
| 250 ml | acqua |
| 100 g | farina 00 |
| 80 g | burro |
| 4 | uova medie |
| 1 pizzico | sale fino |
| 500 ml | latte intero |
| 5 | tuorli d'uovo |
| 80 g | zucchero semolato |
| 25 g | farina per la crema |
| 1 bustina | vanillina |
| 1 litro | olio di semi (arachide o girasole) |
| q.b. | zucchero a velo |
| 280 | kcal |
| 5,5 | gProteine |
| 16 | gGrassi |
| 7 | gdi cui saturi |
| 28 | gCarboidrati |
| 14 | gdi cui zuccheri |
| 0,8 | gFibre |
| 0,15 | gSale |
Le bignole sanno di burro tostato, con una nota dolce della crema pasticcera e la vaniglia che domina. La croccantezza dell'esterno contrasta con la morbidezza della crema, senza lasciare residui oleosi. Si mangiano tiepide, quando la crema è ancora cremosa e la pasta non si è ancora ammorbidita. Tradizionalmente si accompagnano con un caffè caldo al mattino oppure come dessert leggero dopo cena.
L'errore più comune è aggiungere le uova all'impasto ancora troppo caldo: il calore cuoce parzialmente l'uovo e l'impasto rimane granuloso e difficile da friggere. Aspetta almeno 5 minuti affinché la pasta choux raggiunga una temperatura tiepida, non calda. Un secondo errore frequente è friggere a temperatura troppo bassa: le bignole assorbono olio in eccesso e rimangono oleose. Una temperatura costante di 170 gradi garantisce una cottura rapida e una croccantezza perfetta.
Le bignole si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente indicate durante i mesi freddi, quando un dessert caldo è più apprezzato. Sono ideali per colazioni domenicali, merende festive o come dolce finale di una cena in famiglia. Prepara la crema in anticipo la sera precedente e friggi le palline il giorno stesso, non più di 2-3 ore prima di servirle.