Ingredienti
| 250 ml | mosto d'uva concentrato |
| 150 g | farina 00 |
| 80 g | noci sgusciate, grattugiate |
| 1 cucchiaino | polvere di chiodi di garofano |
| 1/2 cucchiaino | semi di anice macinati |
| 1 pizzico | noce moscata grattugiata |
| 30 g | zucchero semolato per la superficie |
| 24 mandorle intere | o metà noce per la decorazione |
Valori nutrizionali
| 340 | kcal |
| 4,5 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 2 | g di cui saturi |
| 55 | g Carboidrati |
| 38 | g di cui zuccheri |
| 2,5 | g Fibre |
| 0,08 | g Sale |
Come si prepara
1
Scalda il mosto
Versa il mosto d'uva concentrato in un pentolino a fuoco medio. Porta a scaldarsi per 3-4 minuti, mescolando occasionalmente, finché non cominci a sprigionare vapore. Non deve bollire, ma restare caldo e fluido.
2
Mescola gli aromi
In una ciotola grande, unisci la farina, le noci grattugiate, i chiodi di garofano in polvere, i semi di anice e la noce moscata. Mescola bene con una forchetta per distribuire uniformemente le spezie.
3
Crea l'impasto
Versa il mosto caldo nel composto di farina e spezie. Mescola vigorosamente con un cucchiaio di legno per 2-3 minuti, fino a ottenere un impasto compatto, né troppo secco né colloso. Se risulta troppo asciutto, aggiungi 1-2 cucchiai di mosto tiepido.
4
Lascia riposare
Copri la ciotola con un panno pulito e lascia riposare l'impasto a temperatura ambiente per 15 minuti. Questo permette ai sapori di amalgamarsi e all'impasto di rassodarsi leggermente.
5
Forma i dolcetti
Con le mani lievemente umide, preleva un cucchiaio colmo di impasto e forma una pallina compatta tra i palmi. Appoggila su una teglia rivestita di carta forno. Posiziona una mandorla o un pezzo di noce sulla sommità. Ripeti fino a esaurire l'impasto.
6
Cuoci in forno
Cuoci in forno preriscaldato a 180 gradi per 22-25 minuti, finché i «coccoi» non risultano dorati e leggermente induritisi in superficie. Non devono scurirsi troppo: il colore finale deve essere marrone medio, come melassa.
7
Spolverizza e raffredda
Estrai la teglia dal forno e lascia raffreddare i dolcetti per 5 minuti. Spolverizza leggermente con lo zucchero semolato mentre sono ancora tiepidi. Trasferisci su una gratella e lascia raffreddare completamente prima di conservare.
Gusto
Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una base di caramello naturale dal mosto d'uva concentrato. Le spezie danno una nota pungente e aromatica, mentre le noci grattugiate conferiscono una leggerezza croccante. Si mangia bene da solo o intinto in vino dolce passito, tradizione cagliaritana, oppure accompagnato da un caffè al mattino. L'aroma che rimane in bocca è quello del mosto cotto e dell'anice, con una punta di noce moscata.
Benessere
- Il mosto d'uva concentrato fornisce carboidrati naturali, polifenoli e resveratrolo, antiossidanti presenti naturalmente nell'uva.
- Le noci apportano grassi insaturi, vitamina E e acidi grassi omega-3 in piccola quantità, con un buon effetto sulla sazietà.
- Il piatto è ricco di fibre grazie alla farina integrale o semintegrale tipicamente usata, e sazia anche in porzioni modeste.
- Le spezie come chiodi di garofano e anice contengono olio essenziale ed eugenolo, noti per proprietà digestive leggere.
- Per un pasto equilibrato abbina i «coccoi» a un formaggio fresco tipo ricotta, oppure a uno yogurt naturale, per bilanciare i carboidrati dolci.
- Falso mito da sfatare: il mosto cotto non è "zucchero puro" come spesso si sente dire. È sì concentrato, ma contiene la struttura complessa dell'uva, con tannini, fibre pectiche e polifenoli che rallentano l'assorbimento rispetto allo zucchero bianco. Non è quindi equiparabile per indice glicemico. Reste comunque un alimento dolce da consumare con misura, specialmente per chi ha diabete gestionale o prefisso controllo glicemico.
L'errore da non fare
Non versare il mosto bollente direttamente sulla farina fredda senza averla mescolata prima con le spezie e le noci. Questo causa la formazione di grumi di farina cruda che rimangono durante la cottura, rovinando la texture del dolcetto. Inoltre, evita di usare un mosto troppo diluito o di scarsa qualità: il sapore dei «coccoi» dipende interamente dalla qualità del mosto. Se l'impasto risulta troppo liquido durante la cottura, i dolcetti sparigliano e perdono forma.
I nostri consigli
- Conserva i «coccoi» in un barattolo di vetro chiuso a temperatura ambiente per 5-7 giorni. Se vuoi prolungare la conservazione, riponili in frigorifero per un massimo di due settimane, oppure congela in un contenitore ermetico per fino a due mesi.
- Se non trovi il mosto d'uva concentrato nel negozio locale, puoi usare un mosto passito di qualità, anche se il risultato sarà leggermente più dolce e less "ferreo".
- In alcune varianti cagliaritane vengono aggiunti anche pinoli tostati al posto di parte delle noci, oppure si sostituisce l'anice con semi di coriandolo per un profumo più terroso.
- I «coccoi» si abbinano perfettamente a un bicchiere di vino passito o moscato dolce, oppure a un caffè amaro per bilanciare la dolcezza naturale.
Quando prepararla
I «coccoi de saba» sono dolcetti tipicamente autunnali, legati alla stagione della vendemmia e al mosto appena cotto. Tradizionalmente si preparano da settembre a novembre, quando il mosto è fresco e il clima ancora temperato. Restano perfetti anche durante l'inverno fino alle festività natalizie, quando si regalano come omaggio o si servono a ospiti. In climi freddi si conservano bene e mantengono la loro consistenza friabile più a lungo.
Domande frequenti
- Posso preparare i «coccoi» con mosto fresco invece che concentrato? Il mosto fresco contiene più acqua e farà risultare l'impasto troppo molle. Se decidi di usarlo, dovrai aumentare la farina di almeno 50 g e ridurre il tempo di cottura di 5 minuti. Il sapore sarà meno intenso.
- Qual è la differenza tra i «coccoi» cagliaritani e altre preparazioni sarde simili? I «coccoi» cagliaritani sono più compatti e densi rispetto ai «mostaccioli» del Campidano, hanno meno olio e più spezie aromatiche. La ricetta varia leggermente tra famiglia e famiglia, ma la base di mosto rimane invariata.
- Come faccio a capire se l'impasto ha la giusta consistenza? L'impasto deve essere omogeneo e compatto, non appiccicaticcio. Se riesci a formare una pallina che mantiene la forma senza sgretolarsi, la consistenza è corretta. Se si rompe subito, serve un po' più di mosto tiepido.