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Cassu marzu

Vincenza Bertolino· 10 novembre 2023· 7 min di lettura ·Oristano
Formaggio color avorio con screpolature leggere, servito in piatto bianco, larve visibili sulla superficie in movimento lieve, sfondo grigio neutro.
Preparazione
0 min
Cottura
nessuna
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 kgformaggio di pecora sardo (pasta morbida o semidura)
1pezzo di carta alimentare inumidita con acqua tiepida
1contenitore in ceramica o legno areato
quanto bastapanno di lino pulito
1luogo buio e fresco (12-15°C)
sale marino sardoper la salatura iniziale della forma
tempoda 2 a 8 mesi di fermentazione naturale

Valori nutrizionali

420 kcalEnergia
25 gProteine
35 gGrassi
21 gdi cui saturi
1 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,5 gSale
Come si prepara
1
Scelta della forma
Inizia con un formaggio di pecora sardo fresco o di poche settimane: il formaggio deve essere ancora leggermente umido e poroso, in grado di catturare le larve della mosca della caseina. Le forme migliori vengono dal latte di pecora sarda alimentata a pascolo naturale, con cagliata non riscaldata.
2
Salatura e primo riposo
Cospargi il formaggio intero con sale marino sardo a grana media, su tutti i lati. Avvolgilo nel panno di lino umido e riposa in un contenitore di ceramica coperto con carta alimentare bucherellata. Tieni il tutto a 12-15°C, al buio, per i primi 10-15 giorni. Durante questo periodo il formaggio rilascia siero e il sale penetra la pasta, acidificando naturalmente.
3
Attrazione e colonizzazione naturale
Dopo due settimane, scopri leggermente il contenitore durante le ore serali (preferibilmente sera e notte). La mosca della caseisi, attratta dal formaggio fermentato e dal suo odore acido, depositerà le uova sulla superficie. Non accelerare con stocchi artificiali: la fermentazione tradizionale avviene con larve selezionate naturalmente dall'ambiente. In 3-5 giorni le larve saranno visibili come puntini bianchi, lunghi 1-2 mm.
4
Controllo della fermentazione attiva
Una volta presenti le larve, mantieni il contenitore semiaperto in luogo fresco e buio. Le larve lavoreranno per 4-6 settimane, scavando gallerie nella pasta e liberando acidi organici che conferiscono il sapore pungente. Verifica ogni 10 giorni che il formaggio non si asciughi troppo: se necessario, inumidisci leggermente il panno con acqua tiepida. Non toccare il formaggio inutilmente.
5
Arresto della fermentazione
Quando le larve raggiungono la massima dimensione (circa 8-10 mm) e il formaggio ha la consistenza desiderata (cremoso o semisolido, secondo il gusto), copri completamente il contenitore e riposizionalo in frigo a 4°C. Il freddo rallentat l'attività larvale senza ucciderle completamente. A questo punto il «cassu marzu» è pronto o in via di perfezionamento.
6
Conservazione finale e maturazione
Conserva il formaggio in frigorifero, avvolto nel panno di lino inumidito, dentro un contenitore ermetico. La fermentazione rallenta molto a 4°C ma continua leggermente. Dopo 6-8 mesi totali di fermentazione (compreso il tempo in frigo), il «cassu marzu» raggiunge il profilo organolettico ideale: sapore intenso, cremosità interna, larve ancora vive ma docili.
7
Consumo e servizio
Estrai il formaggio dal frigo 15 minuti prima di mangiare, per portarlo a una temperatura di 12-14°C. Spalma il «cassu marzu» su fette di pane carasau o pane integrale. Se le larve ti preoccupano, puoi rimuoverle manualmente con un coltello smussato, oppure mangiarle: il sapore è neutro, il contributo proteico è aggiunto. Bevi vino rosso sardo in abbinamento.

Gusto

Il «cassu marzu» ha un sapore intenso, leggermente piccante e ammoniato, con note speziate che ricordano l'umido della terra e del fieno fermentato. Le larve lasciano una sensazione di pizzico delicato sulla lingua, quasi una formicolio. Si mangia spalamto su fette di pane carasau ancora croccante, oppure da solo con un bicchiere di vino rosso secco della Sardegna. L'abbinamento tradizionale è con «vino del Gennargentu» o cannonau: il tannino del vino bilancia l'intensità acida e salata del formaggio.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è usare formaggio già molto stagionato o asciutto: le larve hanno bisogno di una pasta ancora viva e umida per colonizzarla efficacemente. Se il formaggio è duro come una pietra, le larve rimangono in superficie e muoiono. Inoltre, non accelerare mai con incubatori artificiali o esposizioni forzate: il rischio è di attrarre anche altre specie di insetti, oppure di compromettere l'equilibrio acidico. La fermentazione naturale è lenta, ma è l'unica che garantisce il giusto rapporto tra larve e pasta.

I nostri consigli

Quando prepararla

La fermentazione del «cassu marzu» non ha stagione vincolante: puoi iniziare in qualsiasi periodo, purché tu mantenga la temperatura controllata fra 12-15°C durante la fase attiva. Tradizionalmente, in Sardegna, si prepara da aprile a settembre, quando l'ambiente è naturalmente fresco di notte e la mosca della caseina è più presente. L'inverno è meno indicato perché il freddo eccessivo blocca la fermentazione, prolungandola oltre i tempi gestibili.

Domande frequenti

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