
| 400 g | Farina 00 |
| 250 g | Burro freddo a dadini |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 150 ml | Acqua fredda |
| 300 ml | Latte intero |
| 3 | Tuorli d'uovo |
| 80 g | Zucchero semolato |
| 30 g | Farina di mais (maizena) |
| 1 bacca | Vaniglia (o 2 g di estratto) |
| 80 g | Frutta candita mista (cedro, arancia, ciliegie), tagliata piccola |
| 1 uovo | Uovo intero per la doratura |
| 20 g | Zucchero a velo per la finitura |
| 340 kcal | Energia |
| 6,5 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 10 g | di cui saturi |
| 42 g | Carboidrati |
| 12 g | di cui zuccheri |
| 1,2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il cornetto piemontese ha un sapore dolce equilibrato, con le note burrose della sfoglia che si integrano con la vaniglia e il tuorlo della crema pasticcera. I canditi aggiungono una lieve acidità fruttata e una consistenza leggermente fibrosa che contrasta con la morbidezza della crema. Si serve al naturale, tiepido o a temperatura ambiente, meglio accompagnato da caffe o latte caldo per ammorbidire leggermente la sfoglia e creare un contrasto di temperature.
L'errore più comune è non mantenere gli ingredienti a una temperatura fredda durante la laminazione. Se il burro si ammorbidisce troppo, non crea gli strati e il cornetto risulta compatto e oleoso invece di friabile. Allo stesso modo, se l'acqua non è fredda e se non riposi l'impasto tra i laminaggi, la gluten si rilassa eccessivamente e la sfoglia si ritrae durante la cottura. Infine, riempire troppo il cornetto fa in modo che la crema esca durante la cottura e il dolce perde forma.
Il cornetto piemontese si prepara soprattutto da settembre a marzo, nei mesi freddi quando le temperature esterne aiutano a mantenere gli ingredienti freddi e la lievitazione è più controllata. È perfetto per la colazione delle festività invernali e per il brunch del fine settimana. D'estate è possibile prepararlo solo in una cucina ben ventilata e refrigerata, laminando l'impasto su una superficie mantenuta fredda con cubetti di ghiaccio sotto.