserva la crescia in un sacchetto di carta o in un barattolo chiuso per 2-3 giorni. Se la vuoi più morbida il giorno dopo, avvolgila in un canovaccio umido per mezz'ora. Non va in frigo, che accelera l'indurimento dell'amido.
- Variante locale: in alcune zone della provincia di Pesaro si aggiungono anche semi di finocchio insieme all'anice, oppure un pizzico di zafferano sciolto nell'acqua per un colore più dorato.
- Se non hai il lievito fresco, puoi usare 5 grammi di lievito di birra secco sciolto nello stesso modo, o uno starter di pasta madre attivo (150 grammi) riducendo l'acqua di conseguenza.
- Servila ancora tiepida a colazione: il contrasto tra la crosta leggermente croccante e la mollica morbida è al massimo nelle prime ore.
Quando prepararla
La crescia si fa tutto l'anno, ma è tradizionalmente più presente sulla tavola durante le feste invernali e in occasione di colazioni importanti in famiglia. È perfetta per la colazione di un giorno festivo, quando hai un paio d'ore per dedicarti alla lievitazione senza fretta. Preferibilmente prepara l'impasto il mattino presto: la prima lievitazione procede bene a temperatura ambiente se la cucina non è troppo fredda, e avrai la crescia fragante a metà mattina.
Domande frequenti
- Posso usare lievito istantaneo al posto di quello fresco? Sì, ma usa 4-5 grammi e mescolalo direttamente alla farina secca, poi aggiungi l'acqua. I tempi di lievitazione potrebbero essere leggermente più brevi.
- Che differenza c'è tra la crescia di Urbino e altre pani dolci marchigiani? La crescia è più semplice, più delicatamente dolce, e i semi d'anice sono essenziali. Altri pani della regione possono contenere uva sultanina, canditi o essere più caramellati in superficie.
- Se l'impasto rimane molto appiccicaticcio dopo l'aggiunta del burro, cosa faccio? Continua a impastare ancora 2-3 minuti: il burro ha bisogno di essere incorporato bene. Se proprio non migliora, aggiungi 20-30 grammi di farina in più, ma gradualmente.
- Posso fare la crescia in frigorifero per una lievitazione lenta? Sì, dopo l'impasto metti tutto in frigo per 8-12 ore coperto, poi modella e fai una lievitazione veloce a temperatura ambiente di 60 minuti. Il sapore risulta più complesso.