
| 250 ml | latte intero |
| 4 tuorli | d'uovo |
| 50 g | farina di frumento tipo 00 |
| 30 g | amido di mais |
| 60 g | zucchero bianco |
| 1 | bacca di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto |
| 2 | uova intere per la panatura |
| 80 g | pangrattato fine |
| 1 litro | olio di arachide per friggere |
| 30 g | zucchero semolato per spolverare |
| 1 pizzico | di sale fine |
| 280 | kcal |
| 4,5 | g Proteine |
| 16 | g Grassi |
| 8 | g di cui saturi |
| 31 | g Carboidrati |
| 18 | g di cui zuccheri |
| 0,8 | g Fibre |
| 0,15 | g Sale |
Il sapore è il contrasto netto tra il croccante caramellato e la morbidezza della crema: vaniglia, tuorlo d'uovo e latte si fondono in una dolcezza equilibrata, non stucchevole. L'olio bollente regala una nota leggermente salata che alleggerisce il palato. Si serve tiepida, al massimo a temperatura ambiente, per mantenere la croccantezza esterna. Tradizionalmente si accompagna con caffè ristretto o un bicchiere di latte freddo.
Non cuocere la crema pasticcera a temperature troppo alte. Se raggiunge il bollore veloce, i tuorli si rassodano in grumi e il risultato è una crema granulosa, non liscia. Mantieni fuoco medio e mescola senza sosta. Un secondo errore comune è friggere in olio freddo o tiepido: la panatura non si chiude, assorbe olio e il dolce diventa unto e pesante. L'olio deve essere davvero bollente, 170 °C minimo. Infine, non aspettare troppo tra la panatura e la frittura: se la crema si ammorbidisce, si rompe durante la cottura.
La crema fritta è ideale tutto l'anno, ma soprattutto in primavera e autunno quando le temperature non sono estreme e l'olio rimane stabile. In estate puoi prepararla se hai aria condizionata, perché il caldo eccessivo ammorbidisce la crema prima della frittura. D'inverno è perfetta da servire tiepida con un caffè caldo. Viene apprezzata nelle fiere di paese, nelle sagre e come dolce da buffet nelle ricorrenze.