Riposo infusione
10-15 giorni
Porzioni
1 bottiglia da 750 mL
Stagione
autunno e inverno
Ingredienti
| 1 L | alcol a 95°C (o vodka) |
| 15 g | radice di genziana essiccata |
| 10 g | radice di cardo mariano essiccata |
| 8 g | buccia di arancia essiccata |
| 5 g | foglie di assenzio essiccato |
| 3 g | semi di coriandolo |
| 200 g | zucchero |
| 200 mL | acqua depurata |
Valori nutrizionali
| 110 | kcal |
| 0 | gProteine |
| 0 | gGrassi |
| 0 | gdi cui saturi |
| 4 | gCarboidrati |
| 3 | gdi cui zuccheri |
| 0 | gFibre |
| 0,01 | gSale |
Come si prepara
1
Preparare le erbe
Versa l'alcol a 95°C in un barattolo di vetro scuro con chiusura ermetica. Se usi alcol denaturato, assicurati sia di tipo alimentare. Se preferisci una base più mite, puoi usare vodka pura a 40°.
2
Aggiungere le erbe
Aggiungi all'alcol la radice di genziana rotta in piccoli pezzi, il cardo mariano, la buccia d'arancia a dadini, le foglie di assenzio sbriciolate e i semi di coriandolo leggermente schiacciati. Mescola bene con un cucchiaio di vetro o legno.
3
Iniziare l'infusione
Chiudi il barattolo ermeticamente e riponi in un luogo fresco, buio e asciutto. Ogni due giorni, scuoti delicatamente il barattolo per favorire l'estrazione dei principi amari dalle erbe. Continua per 10-15 giorni.
4
Filtrare l'infuso
Dopo il riposo, versa il contenuto del barattolo attraverso una garza sterile o un filtro di carta fine, raccogliendo il liquido in una bottiglia pulita. Strizza bene il residuo di erbe per non perdere liquore.
5
Preparare lo sciroppo
In un pentolino, riscalda l'acqua depurata senza farla bollire molto. Aggiungi lo zucchero e mescola fino a completo scioglimento. Lascia raffreddare leggermente, poi versalo nel liquore filtrato.
6
Unire i due liquidi
Mescola bene l'infuso di erbe con lo sciroppo di zucchero. Imbottiglia in bottiglie di vetro scuro, meglio se con sigillo di sughero.
7
Stagionatura finale
Riponi le bottiglie in posizione verticale in un luogo fresco e scuro per almeno 3 settimane prima di servire. Durante questo tempo, i sapori si stabilizzeranno e il liquore raggiungerà il suo equilibrio definitivo.
Gusto
Il sapore è decisamente amaro, con un retrogusto che persiste a lungo sulla lingua. Predominano le note amare delle radici e delle erbe, equilibrate da una leggera dolcezza che arriva dall'alcol e da qualche scorza di agrume. Si serve a temperatura ambiente o leggermente fresco, sempre in bicchierini piccoli. La tradizione suggerisce di berlo dopo pranzo o cena, in quantità ridotta, proprio per facilitare la digestione grazie alle proprietà delle piante impiegate.
Benessere
- Le erbe aromatiche usate, come la genziana e il cardo mariano, contengono principi amari che stimolano la secrezione dei succhi gastrici e sostengono il lavoro del fegato.
- Il potassio presente nelle erbe amare favorisce l'equilibrio dei fluidi corporei, mentre la presenza di minerali vari supporta il metabolismo generale.
- Un amaro del territorio è decisamente un liquore concentrato: un piccolo sorso produce già un effetto saziante psicologico e aiuta a chiudere il pasto in modo consapevole.
- Molte erbe tradizionali impiegate contengono flavonoidi e polifenoli, sostanze antiossidanti che il corpo assimila anche in piccole dosi.
- Abbinalo sempre dopo un pasto completo, mai a stomaco vuoto: il suo effetto digestivo funziona meglio quando lo stomaco è già impegnato nella digestione di cibi solidi.
- Falso mito da sfatare: non è vero che l'amaro cura il fegato o sostituisce una dieta sana. Le erbe amare facilitano la digestione e il comfort gastrico, ma nessun liquore guarisce patologie epatiche. Chi soffre di gastrite, ulcere o reflusso dovrebbe chiedere consiglio al medico prima di bere amari concentrati, poiché l'alcol e l'acidità possono irritare le mucose.
L'errore da non fare
Non usare erbe fresche al posto delle essiccate: l'acqua contenuta nelle erbe fresche diluerebbe l'alcol e rovinerebbe l'infusione, favorendo anche la proliferazione di muffe o batteri indesiderati. Le erbe secche, invece, cedono i loro principi attivi in modo concentrato e controllato. Un altro errore frequente è interrompere l'infusione troppo presto: meno di dieci giorni non basta perché le radici più dure liberino completamente i loro amari.
I nostri consigli
- Conserva il liquore finito in bottiglie di vetro scuro ben sigillate, in cantina o in un armadio fresco: dura facilmente più di due anni senza deteriorarsi, anzi migliora con l'invecchiamento.
- Se vuoi un amaro meno intenso, riduci la quantità di genziana e assenzio a 10 e 2 grammi, e aumenta leggermente la buccia d'arancia per una nota più dolce.
- Serve il tuo amaro a temperatura ambiente o leggermente freddo in bicchierini di 40-50 mL dopo il pranzo o la cena: abbinalo a formaggi stagionati o a una fetta di panettone durante le feste invernali.
- Puoi acquistare le erbe essiccate presso erboristerie locali o negozi specializzati in ingredienti naturali: chiedi sempre se provengono da coltivazioni biologiche certificate.
Quando prepararla
L'amaro del territorio si prepara meglio in autunno e all'inizio dell'inverno, quando è più facile trovare erbe aromatiche essiccate di qualità e quando il clima fresco favorisce l'infusione. È ideale per avere scorte pronte durante le festività natalizie e per offrire come regalo a parenti e amici appassionati di liquori fatti in casa. Se desideri un amaro per l'estate, puoi prepararlo in primavera in modo che sia stagionato e pronto entro giugno.
Domande frequenti
- Posso usare erbe fresche dal mio orto? È sconsigliato: le erbe fresche contengono molta acqua che diluisce l'alcol e rischia di far marcire la miscela. Usa sempre erbe essiccate, oppure fai essiccare le tue piante in un luogo caldo e ventilato per almeno una settimana prima di usarle.
- L'alcol a 95° è veramente sicuro? Sì, se è certificato come alcol denaturato alimentare. Se preferisci maggiore sicurezza, usa vodka pura a 40°: l'estrazione delle erbe sarà leggermente più lenta, ma il risultato sarà comunque ottimo.
- Posso saltare lo sciroppo di zucchero finale? Puoi, ma l'amaro risulterà molto più secco e aspro. Lo zucchero equilibra l'amarezza naturale e rende il liquore più gradevole al palato. Se vuoi un amaro meno dolce, dimezza la quantità di zucchero.
- Quanto tempo prima posso berlo? Almeno tre settimane dopo l'imbottigliamento finale. Il tempo minimo di infusione è dieci giorni, ma la stagionatura successiva perfeziona il sapore.
- Come faccio a sapere se l'amaro è rovinato? Se noti muffe, odore pungente di vinaccia o turbidità persistente, scarta il liquore. Un amaro ben conservato rimane limpido e conserva il suo aroma caratteristico.