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Valpolicella Ripasso

Vincenza Bertolino· 27 novembre 2023· 5 min di lettura ·Milano
Calice di Valpolicella Ripasso colore rosso rubino scuro, accanto a una bottiglia e un piatto con brasato di manzo e verdure radici in sfondo sfocato
Temperatura di servizio
16-18 °C
Tipo di uva
Corvina, Corvinone, Rondinella
Alcol
13-14%
Invecchiamento minimo
1 anno
Zona di produzione
Valpolicella Classica, Veneto
Periodo di consumo ideale
tutto l'anno
Come si prepara
1
Scelta della bottiglia
Acquista un Valpolicella Ripasso da un produttore affidabile, possibilmente della Valpolicella Classica. Il vino deve avere almeno uno o due anni di riposo in cantina per una buona integrazione dei tannini.
2
Raffreddamento corretto
Estrai la bottiglia dal frigo o dalla cantina circa 30 minuti prima di servire, in modo che raggiunga 16-18 gradi. Evita di servirlo troppo freddo, che maschera gli aromi, o troppo caldo, che esalta solo l'alcol.
3
Decantazione facoltativa
Se il vino ha almeno tre anni, puoi versarlo in una caraffa 15-20 minuti prima di servire. Questo aiuta a ossigenare il vino e a morbidire i tannini ancora giovani.
4
Scelta del bicchiere
Usa un calice a tulipano o borgogna, con lo stelo lungo, mai un bicchiere piccolo. Questo consente al profumo di concentrarsi e al vino di ossigenarsi durante il servizio.
5
Preparazione del piatto
Abbina il Ripasso a un piatto di carne ricca, brasato, ragù o risotto. Il vino ha corpo sufficiente per reggere sapori intensi senza essere sopraffatto.
6
Degustazione consapevole
Versa il vino a metà calice, guarda il colore contro la luce, senti il bouquet, assaggia lentamente. Lascia che il vino respiri tra un sorso e l'altro.
7
Conservazione dopo l'apertura
Se rimane vino nella bottiglia, tappala bene e conservala in frigo. Beila entro 3-4 giorni per evitare che si ossidi eccessivamente e perda le qualità organolettiche.

Gusto

Il Valpolicella Ripasso ha un sapore secco, mai stucchevole, con una nota di frutta matura che ricorda la gelatina di ciliegia. La tecnica del ripasso, cioè il ripassaggio del Valpolicella novello sulle bucce dell'Amarone, gli conferisce maggior corpo e complessità rispetto al Valpolicella classico. Si serve a una temperatura tra i 16 e i 18 gradi, in bicchieri a tulipano ampi, e si abbina tradizionalmente a carni rosse, brasati, stufati e piatti veneti di sostanza come la pasta e fagioli o il risotto all'amarone.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il Valpolicella Ripasso freddo come una bibita estiva. Se lo porti in tavola a 8-10 gradi, come spesso accade togliendo la bottiglia dal frigorifero domestico, il vino diventa chiuso, duro, i tannini sembrano ruvidi e gli aromi rimangono nascosti. Allo stesso modo, evita di versarlo in bicchierini piccoli o in bicchieri da acqua: il vino ha bisogno di spazio per esprimersi e di essere sorseggiato con consapevolezza, non "bevuto" distrattamente.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Valpolicella Ripasso è il vino dei mesi freddi, da autunno a primavera, quando in tavola arrivano brasati, stufati e piatti di sostanza. Perfetto per le cene autunnali di fine settembre e ottobre, quando le uve Corvina sono appena vendemmiate e il Ripasso dell'annata precedente raggiunge il suo equilibrio. Non è assolutamente un vino estivo: d'estate, se ami il Valpolicella, scegli il classico più leggero e fresco.

Domande frequenti

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