
| 250 g | Farina bianca 00 |
| 40 g | Zucchero bianco |
| 2 uova intere | Uova |
| 120 ml | Latte intero |
| 30 g | Burro fuso |
| 1 cucchiaio | Rum bianco o liquore dolce |
| 300 ml | Latte per la crema |
| 3 tuorli | Tuorli d'uovo |
| 50 g | Zucchero per la crema |
| 20 g | Farina di mais (maizena) |
| 1 stecca | Vaniglia fresca |
| q.b. | Zucchero semolato per copertura |
| 1 litro | Olio di semi per friggere |
| 285 kcal | Energia |
| 5 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 7 g | di cui saturi |
| 36 g | Carboidrati |
| 22 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 0,35 g | Sale |
Le casadas sanno di burro, di crema dolce e avvolgente con un fondo di vaniglia. La croccantezza esterna contrasta con la morbidezza della crema dentro, e quello strato di zucchero aggiunge una punta di cristallinità al morso. Si mangiano ancora calde, quando il contrasto tra la croccantezza e il caldo della crema è più evidente. Accompagnate con un caffè lungo oppure con latte tiepido al mattino: sono dolcetti da colazione o da merenda pomeridiana.
L'errore più comune è non controllare bene la temperatura dell'olio. Se è troppo freddo, le casadas assorbono olio e diventano pesanti e unte. Se è troppo caldo, la superficie si brucia prima che l'interno sia cotto e la crema rimane ancora gelida. Usa sempre un termometro da frittura o il test dello stuzzicadenti prima di immergere il primo dolcetto. Un secondo errore è riempire troppo di crema: il dolcetto perde forma durante la frittura e la crema fuoriesce. Un cucchiaino di crema pasticcera per casada è la giusta proporzione.
Le casadas vanno fatte fresche, possibilmente la mattina o il pomeriggio dello stesso giorno. Sono ideali per la colazione, per una merenda domenicale in famiglia, oppure come dolcetto da offrire a ospiti. Funzionano bene tutto l'anno: non hanno stagionalità perché gli ingredienti sono sempre disponibili. Prepara le casadas quando hai tempo per friggere con calma e calma: il rush e le distrazioni compromettono il risultato.