
| 40 g | vinaccia essiccata |
| 1 litro | acqua filtrata |
| 1 | stecca di cannella (facoltativa) |
| 2-3 | chiodi di garofano (facoltativi) |
| mezzo limone biologico | spremuta (facoltativa) |
| un cucchiaino | miele grezzo (facoltativo, a fine bevanda) |
| 15 kcal | Energia |
| 0,8 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0,1 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 2,5 g | Fibre |
| 0,01 g | Sale |
La vinaccia ha un sapore tannico, astringente, leggermente amaro, con note di frutta scura e terra. Non si mangia direttamente, ma si trasforma in infusi caldi, decotti leggeri o si aggiunge a farine per pani rustici. L'infuso, preparato con acqua calda, sprigiona un aroma profondo, quasi di caffè scuro mescolato a frutta rossa matura. Si beve tiepido, senza zucchero, come tisana pomeridiana o serale. Può aromatizzare liquori casalinghi, diventando base per bevande digestive tradizionali.
Non utilizzare vinaccia bagnata o con odore di aceto: significa che ha fermentato male o contiene muffe. Buttala subito. Non far bollire l'acqua con la vinaccia dentro: i tannini diventano troppo aggressivi e il sapore diventa sgradevole, quasi metallico. Non lasciar riposare l'infuso più di 20 minuti: il gusto peggiora e la bevanda diventa opaca e fangosa. Estrai il filtro quando è passato il tempo consigliato.
L'infuso di vinaccia è adatto tutto l'anno come tisana serale, digestioniva dopo i pasti abbondanti. È particolarmente indicato in autunno e inverno, quando caldi tisane aromatiche sono più gradevoli. Se coltivi vite o conosci viticoltori locali, la vendemmia (settembre-ottobre) è il momento ideale per procurarsi vinaccia fresca di scarto e essiccarla in casa per l'uso invernale.