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Cialda beneventana

Vincenza Bertolino· 6 dicembre 2014· 5 min di lettura ·Benevento
Cialde beneventane dorate e croccanti piegate a metà su un piatto di porcellana bianca, coperte di zucchero a velo, con una tazza di caffè sfuocato sullo sfondo
Preparazione
15 min
Cottura
8 min
Difficoltà
facile
Porzioni
6 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

250 gFarina 00
80 gBurro ammorbidito
3Uova medie
30 gZucchero semolato
1 pizzicoSale fino
50 mlLatte intero tiepido
1 litroOlio di semi per fritura
30 gZucchero a velo

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
7 gProteine
18 gGrassi
8 gdi cui saturi
50 gCarboidrati
25 gdi cui zuccheri
1 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Lavora il burro ammorbidito con lo zucchero semolato per 2 minuti fino a ottenere una crema leggera. Aggiungi le uova una alla volta, mescolando bene dopo ciascuna. Incorpora il sale. L'impasto deve restare liscio e omogeneo.
2
Aggiungere farina e latte
Versa la farina a pioggia alternando con il latte, sempre mescolando. Dopo 3 minuti ottieni una pasta morbida, liscia, senza grumi. Non deve essere dura: dovrà stendersi sottile senza strappi.
3
Riposare
Copri l'impasto con una ciotola rovesciata e lascialo riposare per 10 minuti a temperatura ambiente. Questo aiuta il glutine a distendersi.
4
Scaldare l'olio
Versa l'olio di semi in una padella larga e fonda e portalo a 180 gradi. Usa un termometro da frittura oppure verifica immergendo un pezzetto di pane: deve dorare in 30 secondi senza bruciare.
5
Stendere e friggere
Preleva un cucchiaio di impasto, depositalo con le dita bagnate di olio freddo sulla superficie dell'olio caldo e allargalo velocemente con le mani in una sfoglia sottilissima, quasi trasparente. Dopo 1 minuto il fondo dorato: gira con una schiumarola e cuoci l'altro lato per 40 secondi. Deve dorare uniformemente senza scurirsi.
6
Piegare e asciugare
Estrai la cialda dall'olio con una pinza, appoggiala su carta assorbente per pochi secondi, poi piega a metà mentre è ancora calda. Se aspetti che raffreddi, non si piega senza rompersi. Riponi le cialde ripiegate in verticale su un piatto.
7
Spolverare
Quando tutte le cialde sono fritte e piegate, cospargile con lo zucchero a velo usando un colino. Servi subito, ancora tiepide.

Gusto

Ha il sapore della fritura semplice, senza aromi aggiunti: burro, uova e farina danno una nota leggermente salata e tostata, amplificata dal calore dell'olio. Lo zucchero a velo si scioglie in bocca al primo morso e mitiga quella tostatura, rendendola dolce. Tradizionalmente si accompagna al caffè espresso, oppure a uno spumante secco. Il contrasto tra il caldo della fritura e l'amaro del caffè o la leggerezza del vino è quello che la rende memorabile.

Benessere

  • È una fritta, quindi ricca di lipidi che vengono assorbiti durante la cottura. Non è leggera dal punto di vista calorico, ma il burro utilizzato contiene vitamina A e acidi grassi naturali.
  • Uova e farina forniscono proteine e carboidrati complessi in percentuale modesta per porzione.
  • La fritura rapida in olio caldo non rende il piatto pesante come potrebbe sembrare: la croccantezza indica poca assorbanza di grasso, a differenza di una pasta fritta morbida.
  • Non contiene lievito naturale, solo burro come agente di lievitazione per diffusione del vapore durante la cottura.
  • Va consumata nel pasto di metà mattina o merenda, non a fine cena: il caffè e il dolce la rendono adatta al primo pomeriggio.
  • Falso mito da sfatare: la cialda fritta non è più grassa di un biscotto industriale bagnato in burro o margarina. Il processo di frittura istantanea (pochi secondi) crea una barriera che limita l'assorbimento. Il vero rischio è il consumo ripetuto e le porzioni eccessive, non il singolo dolcetto occasionale.

L'errore da non fare

Non allargare abbastanza l'impasto: se resta spesso, friggendo non diventa croccante ma morbido e oleoso. La cialda deve essere sottile come una carta da lettere, quasi trasparente quando la sollevi. Se temi che si strappi, significa che l'impasto è ancora troppo freddo: lascialo riposare 5 minuti in più. Un secondo errore comune è piegarla dopo che è raffreddata: perde la plasticità e si spezza in frammenti invece di piegarsi dolcemente.

I nostri consigli

  • Conserva le cialde già pronte in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per massimo 2 giorni. Se perdono croccantezza, passale 30 secondi nel forno a 160 gradi, non in friggitrice.
  • Se l'impasto risulta troppo denso, aggiungi altri 20 ml di latte tiepido, non di colpo ma un cucchiaio alla volta, mescolando bene.
  • In alternativa al latte vaccino puoi usare latte di mandorla tiepido, che rende l'impasto ancora più leggerissimo.
  • La fritura deve restare veloce: cialde fritte troppo lentamente assorbono olio e diventano pesanti. La temperatura rimane fondamentale.
  • Se non hai il termometro da frittura, usa la prova del pane: un cubetto di pane secco deve dorare in 30 secondi esatti per un olio a 180 gradi.

Quando prepararla

La cialda beneventana è dolce da merenda, perfetta in primavera e autunno quando il freddo non rende difficile friggere bene. La si prepara bene anche d'inverno, al pomeriggio. In estate può sembrare pesante, ma serve tiepida (non calda) con un caffè freddo o un tè glacé è comunque piacevole. Non ha stagionalità stricta: è un dolce di ricorrenza occasionale, quasi da festa di paese.

Domande frequenti

  • Perché la mia cialda non si piega senza rompersi? Perché è raffreddata. Piega sempre mentre è ancora calda, entro 3 secondi dall'estrazione dall'olio. Se si è già raffreddata, prova a riscaldarla un attimo in aria calda (non nel forno) prima di piegarla.
  • L'olio può essere riutilizzato? Sì, filtralo quando è freddo attraverso un colino fitto o garza, conservalo in bottiglia opaca al fresco. Riutilizzabile per 2-3 fritture uguali. Dopo scarta, non mischiarsi con olio nuovo.
  • Posso fare l'impasto il giorno prima? Sì, coperto in frigorifero. Lascialo temperare 20 minuti prima di friggere, altrimenti l'olio le cuocerà male all'esterno mentre l'interno resta molle.
  • Quale burro usare, salato o dolce? Dolce, sempre. Il salato cambia il gusto e rende difficile controllare la salinità complessiva.
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