Ingredienti
| 4-5 pezzi | Limoni non trattati a buccia spessa |
| 1 litro | Alcol alimentare a 95 gradi |
| 300 g | Zucchero semolato |
| 1 rametto | Salvia selvatica fresca |
| 1 rametto | Rosmarino fresco |
| 1 rametto | Ruta o assenzio (facoltativo) |
| 400 ml | Acqua naturale |
| 3-4 chiodi | Garofano |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal Energia |
| 0 | g Proteine |
| 0 | g Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 10 | g Carboidrati |
| 8 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0 | g Sale |
Come si prepara
1
Lavare e asciugare i limoni
Lava i limoni sotto acqua fredda corrente sfregandoli con le mani per rimuovere eventuali residui. Asciugali bene con un canovaccio pulito. Devono stare almeno dodici ore a temperatura ambiente prima di usarli.
2
Togliere le bucce
Con un pelapatate, elimina solo lo strato giallo della buccia, senza includere la parte bianca. Raccogli le bucce in una ciotola pulita. Dalla quantità indicata ricaverai circa trenta grammi di bucce tagliate a striscioline.
3
Preparare l'infusione base
Versa l'alcol a 95 gradi in un vaso di vetro sterilizzato da due litri con chiusura ermetica. Aggiungi le bucce di limone e i rametti di salvia, rosmarino e ruta già lavati e leggermente schiacciati. Chiudi bene il vaso e mettilo in un luogo buio e fresco per venti giorni.
4
Filtrare l'alcol infuso
Trascorsi venti giorni, versa l'alcol attraverso un colino a maglia fine rivestito di garza in una bottiglia pulita. Scarta le bucce e le erbe. L'alcol avrà un colore giallo paglierino intenso.
5
Preparare lo sciroppo
Sciogli lo zucchero in quattrocento millilitri di acqua portando il tutto a ebollizione in un pentolino. Versa lentamente lo sciroppo ancora caldo nell'alcol infuso. Aggiungi i chiodi di garofano interi. Mescola bene.
6
Riposo finale
Trasferisci il liquore in una bottiglia scura con tappo a vite. Tappala bene e conserva in un luogo buio per altri dieci giorni affinché i sapori si amalgamino e l'alcol perda l'asprezza iniziale.
7
Imbottigliamento
Dopo trenta giorni totali, filtra di nuovo il liquore attraverso carta da filtro per eliminare eventuali piccole particelle. Versa il prodotto finito in bottiglie scure pulite e sigillale. L'amaro è pronto da servire ma migliorerà ancora nei tre mesi successivi.
Gusto
Il sapore è nettamente amaro con note balsamiche e un retrogusto limonato che persiste lungo. La bocca sente subito la piccantezza leggera dell'alcol, seguita da una sensazione astringente piacevole. L'aroma è complesso: prevalgono gli oli essenziali dei limoni, ma si percepiscono anche sfumature di erbe amaricanti come la ruta, la salvia selvatica e il rosmarino. Si beve come digestivo a fine pasto, in bicchierini da 40 millilitri circa, con un sorso lento per apprezzare la struttura. Tradizionalmente accompagna formaggi secchi o frutta secca.
Benessere
- La buccia di limone contiene limonene e pectina, fibre che favoriscono la digestione e la regolarità intestinale. La pectina è presente soprattutto nella parte bianca sottile della buccia.
- Le erbe aromatiche infuse, come salvia e rosmarino, apportano polifenoli e flavonoidi, sostanze antiossidanti naturali presenti nelle piante. Il contenuto esatto varia secondo le erbe locali utilizzate.
- L'amaro tradizionalmente aiuta la digestione perché le sostanze amare stimolano la salivazione e la secrezione gastrica. È liquore leggero e non appesantisce.
- Curiosità poco nota: i tannini presenti nelle bucce di limone essiccate aumentano con il tempo di infusione, rendendo il liquore più complesso dopo trenta giorni di riposo.
- Abbinalo come digestivo dopo pasti ricchi di grassi, oppure accompagna frutta secca a fine giornata. In piccole quantità, non interferisce con digiuni o diete specifiche.
- Falso mito da sfatare: non è vero che l'amaro aiuti la digestione solo se bevuto caldo. Il calore non è necessario; la stimolazione digestiva viene dalle sostanze amare, non dalla temperatura. Anzi, un amaro poco freddo mantiene meglio il profilo aromatico. Chi ha ulcere gastriche o reflusso deve moderare il consumo, poiché l'alcol e l'acidità del limone possono irritare la mucosa.
L'errore da non fare
Non usare alcol a gradazione inferiore a novanta gradi: l'infusione sarà debole e il liquore non si conserverà bene nel tempo. Inoltre, non togliere la parte bianca della buccia insieme al giallo, perché risulterebbe eccessivamente amaro e l'infuso diventerebbe torbido. Infine, non accorciare i tempi di infusione a meno di venti giorni: il sapore resterebbe piatto e poco profumato. La pazienza è l'ingrediente che non si omette.
I nostri consigli
- Conserva il liquore finito in bottiglie scure a temperatura ambiente, al buio. Si mantiene bene per almeno due anni. Il freddo eccessivo può alterare il colore; il caldo e la luce accelerano l'ossidazione.
- Puoi sostituire la ruta con altre erbe aromatiche locali come salvia officinale o timo selvatico. L'importante è non superare due rametti per non squilibrare l'amaro.
- Se vuoi un amaro meno secco, aggiungi cinquanta grammi di zucchero in più nello sciroppo. Se lo preferisci ancora più amaro, riduci lo zucchero di cento grammi.
- Servi l'amaro di Sorrento a fine pasto in bicchierini da 40 millilitri, leggermente freddo ma non gelato, per esaltare il profilo aromatico.
Quando prepararla
L'amaro di Sorrento si prepara meglio in autunno e in inverno, quando i limoni hanno buccia spessa e profumata e le erbe aromatiche sono ancora fresche. Se preparato a novembre, sarà pronto per Capodanno e le festività natalizie. D'estate i tempi di infusione si allungano lievemente perché il caldo accelera il processo, quindi inizia pure, ma controlla l'avanzamento dopo quindici giorni.
Domande frequenti
- Posso usare alcol a gradazione inferiore? No, non è consigliabile. L'alcol a 95 gradi garantisce la conservazione e l'estrazione ottimale degli aromi. Con alcol meno forte il liquore si rovina più rapidamente e sa di poco.
- Che differenza c'è tra amaro e liquore? L'amaro ha una prevalenza di sapore amaro e astringente, con poco zucchero. Il liquore è più dolce. In questa ricetta lo zucchero è contenuto, quindi rientra nella categoria degli amari.
- Posso filtrare il liquore prima dei trenta giorni? Sì, se noti che il sapore è già equilibrato dopo venti giorni puoi filtrare e tappare. Non è rigido. Assaggia a intervalli di una settimana.
- Si può regalare come dono? Certo. Trasferisci in bottiglie eleganti scure e chiude bene. Aggiunge un'etichetta con la data di preparazione. Rimane stabile per due anni.