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Baccalà fritto

Vincenza Bertolino· 24 giugno 2025· 6 min di lettura ·Salerno
Baccalà fritto dorato servito su carta da fritto, filetti croccanti e fumanti, contorno di limone fresco tagliato a spicchi, erba cipollina verde su fondo scuro
Preparazione
48 ore (dissalazione inclusa)
Cottura
8-10 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

600 gbaccalà secco salato in filetti
200 gfarina 00
150 mlacqua fredda
30 gamido di mais
1 cucchiaioolio di oliva
1 pizzicosale fino
1 pizzicopepe bianco macinato
2 litriolio di semi (arachide o girasole) per friggere
1limone fresco

Valori nutrizionali

280 kcalEnergia
22 gProteine
18 gGrassi
3,5 gdi cui saturi
8 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
1,2 gSale
Come si prepara
1
Dissalare il baccalà
Sciacqua il baccalà sotto acqua fredda corrente per eliminare il sale superficiale. Mettilo in una ciotola con acqua fredda per 36-48 ore, cambiando l'acqua almeno 4 volte al giorno. Dopo la dissalazione assaggia un piccolo pezzo: non deve sapere di sale, ma deve mantenere il sapore delicato del pesce. Secca bene con carta assorbente.
2
Preparare la tempura
Unisci la farina 00 e l'amido di mais in una ciotola. Versa lentamente l'acqua fredda mescolando con una forchetta fino a ottenere una pastella liscia e omogenea, né troppo densa né troppo liquida (deve rivestire un cucchiaio). Aggiungi un cucchiaio di olio di oliva e un pizzico di sale. Lascia riposare 10 minuti a temperatura ambiente.
3
Controllare la temperatura dell'olio
Versa l'olio di semi in una pentola alta almeno 10 centimetri e scaldalo a 175 gradi (misura con un termometro da cucina). Se non lo hai, tuffa uno stuzzicadenti di legno nell'olio: quando si circonda rapidamente di bollicine, la temperatura è giusta.
4
Immergere il baccalà
Immergere ogni filetto nella pastella, facendo sgocciolare bene l'eccesso. Calalo delicatamente nell'olio caldo uno per volta, evitando di ammassare i pezzi. Non caricare troppo la pentola: lo spazio tra i filetti deve permettere loro di cuocersi uniformemente, circa 4-5 filetti per volta secondo la dimensione della pentola.
5
Friggere fino alla doratura
Friggere per 3-4 minuti finché la pastella non diventa dorata e croccante. Giira i filetti a metà cottura con una schiumarola per assicurare una colorazione uniforme. Non muoverli troppo spesso: devono riposare sul fondo per sviluppare la crosticina.
6
Scolare e asciugare
Estrai il baccalà dall'olio con la schiumarola e appoggialo su carta da fritto pulita. Condisci immediatamente con un pizzico di sale fino, mentre è ancora caldo. Il calore residuo permetterà al sale di aderire bene.
7
Servire al momento
Trasferisci il baccalà su un piatto o su un cartoccio di carta da fritto bianca. Accompagna con spicchi di limone fresco e servilo entro 5 minuti dalla cottura, quando la croccantezza è ancora integra.

Gusto

Il baccalà fritto sa di mare asciutto e deciso, con una dolcezza leggera di farina tostata nella pastella. La croccantezza contrasta con la morbidezza interna del pesce, che resta delicato senza cedere. Tradizionalmente si serve con limone spremuto al momento e sale marino, a volte accompagnato da una salsa tarata come maionese o una semplice salsa verde all'aglio e prezzemolo.

Benessere

L'errore da non fare

Saltare o accorciare la dissalazione e pensare che bastino poche ore. Un baccalà non dissalato bene arriva al piatto ancora salato e ammazza il gusto del pesce, oltre a rendere il piatto sgradevole. Allo stesso modo, friggere a temperatura troppo bassa rende il baccalà unto e pesante perché l'olio penetra a lungo; a temperatura troppo alta, invece, la pastella brucia esternamente lasciando il pesce crudo dentro. La misura giusta (175 gradi) è la differenza tra un fritto leggero e uno pesante.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il baccalà fritto si prepara tutto l'anno perché la materia prima è disponibile in ogni stagione, essendo un prodotto secco e conservato. Però è tradizionalmente legato alla Quaresima e alle festivitànatalizie, quando il fritto è visto come un'eccezione concessa. In primavera e autunno è un buon piatto perché non appesantisce quanto in estate, e la stagione temperata lo rende digeribile meglio della versione pesante che potrebbe risultare con un caldo intenso.

Domande frequenti

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