
| 200 g | foglie di malva selvatica fresche |
| 120 ml | olio extravergine d'oliva |
| 2 spicchi | aglio |
| 1 limone | succo e scorza |
| 6 g | sale marino fine |
| 2 g | pepe nero macinato |
| 1 pizzico | peperoncino secco tritato |
| 95 | kcal |
| 2 | gProteine |
| 8 | gGrassi |
| 1,2 | gdi cui saturi |
| 4 | gCarboidrati |
| 0,5 | gdi cui zuccheri |
| 2,8 | gFibre |
| 0,8 | gSale |
Ha un sapore delicato e lievemente amarognolo, caratteristico della malva cruda, con note pungenti dovute all'aglio e dalla vivacità del limone. L'olio extravergine ammorbidisce l'insieme e lo rende avvolgente. Si serve freddo o a temperatura ambiente, spalmato direttamente sulla pasta calda oppure come accompagnamento per verdure crude o pani. In cucina tradizionale si abbina bene con paste semplici, riso bianco e pani di semola.
Non usare foglie di malva bagnate o umide. L'acqua in eccesso diluisce il condimento e favorisce la fermentazione durante la conservazione, rovinando tutto in due giorni. Asciuga le foglie accuratamente dopo il lavaggio. Un altro errore comune è tritare la malva con il frullatore troppo a lungo: rischi di trasformarla in una purea collosa e sgradevole invece che in una preparazione granulosa e appetibile.
La malva selvatica cresce rigogliosa tra marzo e maggio, quando le temperature iniziano a salire e le piogge primaverili favoriscono la vegetazione. È il momento ideale per raccogliere le foglie giovani e tenerelle. Verso l'estate la pianta diventa più fibrosa e amara. Se non hai accesso a malva fresca, è meglio aspettare la primavera successiva piuttosto che usare foglie invecchiate.