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Carameddas

Vincenza Bertolino· 25 dicembre 2016· 6 min di lettura ·Oristano
Carameddas dorate e croccanti su un piatto bianco, ricoperte di miele caldo che cola lentamente, contornate da mandorle in frammenti e fiori di garofano
Preparazione
25 min
Cottura
20 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina bianca tipo 00
250 mlAcqua tiepida
10 gSale fino
7 gLievito di birra secco
30 gOlio di semi di girasole
300 gMiele di acacia o millefiori
50 gMandorle intere sbucciate
1 steccaCannella in polvere (facoltativa)
q.b.Olio per friggere

Valori nutrizionali

320 kcalEnergia
5 gProteine
12 gGrassi
3 gdi cui saturi
50 gCarboidrati
32 gdi cui zuccheri
1 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Sciogli il lievito secco in acqua tiepida e lascialo riposare 5 minuti. Versa la farina in una terrina, aggiungi il sale e l'acqua con il lievito, mescola con le dita fino a ottenere un impasto omogeneo. Aggiungi l'olio e continua a lavorare per 8-10 minuti finché l'impasto non diventa morbido e elastico, non appiccicaticcio. Se necessario, aggiungi qualche goccia d'acqua.
2
Prima lievitazione
Forma una palla con l'impasto, copri la terrina con un telo umido e lascia lievitare a temperatura ambiente per 1 ora, finché l'impasto non raddoppia di volume. Deve essere gonfio e soffice al tatto.
3
Dividere l'impasto
Trasferisci l'impasto su un piano leggermente infarinato e dividi in palline di circa 30-40 g ciascuna, pesa con un cucchiaio da cucina se preferisci. Rotolandole tra i palmi otterrai sfere compatte e omogenee. Disponi le palline su un vassoio coperto con un telo per 15-20 minuti, affinché si gonfino ulteriormente.
4
Friggere le carameddas
Riscalda abbondante olio di semi a 170-180 gradi in una pentola profonda. Immergi delicatamente 3-4 carameddas per volta, freggile per 2-3 minuti girandole spesso finché non diventano dorate uniformemente su tutti i lati. Estrai con una schiumarola e poggia su carta assorbente. L'olio deve coprire completamente le palline.
5
Preparare il rivestimento di miele
Versa il miele in un pentolino piccolo e riscaldalo a fuoco molto basso per 3-4 minuti, mescolando talvolta. Se vuoi aggiungere la cannella, mescolala nel miele caldo. Il miele deve diventare fluido e scorrevole, non bollente.
6
Ricopertura finale
Trasferisci le carameddas ancora calde in una terrina capiente o in un piatto fondo, versa il miele caldo sopra e mescola delicatamente con un cucchiaio di legno per distribuirlo uniformemente. Se usi le mandorle intere, cospargile sopra mentre il miele è ancora caldo e aderisce.
7
Servire
Disponi le carameddas in un piatto con un po' di miele residuo, servi ancora calde o tiepide. Sono migliori se consumate entro 2-3 ore dalla preparazione, quando la crosta è ancora croccante e il miele fluido.

Gusto

Il sapore è dolce e deciso, dominato dal miele riscaldato che regala note caramellate e un leggero retrogusto speziato se arricchito con cannella o chiodi di garofano. La consistenza è il punto forte: al morso la crosta croccante cede subito, poi il nucleo interno è morbido e quasi umido per il miele che vi si è infiltrato. Si servono ancora calde o tiepide, quando il miele è ancora fluido e le spezie liberano l'aroma pieno. L'abbinamento tradizionale è con un vino dolce o un caffè, oppure come chiusura di un pasto festivo.

Benessere

  • La farina bianca fornisce carboidrati complessi e un apporto di amido che sazia a lungo, anche se non contiene fibre importanti come la farina integrale.
  • Il miele apporta potassio, manganese e tracce di rame, oltre a composti antimicrobici naturali, anche se è principalmente zucchero semplice.
  • Il piatto è sostanzioso per le dimensioni: una porzione di tre carameddas (circa 100 g) sazia moderatamente ma non è leggero, adatto a fine pasto o merenda corposa.
  • Le mandorle, se presenti, aggiungono grassi insaturi e vitamina E, migliorando il profilo nutrizionale rispetto a una frittella semplice.
  • Abbinale a uno spuntino di frutta fresca o a una tisana leggera se vuoi bilanciar l'apporto zuccherino della giornata.
  • Falso mito da sfatare: il miele non è meno calorico dello zucchero bianco, né ha proprietà miracolose per la salute. Contiene gli stessi zuccheri semplici e va consumato con misura, specialmente per chi ha diabete o segue una dieta ipocalorica. Il suo vantaggio è il sapore più concentrato, per cui spesso se ne usa meno quantità assoluta.

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere l'olio a una temperatura troppo alta: se supera i 180 gradi, l'esterno brucia mentre l'interno resta crudo e pesante. Al contrario, se l'olio è troppo freddo (sotto i 165 gradi), le carameddas assorbono troppo olio e diventano unte e molle. Usa un termometro da cucina o testa l'olio immergendo un piccolo pezzo di pane: deve dorare in 60-70 secondi. Un secondo errore è aggiungere il miele a freddo o ricoprire le carameddas ancora troppo calde: il miele freddo non aderisce bene, e il calore eccessivo lo fa evaporare rapidamente.

I nostri consigli

  • Conserva le carameddas in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per 1 giorno, o in frigorifero fino a 3 giorni. Il miele le mantiene morbide anche se la crosta perde un po' di croccantezza. Puoi congelarle senza miele fino a 1 mese, poi riscaldarle a forno lento e ricoperle di miele fresco.
  • Se non gradisci il miele liquido, puoi ricoprire le carameddas con zucchero semolato misto a cannella mentre sono ancora calde: crea una glassa croccante simile alle castagne glassate.
  • Per una variante più leggera, prepara un glassaggio con miele diluito in poca acqua, usando meno quantità di olio per friggere. Il risultato sarà meno ricco ma sempre appetibile.
  • Abbina le carameddas a un vino passito come malvasia o moscato, oppure a un caffè noir dopo un pranzo importante. Non sono adatte a merenda quotidiana se segui una dieta ipocalorica.

Quando prepararla

Le carameddas sono ideali per le feste invernali, il Carnevale e i periodi festivi quando serve un dolce che si conserva bene e piace a molti commensali. Sono perfette anche per matrimoni e ricevimenti, perché possono essere preparate il giorno prima e ricoperste di miele poco prima di servire. Vanno bene tutto l'anno, ma la tradizione le legge più ai mesi freddi quando si desiderano dolci caldi e ricoperti.

Domande frequenti

  • Posso usare lievito istantaneo al posto del lievito di birra fresco? Sì, usa 5 g di lievito istantaneo (tre quarti di bustina) e mescola direttamente alla farina senza sciogliere in acqua. Il tempo di lievitazione rimane lo stesso.
  • L'impasto mi viene troppo appiccicaticcio, cosa faccio? Aggiungi farina un cucchiaio alla volta mentre imasti, non tutta insieme. Un impasto leggermente umido è corretto: deve essere appena attaccaticcio ma lavorabile. Se aggiungi troppa farina, le carameddas verranno asciutte.
  • Che differenza c'è tra carameddas e zeppole? Le carameddas sono senza ripieno e sempre ricoperte di miele, mentre le zeppole possono avere crema o ricotta dentro e spesso sono decorate diversamente. Le carameddas sono più semplici e croccanti.
  • Posso preparare l'impasto la sera prima? Sì, prepara l'impasto, lascialo lievitare 30 minuti in più a temperatura ambiente, poi riponi in frigorifero per tutta la notte. Al mattino lascialo tornare a temperatura ambiente per 30 minuti, poi prosegui con le porzioni e la frittura.
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