
| 800 g | Carne di cervo (trancetti di spalla o coscia) |
| 750 ml | Vino rosso secco (Barolo, Barbaresco o similare) |
| 15 bacche | Ginepro essiccato |
| 2 spicchi | Aglio |
| 1 cipolla media | Cipolla gialla |
| 2 carote medie | Carota |
| 2 foglie | Alloro |
| 3 rami | Rosmarino fresco |
| 2 cucchiai | Olio extravergine d'oliva |
| 200 ml | Brodo di carne o acqua calda |
| 2 cucchiaini | Sale |
| 1/4 cucchiaino | Pepe nero macinato |
| 165 kcal | Energia |
| 26 g | Proteine |
| 7 g | Grassi |
| 2,5 g | di cui saturi |
| 1,5 g | Carboidrati |
| 0,8 g | di cui zuccheri |
| 0,2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il sapore è deciso e leggermente amaro, dovuto alle bacche di ginepro che rilasciano le loro note resinose durante la cottura. La carne di cervo è magra ma diventa morbidissima grazie alla marinatura lunga e al braising lento. Il vino rosso usato per marinare si riduce e concentra, creando una salsa densa e leggermente acida. Si serve caldo, accompagnato con polenta, patate lessate o riso, per assorbire meglio la salsa aromatica.
L'errore più comune è accorciare troppo il tempo di marinatura: 24 ore sono davvero necessarie per ammorbidire le fibre della selvaggina e far penetrare i sapori del vino e del ginepro. Un altro errore frequente è rosoleare la carne ancora bagnata di marinatura, che impedisce la doratura corretta. Infine, non abbassare mai il fuoco durante il braising: se cuoce a fiamma viva, la carne diventa stopposa invece che morbida.
Il cervo al ginepro è un piatto tipicamente invernale e autunnale, quando la selvaggina è di stagione e il freddo rende appetibile una carne ricca e sostanziosa. È perfetto nelle cene di festa dopo novembre, durante le festività natalizie e fino a febbraio. Il clima freddo favorisce anche la conservazione della carne marinata e della marinatura stessa.