
| 1,5 kg | fichi maturi interi |
| 1 kg | zucchero di canna o bianco |
| 1 | limone bio, succo e scorza |
| 1 stecca | cannella facoltativa |
| 3-4 | chiodi di garofano facoltativi |
| quanto basta | acqua se necessario |
| 255 kcal | Energia |
| 0,8 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0,1 g | di cui saturi |
| 65 g | Carboidrati |
| 64 g | di cui zuccheri |
| 1 g | Fibre |
| 0,05 g | Sale |
Il sapore della conserva di fichi è dolce senza risultare stucchevole, con una nota leggermente aspra data dal limone che equilibra la morbidezza del frutto. L'aroma caramellato emerge solo a fine cottura e rende ogni cucchiaio una scoperta. Si serve al cucchiaio su pane tostato, nello yogurt oppure accanto ai formaggi freschi o stagionati come accompagnamento naturale. La tradizione vuole un abbinamento con ricotta fresca, ma anche con burro e pane è un'accoppiata che funziona perfettamente a colazione.
L'errore più comune è usare fichi non completamente maturi oppure aggiungere troppo zucchero nella speranza che la conserva duri più a lungo: i fichi non maturi non rilasciano abbastanza succo naturale, rendendo la cottura più lunga e il risultato friabile, mentre l'eccesso di zucchero cristallizza durante il riposo e la conserva diventa grossa e poco piacevole. Un altro sbaglio è cuocere a fuoco troppo alto: la conserva si scurisce eccessivamente, il sapore diventa amaro e il fondo del pentolone rischia di bruciarsi. Rispettate il fuoco moderato anche se sembra che il tempo si allunghi.
La migliore stagione è tra agosto e settembre, quando i fichi raggiungono la massima maturità e sono abbondanti nei mercati. In questi mesi il frutto è dolce naturalmente e la cottura risulta più rapida e omogenea. Preparare la conserva è anche un modo per non sprecare i fichi verso fine stagione, quando alcune varietà tendono a marcire rapidamente sull'albero.