
| 1 kg | Visciole fresche appena colte |
| 600 g | Zucchero semolato |
| 250 ml | Acqua |
| 2 | Limoni, succo fresco |
| 1 | Stecca di cannella (facoltativa) |
| 3 chiodi | di garofano (facoltativi) |
| 6 | Vasetti di vetro con coperchio, da 250 ml |
| q.b. | Sale fino per la sterilizzazione |
| 68 kcal | Energia |
| 0,8 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0,1 g | di cui saturi |
| 17 g | Carboidrati |
| 14 g | di cui zuccheri |
| 1,2 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Le visciole hanno un sapore marcatamente acidulo con una dolcezza equilibrata dallo zucchero dello sciroppo. La nota caratteristica è l'aroma leggermente astringente e floreale, tipico di questo frutto selvatico. Si servono fredde, versate su yogurt naturale, gelato vaniglia o usate come ripieno di crostate. L'abbinamento tradizionale è con i dolci lievitati, dalle ciambelle ai panettoni.
Non fate bollire troppo le visciole cercando di velocizzare la cottura. Se cuocete troppo a lungo o a temperature molto alte, i frutti si sfaldano e si dissolvono nello sciroppo, trasformandosi in una poltiglia. Controllate il fuoco, mantenete un'ebollizione gentile e togliete dal fuoco non appena le visciole cambiano colore e lo sciroppo assume una tonalità rosso scuro. Inoltre, non riempite i vasetti fino all'orlo: dovete lasciare almeno un centimetro di spazio per il sigillo a vuoto.
Le visciole si raccolgono e cuociono tra fine maggio e inizio luglio, quando raggiungono la massima maturazione e il colore è rosso scuro, quasi nero. In questo periodo le troverete nei mercati locali e dai fruttivendoli. Preparatele quando avete tempo per sterilizzare con calma i vasetti e seguire ogni passaggio senza fretta.