
| 3 kg | uva bianca (Trebbiano o Malvasia), in grappoli intatti |
| 1 | damigiana o contenitore di vetro da 5 litri, ben pulito e asciutto |
| q.b. | garza alimentare e spago |
| 1 | tappusto o turacciolo per fermentazione (con valvola antiritorno, facoltativo ma consigliato) |
| 1-2 cucchiai | lievito naturale secco per vini bianchi (facoltativo: aiuta se la fermentazione è lenta) |
| 1 cucchiaio | sale fino (per la pulizia iniziale del contenitore) |
| 140 | kcal |
| 0,2 | g Proteine |
| 0 | g Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 10 | g Carboidrati |
| 9 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0,05 | g Sale |
Il sapore è dolce ma non stucchevole, con retrogusto asciutto che emerge dopo la deglutizione. L'aroma predominante è quello dell'uva appassita, seguito da note di frutta secca, mandorla tostata e una lieve spezia di sottofondo. Si serve in piccoli calici dopo il pasto, da solo o con biscotti secchi e formaggi stagionati. L'abbinamento tradizionale è con i «biscotti di Prato» e i «cantuccini».
L'errore più comune è accorciare l'appassimento dell'uva o utilizzare uva fresca invece di appassita. Il Vin Santo nasce proprio dalla concentrazione di zuccheri naturali durante l'appassimento: senza questa fase, otterrai semplicemente un vino bianco, non dolce, e perderai l'identità del prodotto. Un secondo errore frequente è aprire il contenitore troppo spesso per curiosità: ogni volta immetti ossigeno e abbattevi la pressione interna, disturbando la fermentazione e rischiando contaminazioni.
Inizia a preparare il Vin Santo in settembre-ottobre, quando l'uva bianca è al massimo della maturità nelle regioni romaggnole. L'appassimento durerà fino a novembre-dicembre, e la fermentazione si concluderà entro marzo-aprile. È il progetto ideale per chi ha pazienza e uno spazio stabile in cantina durante i mesi freddi. Se prepari il vino ora, potrai degustarlo con calma nel corso dell'anno successivo.