Vitello al vino

Ingredienti
| 1 kg | vitello in pezzi da tre centimetri (spalla o petto) |
| 50 ml | olio extra vergine di oliva |
| 1 bicchiere pieno | vino rosso secco (tipo Barbera o Nero d'Avola) |
| 200 ml | brodo vegetale tiepido |
| 2 medie | carote tagliate a rondelle |
| 2 gambi | sedano tagliato a pezzetti |
| 1 media | cipolla tagliata a quarti |
| 2 foglie | alloro |
| 4-5 rametti | timo fresco |
| 6-8 grani | pepe nero in grani |
| sale fino | secondo il gusto |
| 15 g | prezzemolo fresco per la finitura |
Valori nutrizionali
| 190 | kcal Energia |
| 23 | g Proteine |
| 10 | g Grassi |
| 4 | g di cui saturi |
| 2 | g Carboidrati |
| 1 | g di cui zuccheri |
| 0,5 | g Fibre |
| 1,2 | g Sale |
Gusto
Il sapore è complesso e avvolgente. La carne del vitello ha quella dolcezza naturale che contrasta con l'amarezza controllata del vino rosso che ha cotto per ore. Il tannino del vino non è aggressivo perché stemperato dalla lunga cottura e dal grasso della carne. Il sedano e la carota hanno ceduto al sugo tutta la loro dolcezza, creando una base sapida e lievemente affumicata. Si serve caldo, al piatto, possibilmente con polenta morbida o pane tostato per raccogliere il sugo. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso della stessa zona da cui proviene la ricetta.
Benessere
- Il vitello contiene proteine nobili di alta digeribilità, circa 20 grammi per cento grammi di carne cotta: la carne bianca è meno ricca di ferro del manzo ma comunque presente.
- Apporta ferro emico, facilmente assimilabile dall'intestino, insieme a rame e zinco. Il sedano e la carota aggiungono potassio e magnesio che il lungo brasato non distrugge.
- È un piatto sostanzioso e saziante nonostante sia in brodo, perché la carne cotta lentamente mantiene la struttura proteica intatta e l'umidità: sazia senza appesantire.
- Il vino rosso utilizzato in cottura riduce il contenuto di alcol a meno dello 2 per cento (l'alcol evapora in tre ore di cottura) mentre mantiene i polifenoli antiossidanti del vino.
- Per un pasto equilibrato, accompagnarlo con una verdura cruda verde (insalata, rucola) e un amido non raffinato come la polenta integrale.
- Falso mito da sfatare: "La carne rossa è vietata a chi ha colesterolo alto." Il vitello non è carni rossa vera, è carne bianca di animale giovane con meno grasso di una bistecca di manzo adulto. Il colesterolo della carne è un tema complesso: i grassi saturi totali dell'alimentazione importano più della colesterolemia della carne stessa. Chi ha problemi cardiaci non deve eliminare il vitello, ma controllare porzioni e frequenza, preferibilmente con consiglio del medico curante.
L'errore da non fare
L'errore più frequente è interrompere la cottura troppo presto. Chi ha fretta tira fuori il vitello dopo novanta minuti pensando che sia cotto, ma la carne risulta ancora fibrosa e il sugo acquoso. Il brasato ha bisogno di almeno tre ore di fuoco bassissimo per permettere al collagene della carne giovane di trasformarsi in gelatina e per far ridurre il vino fino a una consistenza setosa. Un secondo errore grave è usare un vino di pessima qualità o uno già ossidato: il sapore si concentra e amplifica, rendendo il piatto amaro e sgradevole.
I nostri consigli
- Prepara il vitello al vino il giorno prima e conservalo in frigorifero coperto. Il giorno seguente il sapore si sviluppa ancora di più e la carne rimane tenera. Scalda a fuoco dolcissimo per venti minuti prima di servire. Si mantiene bene fino a tre giorni in frigorifero, fino a due mesi nel congelatore.
- Se il vitello non è disponibile, sostituisci con tacchino di qualità in pezzi grossi: ha tempi di cottura identici e sapore delicato. Evita il pollo, che si cuoce troppo in fretta e si asciuga.
- Scegli un vino rosso secco con corpo medio, non un Barolo invecchiato da trenta euro: vanificherebbe l'investimento perché i tannini complessi si perdono nella cottura. Vai su Barbera, Sangiovese giovane o vini locali a presa rapida.
- Se il sugo al termine della cottura rimane ancora troppo liquido, togli i pezzi di carne con una schiumarola, porta il sugo a ebollizione scoperto per dieci minuti e fatto ridurre poi rimetti dentro i pezzi.
Quando prepararla
Il vitello al vino è un piatto da stagione fredda, ottimo da settembre fino a maggio. In autunno e inverno le giornate fredde richiedono piatti che scaldano e sostanziano: il brasato caldo, con ore di cottura che riscaldano la casa, è perfetto. È un piatto adatto a cene di famiglia, domeniche di assembramento, ma anche a cene eleganti con ospiti perché si prepara facilmente senza fatica al momento.
Domande frequenti
- Posso usare il vitello già affettato sottile dal macellaio? No, assoluto. Le fette sottili si disintegrano nella cottura lunga. Chiedi sempre pezzi da brasare di almeno due centimetri e mezzo, spalla o petto.
- L'alcol del vino rimane nel piatto finito? No, praticamente tutto l'alcol evapora durante la cottura di tre ore a fuoco basso. Rimangono i sapori e i polifenoli antiossidanti del vino, non l'alcol.
- Che differenza c'è tra vitello al vino e stracotto? Lo stracotto è di manzo adulto, tagliato a pezzi molto più grandi, e cuoce anche sei o otto ore. Il vitello è carne più giovane, più delicata, che ha bisogno di tre ore. Il metodo è lo stesso, i tempi cambiano.
- Se la carne viene dura, che faccio? Significa che è stata troppo veloce o che il vitello era di scarsa qualità (congelato male). Puoi rimediare mettendola in frigo una notte, poi cuocerla di nuovo a fuoco dolcissimo per altri novanta minuti con mezzo bicchiere di brodo aggiunto.


