Temperatura di servizio
16-18 °C
Tipo di calice
Tulipano o borgognotta
Conservazione
Al fresco, disteso, al riparo da luce
Invecchiamento possibile
3-7 anni per i migliori cru
Gradazione alcolica
13-14% vol.
Provenienza
Puglia, principalmente Brindisi
Valori nutrizionali
| 85 kcal | Energia |
| 0,1 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 3,5 g | Carboidrati |
| 1,2 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,06 g | Sale |
Come si prepara
1
Scelta della bottiglia
Seleziona un Susumaniello da produttori affidabili della provincia di Brindisi. Verifica che l'etichetta indichi chiaramente la varietà e il millesimo. Predilige bottiglie stoccate in posizione orizzontale e al riparo da luci dirette.
2
Conservazione corretta
Riponi la bottiglia in luogo fresco (12-15 gradi), buio e stabile. Evita sbalzi di temperatura e umidità eccessiva. Un Susumaniello giovane si beve entro 2-3 anni; le migliori annate invecchiano 5-7 anni senza problema.
3
Preparazione al servizio
Estrai la bottiglia dal luogo di conservazione circa 30 minuti prima della degustazione. Non mettere in frigo: il Susumaniello va servito intorno ai 16-18 gradi, temperatura che esalta aromi e tannini senza appesantire.
4
Apertura e osservazione
Apri con cavatappi a vite, senza movimenti bruschi. Versa un assaggio nel calice per controllare che il vino sia limpido e privo di difetti. Il colore deve essere rubino intenso, gli aromi franchi e coerenti con il tipo.
5
Scelta del calice
Usa calici a tulipano o borgognotta, con il boccale abbastanza ampio per permettere all'aria di ossigenare il vino. Riempi il calice per circa un terzo, mai più.
6
Degustazione
Osserva il colore contro una fonte di luce naturale. Avvicina il calice al naso e inspira leggermente per cogliere i profumi primari. Bevi una piccola quantità, muovendola in bocca per 3-5 secondi, poi inghiottisci. Ripeti il gesto per cogliere gli aromi che si sviluppano con l'ossigenazione.
7
Abbinamento a tavola
Servi il Susumaniello con piatti carnei robusti: carni arrostite, ragù, brasati, formaggi stagionati, paste rustiche. Evita piatti molto delicati o a base di pesce, dove il corpo del vino prenderebbe il sopravvento. Lascia respirare il vino nel calice tra un sorso e l'altro durante il pasto.
Gusto
Il Susumaniello offre un sapore franco di frutta rossa matura con una sottile nota tannica che non scurisce il profilo complessivo. L'aroma principale è quello della ciliegia selvatica, accompagnato da spezie e minerali che ricordano il terreno di provenienza. Si serve intorno ai 16-18 gradi, in calici a tulipano per concentrare gli aromi. L'abbinamento tradizionale è con i piatti carnei della Puglia, dalle «orecchiette con le cime di rapa» alle carni arrostite, dai formaggi stagionati ai ragù di selvaggina.
Benessere
- Il vino contiene resveratrolo e proantocianidine, componenti polifenolici presenti specialmente nella buccia dell'uva da cui proviene il colore rosso intenso.
- Fornisce potassio, fosforo e magnesio in piccole quantità, elementi che contribuiscono all'equilibrio electrolitico generale.
- Una porzione modesta (125 ml) non appesantisce la digestione se abbinata correttamente a cibi proteici, anzi può favorire la secrezione gastrica.
- Il Susumaniello mantiene acidità totale attorno ai 5-6 g/l, valore che lo rende meno aggressivo su stomaci delicati rispetto a vini molto acidi.
- Un bicchiere di vino ai pasti principale si integra in una dieta equilibrata, fornendo fluidità alla tavola senza eccedere nelle calorie se limitato a una porzione.
- Falso mito da sfatare: No, il vino rosso non ha proprietà "depurative" né scioglie il colesterolo. Il resveratrolo è presente in quantità minime nel bicchiere; gli studi sulla salute del cuore richiedono consumi molto moderati (un bicchiere al giorno massimo per le donne, due per gli uomini) e mai come sostituto di una dieta equilibrata. Chi soffre di ipertensione, patologie epatiche o assume certi farmaci deve consultare il medico prima di bere vino regolarmente.
L'errore da non fare
Non servire il Susumaniello troppo freddo, come se fosse un vino leggero: perderebbe aromi importanti e i tannini diventerebbero ruvidi. Evita anche di tenerlo in frigorifero per giorni dopo l'apertura; il vino scadente di ossigenazione perde velocemente il profumo. Una bottiglia aperta va consumata entro 3-4 giorni, richiudendola sempre con il tappo originale.
I nostri consigli
- Conserva le bottiglie aperte in frigorifero per rallentare l'ossidazione, ma estraile 15 minuti prima di bere per ripristinare la temperatura corretta. Dura al massimo 3-4 giorni.
- Se il Susumaniello ti sembra ancora astringente al primo sorso, lascialo "respirare" nel calice per 5-10 minuti: l'ossigenazione ammorbidisce i tannini e sviluppa nuovi aromi.
- Abbina il vino con formaggi duri come il «Caciocavallo podolico» o il «Canestrato pugliese» per un contrasto equilibrato tra acidità del vino e grassezza del formaggio.
- Se preferisci vini meno tannici, scegli Susumaniello da produzioni biologiche o biodinamiche: spesso hanno un profilo più morbido pur mantenendo struttura.
Quando prepararla
Il Susumaniello è ideale nella stagione fredda e intorno alle festività autunnali e invernali, quando i piatti carnei e i formaggi stagionati diventano protagonisti della tavola. D'estate si può servire leggermente più fresco (15 gradi) con carni grigliate, ma il suo corpo strutturato lo rende meno naturale con il caldo intenso.
Domande frequenti
- Qual è la differenza tra Susumaniello e altri rossi pugliesi? Il Susumaniello è più beverino e meno pesante del Primitivo, con tannini più delicati. Rispetto al Negroamaro, ha maggiore acidità e freschezza, rendendolo più versatile a tavola.
- Posso bere il Susumaniello anche giovane? Sì, molti Susumaniello sono bevibili già dopo 1-2 anni dalla vendemmia. I migliori cru spiccano con 3-5 anni di invecchiamento in bottiglia.
- Il Susumaniello contiene solfiti? Come tutti i vini fermi, contiene solfiti, sia naturali che aggiunti come conservanti. La quantità è regolata dalla legge ed è presente in tutti i vini convenzionali.
- Cosa fare se la bottiglia ha una macchia di muffa? La muffa esterna non compromette il vino. Se l'odore proveniente dal tappo è sgradevole (odore di tappo), il vino è difettoso e va cambiato.