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Casoncelli astigiani

Vincenza Bertolino· 12 dicembre 2017· 5 min di lettura ·Asti
Casoncelli astigiani disposti nel piatto bianco, ricoperti di burro fuso e foglie di salvia fresca, con una grattugiata di parmigiano reggiano e grana grattugiato visibile sulla superficie
Preparazione
60 min
Cottura
15 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

350 gfarina tipo 00
3 uova intereda gallina (circa 180 g)
250 gcarne mista tritata (manzo e maiale)
80 gpane raffermo grattugiato
1 uovo interoper il ripieno
40 gparmigiano reggiano grattugiato
1 cucchiaiovino rosso secco
sale e pepeq.b. (2 g sale, 0,5 g pepe)
noce moscataun pizzico (0,2 g)
100 gburro chiarificato
8-10 fogliedi salvia fresca

Valori nutrizionali

280kcal Energia
13g Proteine
12g Grassi
5g di cui saturi
32g Carboidrati
0,8g di cui zuccheri
1,2g Fibre
0,9g Sale
Come si prepara
1
Preparare la pasta
Disponi la farina a fontana sul piano lavoro. Rompi le tre uova al centro e inizia a incorporarle con le dita, impastando fino a formare un panetto omogeneo. Lavora per 10 minuti finché la pasta non risulta liscia e elastica. Avvolgila nella pellicola e riposa a temperatura ambiente per 30 minuti.
2
Preparare il ripieno
In una ciotola mescola la carne macinata con il pane grattugiato inumidito leggermente con il vino rosso. Aggiungi un uovo, il parmigiano grattugiato, sale, pepe e la noce moscata. Amalgama bene con le mani fino a ottenere un composto omogeneo, senza lavorarlo eccessivamente. Lascia riposare per 15 minuti in frigorifero.
3
Stendere la pasta
Dividi la pasta in due dischi e stendili uno per volta con il mattarello fino a ottenere uno spessore di circa 1 millimetro. Cerca di mantenere una forma rettangolare per facilitare il taglio. La pasta deve risultare trasparente al punto che riesci a leggere il piano sottostante.
4
Formare i casoncelli
Su una sfoglia disponi piccoli mucchietti di ripieno (circa 1 cucchiaio) a distanza di 5 centimetri l'uno dall'altro. Appoggia sopra la seconda sfoglia e premi delicatamente attorno ogni porzione per sigillare. Con una forchetta o un coltello, ritaglia i singoli ravioli in forme leggermente irregolari, come tradizionalmente. Disponili su un vassoio coperto di farina e lasciali riposare almeno 20 minuti a temperatura ambiente.
5
Cuocere i casoncelli
Porta l'acqua salata a ebollizione in una pentola ampia. Immergi i casoncelli a gruppetti, non tutti insieme, per evitare che si attacchino. Cuocili per circa 12-15 minuti dopo che tornano a galla, fino a quando gli spigoli si arrotondano leggermente e il ripieno è ben caldo. Tirali fuori con uno schiumarola e disponili nel piatto direttamente.
6
Condire e servire
Versa il burro fuso con foglie di salvia leggermente appassite nel burro caldo sui casoncelli ancora caldi nel piatto. Aggiungi una generosa grattugiata di parmigiano reggiano e servi immediatamente, mentre il burro è ancora fluido e la salvia profuma.

Gusto

I «casoncelli» hanno un sapore equilibrato tra la carne macinata, il pane tostato che assorbe i succhi, e le spezie ben dosate. La nocciolata del burro fuso si abbina alla freschezza della salvia e al pizzico salato del formaggio. Si servono caldi, con il burro ancora fluido, affinché il ripieno rimanga morbido. L'abbinamento tradizionale è con vini piemontesi a basso tannino o semplicemente con un bicchiere di acqua fresca.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più frequente è aggiungere troppo ripieno nei casoncelli, che causa la rottura della pasta durante la cottura e la dispersione del contenuto nell'acqua. Un cucchiaio raso per ogni raviolo è la misura giusta. Evita anche di cuocerli troppo: superati i 15-16 minuti rischiano di diventare molli e di sfaldarsi. Un'altra trappola è non lasciarli riposare almeno 20 minuti dopo la formazione: una pasta ancora fresca è più fragile e si rompe più facilmente bollendo.

I nostri consigli

Quando prepararla

I «casoncelli» si preparano tutto l'anno, ma trovano la loro stagione naturale in autunno e inverno, quando il desiderio di piatti caldi e sostanziosi è maggiore. Sono tradizionali nei menù festivi piemontesi, in particolare a Natale e Capodanno, periodi in cui si ha tempo per dedicarsi a una ricetta che richiede pazienza e manualità. In primavera ed estate restano una scelta valida per cene conviviali al chiuso, soprattutto quando le serate rimangono fresche.

Domande frequenti

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