
| 300 g | Farina 00 |
| 100 g | Burro |
| 80 g | Zucchero semolato |
| 3 uova intere | Uova |
| 1 tuorlo | Tuorlo d'uovo |
| 500 ml | Latte intero |
| 50 g | Maizena o farina di mais |
| 1 stecca | Vaniglia |
| 80 g | Frutta candita mista |
| 30 ml | Liquore maraschino |
| Qb | Zucchero semolato per la ricopertura |
| 1 litro | Olio di semi di arachide per friggere |
| 5 g | Lievito per dolci |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 285 | kcal Energia |
| 5 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 3,5 | g di cui saturi |
| 38 | g Carboidrati |
| 24 | g di cui zuccheri |
| 1,2 | g Fibre |
| 0,15 | g Sale |
Il sapore è dolce ma non stucchevole, con la nota aromatica della vaniglia e dell'uovo che predomina nella crema. La frutta candita aggiunge una leggerezza agrumata e una punta di spiccatezza. La consistenza esterna croccante si contrappone al ripieno morbido e cremoso. Tradizionalmente si accompagna a un caffè o a un vino dolce locale, e in alcuni casi si aromatizza con liquore al maraschino o mistra.
Non frappare la crema pasticcera troppo a lungo dopo la cottura: tenerla fredda in frigorifero è corretto, ma se la si congela o la si tiene a temperature molto basse per più di un'ora, al momento del ripieno sarà troppo dura e difficile da spalmare. Secondo errore comune è frappare le bombe a temperatura di olio sbagliata: se troppo basso (sotto i 165 °C), diventano unto e pesanti; se troppo alto (oltre i 180 °C), la crosta si brucia mentre il ripieno resta freddo e liquido.
La bomba pesarese è un dolce da festa e ricorrenza, consumato soprattutto nel fine settimana e durante le celebrazioni. È perfetta in autunno e inverno, quando i dolci fritti si abbinano bene alle temperature più fredde e a bevande calde come il caffè. Non ha stagione stretta: si può preparare tutto l'anno, ma risulta particolarmente appetitosa nei mesi da ottobre a marzo.