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Additivi alimentari: quali riconoscere e perché leggerli in etichetta

Eleonora Bensi· 28 maggio 2026· 4 min di lettura
Etichetta di un pacco alimentare con lista di ingredienti e numeri additivi E, con lente d'ingrandimento e tavolo di legno chiaro

I conservanti: come riconoscerli

I conservanti impediscono la crescita di batteri e muffe. Senza di loro molti cibi durerebbero pochi giorni. I più comuni sulla tua spesa:

  • E200 a E203: acido sorbinico e sorbati. Usati nei formaggi freschi, nelle marmellate, nei succhi.
  • E210 a E213: acido benzoico e benzoati. Li trovi nei soft drink, nelle salse, nei sottaceti.
  • E220 a E228: solfiti. Uso principale nel vino e nei succhi di frutta. È uno dei conservanti più discussi: alcuni lo evitano, altri lo considerano sicuro alle dosi consentite.
  • E260 a E263: acido acetico e acetati. Il primo è aceto. Presente in moltissimi cibi, dalle salse ai formaggi.
  • E300 a E307: acido ascorbico e tocoferoli. Derivano da vitamina C e vitamina E. Sono antiossidanti più che conservanti veri, ma estendono la vita del prodotto.

Leggere E200 o E220 non significa "attenzione, cibo cattivo". Significa "questo prodotto contiene una molecola per evitare che marcisca". La dose fa il veleno, e quella autorizzata dai regolamenti europei è considerata sicura.

I coloranti: naturali e sintetici

Un prodotto rosso non è sempre colorato artificialmente. Leggi il numero.

  • E100, E101, E102, E104, E110: questi numeri bassi indicano spesso coloranti sintetici. E110 (colorante rosso Tartrazina) è uno dei più discussi, associato a reazioni allergiche in alcuni soggetti.
  • E120: cocciniglia. Viene da un insetto. È rosso naturale, ma il nome spiazza chi lo scopre.
  • E131, E132, E133: coloranti blu e verdi sintetici. Rari negli alimenti comuni.
  • E140, E141, E142, E150, E151, E160: clorofilla, caramello, carbone vegetale, carotenoidi. Questi sono più facili da accettare mentalmente perché derivano da piante.
  • E160a: beta-carotene. È quello che rende arancioni le carote. Lo trovi anche nei succhi e nei formaggi.

Tra E110 (sintetico) e E160a (da pianta) non esiste una differenza di sicurezza automatica secondo la ricerca scientifica. Entrambi rispettano i limiti di legge. La scelta dipende da tue preferenze personali, non da prove che uno sia "cattivo" e l'altro "buono".

Addensanti e stabilizzanti: quando modificano la texture

Yogurt denso, succhi che non si separano, creme lisce. Sono gli addensanti a lavoro.

  • E400 a E406: alghe e gomme. E400 è alginato. E401 è carragenano dal mare. E406 è agar. Vengono da alghe vere.
  • E412, E414, E415, E416: gomme naturali. E412 è gomma di guar. E415 è gomma xantana. Le usi in cucina anche tu se fai impasti senza glutine.
  • E420: sorbitolo. È uno zucchero non assorbito bene, spesso usato nei dolcificanti.
  • E440: pectina. Viene dalla frutta. Serve a fare le marmellate caserecce.
  • E460 a E469: cellulosa. È fibra di legno processata. Suona male, ma è inerte e non digerita.

Molti addensanti provengono da fonti riconoscibili: alga, guar, frutta. Ma il fatto che derivino da piante non li rende automaticamente superiori agli altri. La cellulosa è fibra di legno, eppure non è tossica. L'alginato viene dal mare, ed è sicuro entro le dosi consentite.

Aromi: la categoria più nascosta

Se vedi scritto "aromi naturali" o "aromi" in etichetta, non hai nessun numero E. Questo perché gli aromi non sono additivi secondo la legge europea, ma ingredienti. Possono essere estratti da frutti veri oppure sintetizzati in laboratorio da molecole che creano quel sapore. Se l'aroma viene da una fonte vegetale è naturale, altrimenti è "identico a naturale" o sintetico. L'etichetta lo deve dire, ma spesso il carattere è piccolissimo.

Come non confondersi in negozio

Quando leggi un'etichetta, non cercare di memorizzare tutti i numeri. Fai così: se vedi da E100 a E180 è un colorante. Se vedi da E200 a E297 è un conservante. Se vedi da E300 a E399 è un antiossidante o conservante. Da E400 in poi troverai addensanti e stabilizzanti. Questo semplice sistema ti aiuta a orientarti senza impazzire.

Se un additivo è scritto in etichetta significa che è stato approvato dalla Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e rispetta i limiti di uso. Questo non significa che il prodotto sia "sano" in assoluto, ma che contiene una sostanza controllata e dosata secondo regole precise.

La lista degli additivi autorizzati è pubblica. Molte organizzazioni te la spiegano in versioni semplificate. Leggere l'etichetta non richiede una laurea in chimica: richiede solo di sapere quali numeri indicano quale funzione. Dopo pochi acquisti, i numeri comuni diventano familiari, e il supermercato diventa un posto meno confuso.