L'«amaretto di Sassello» è un liquore dal colore ambrato dorato, di densità medio-fluida, che riempie il bicchiere con un aspetto trasparente e pulito. Al naso arriva subito l'aroma intenso di mandorla tostata, morbido e dolce senza stridore. Quando versato lentamente si nota la consistenza vellutata e la lieve viscosità che rimane sulle pareti del bicchiere. Si serve in bicchierini da liquore piccoli, a temperatura ambiente o leggermente fresco, spesso accompagnato da una mandorla o da un biscotto secco nel fondo del piatto.
Gusto
L'«amaretto di Sassello» ha un sapore dolce rotondo, con quella nota caratteristica di mandorla che pervade tutto il sorso. Non è amaro, nonostante il nome: il gusto è equilibrato tra la dolcezza dello zucchero e la tostatura delicata delle mandorle. Si beve dopo il pasto principale, come digestivo, oppure a fine serata con un biscotto croccante. Tradizionalmente si abbina a formaggi stagionati o a pasticcini secchi.
Benessere
- Le mandorle contengono grassi insaturi, proteine vegetali e vitamina E, antiossidante naturale.
- Presenti minerali come magnesio, rame e manganese, che supportano il metabolismo.
- È un liquore concentrato: se consumato in piccole dosi dopo il pasto, favorisce la digestione grazie alla sua composizione alcolica moderata.
- Le mandorle tostate sviluppano polifenoli, composti con proprietà antiossidanti che si mantengono nel liquore durante la macerazione.
- Per un consumo equilibrato, abbinarlo a un pasto completo e limitarne la dose a un bicchierino da 40 millilitri.
- Falso mito da sfatare: non è vero che l'alcol del liquore fatto in casa sia più pericoloso di quello industriale se preparato con alcol alimentare denaturato certificato. Il rischio nasce solo da alcol non alimentare o da fermentazioni contaminate. Detto questo, rimane una bevanda alcolica: va consumata con moderazione e non è adatta a chi assume farmaci incompatibili con l'alcol o a donne in gravidanza.
- 340kcal Energia
- 2,5g Proteine
- 18g Grassi
- 1,5g di cui saturi
- 35g Carboidrati
- 32g di cui zuccheri
- 2,5g Fibre
- 0g Sale
Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.
- 250 gmandorle con guscio
- 300 gzucchero semolato
- 500 mlalcol alimentare a 95°
- 1 steccacannella
- 4-5chiodi di garofano
- 1bottiglia di vetro scuro da 1 litro
- 200 mlacqua filtrata
- Sgusciare e tostare le mandorleRompi i gusci delle mandorle con un martello o uno sgusciatoio, ricavando i gherigli interi. Distribuiscili su una teglia e tostali in forno già caldo a 150° per 12-15 minuti, finché non emanano un profumo dolce e tostato. Lascia raffreddare completamente.
- Preparare il composto seccoMetti le mandorle tostate fredde in un vaso di vetro scuro. Aggiungi lo zucchero semolato, la cannella spezzettata e i chiodi di garofano. Mescola bene con un cucchiaio di legno per distribuire uniformemente gli aromi.
- Versare l'alcolVersa l'alcol alimentare a 95° sul composto di mandorle e zucchero, riempiendo fino a 3 centimetri dal bordo del vaso. Chiudi ermeticamente il coperchio e scuoti vigorosamente per 1 minuto.
- Macerazione al buioRiponi il vaso in un luogo fresco, buio e stabile, lontano da fonti di calore e luce diretta. Ogni 4-5 giorni, estrai il vaso e agitalo per 10 secondi. La macerazione dura 35-40 giorni.
- Filtrare il liquoreDopo 40 giorni, versa il contenuto in un colino rivestito di garza a maglie fini posizionato su una ciotola. Lascia filtrare lentamente per 2-3 ore, senza pressare le mandorle.
- Preparare lo sciroppoIn un pentolino, sciogli 300 g di zucchero in 200 ml di acqua filtrata a fuoco dolce, mescolando finché lo zucchero non è completamente disciolto. Lascia raffreddare a temperatura ambiente.
- Unire e riposaVersaversa il liquore filtrato in una bottiglia scura con tappo ermetico. Aggiungi lo sciroppo freddo, chiudi e scuoti per 20 secondi. Lascia riposare in cantina o frigo per altri 10-15 giorni prima di bere, così che gli aromi si assestino.
L'errore da non fare
Non usare mandorle già tostate acquistate: la tostatura deve essere fresca e controllata in casa per evitare di avere un aroma già stantio o troppo accentuato. L'altro errore comune è agitare il vaso troppo spesso o con forza eccessiva durante la macerazione, che può intorbidare il liquore. Infine, non filtrare con fretta pressando le mandorle: il liquore risulterà torbido e poco elegante.
I nostri consigli
- Conserva l'«amaretto di Sassello» in bottiglia scura e sigillata, in un luogo fresco e buio. Dura almeno 2-3 anni senza deterioramento, grazie all'alta concentrazione di alcol e zucchero.
- Se vuoi un gusto più delicato, riduci di un terzo la quantità di mandorle o dimezza i chiodi di garofano. Se preferisci più intensità, lascia macerare 50 giorni anziché 40.
- Abbina il liquore finito a un affettato di formaggi stagionati, a paste secche integrali o a un tè non zuccherato per equilibrare la dolcezza.
- Puoi anche usare l'«amaretto di Sassello» per insaporire dolci, budini o gelati: una cucchiaiata aggiunge profumo senza appesantire.
Quando prepararla
Il momento migliore per iniziare la preparazione è settembre o ottobre, così che il liquore sia pronto entro novembre o dicembre, perfetto per le festività natalizie e i doni fatti in casa. Se preparato in primavera, sarà pronto per l'estate come digestivo dopo cene all'aperto. La macerazione lenta richiede temperature stabili: evita i mesi molto caldi dove il vaso potrebbe riscaldarsi e alterare il risultato.
Domande frequenti
- Posso usare alcol a 96° o devo per forza il 95°? L'alcol a 96° va bene, ma richiede una diluizione leggermente diversa. Usa 480 ml di alcol a 96° anziché 500 ml a 95°, per mantenere la stessa gradazione finale.
- Che differenza c'è tra l'«amaretto di Sassello» e altri amaretti? L'«amaretto di Sassello» è la versione piemontese tradizionale: usa mandorle tostate fredde e macerazione lunga, risultando più naturale e meno dolce rispetto agli amaretti industriali preparati con estratti.
- Posso filtrare il liquore prima dei 40 giorni? No. Prima di 30 giorni l'estrazione degli aromi è incompleta e il gusto rimane piatto. Rispetta almeno i 35-40 giorni.
- Il liquore diventa torbido dopo settimane: è normale? Una leggerissima opalescenza è normale e dipende da microparticelle di mandorla. Se è molto torbido, significa che la filtrazione iniziale non è stata sufficientemente accurata.




