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Tuma di pecora

Vincenza Bertolino· 21 agosto 2016· 6 min di lettura ·Bologna
Tuma di pecora bianca e cremosa tagliata a fette su un piatto di ceramica, con una tazza di latte di pecora di sfondo e un panno di lino beige
Preparazione
15 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 litroLatte di pecora intero, fresco o pastorizzato
3 gocceCaglio liquido (o 1/4 di compressa disciolta)
5 mlAceto di vino bianco
5 gSale fino
20 mlOlio di oliva extra vergine per finire
qbPepe nero macinato al momento
1Termometro da cucina
1Colino a maglie fini

Valori nutrizionali

290 kcalEnergia
18 gProteine
22 gGrassi
14 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
0 gFibre
1,2 gSale
Come si prepara
1
Scaldare il latte
Versa il latte di pecora in una pentola a fondo pesante. Riscaldalo lentamente a 36-38 gradi centigradi, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Usa il termometro per non superare la temperatura: il latte non deve "bollire", basta raggiungere questo tepore costante in circa 10-12 minuti.
2
Aggiungere il caglio
Quando il latte raggiunge i 36-38 gradi, aggiungi il caglio liquido diluito in 25 ml di acqua fredda. Mescola bene dal basso verso l'alto con movimenti decisi per 2-3 minuti, quindi lascia riposare il latte per 20 minuti senza muoverlo. Vedrai formarsi una massa gelatinosa: è la cagliata.
3
Tagliare la cagliata
Dopo 20 minuti, taglia la cagliata con un coltello lungo a lama sottile: fai tagli verticali paralleli ogni 1 centimetro, poi gira la pentola e ripeti i tagli in senso perpendicolare. In questo modo otterrai cubetti irregolari. Lascia riposare 2 minuti.
4
Scaldare e mescolare
Aumenta la temperatura a 40-42 gradi in 5 minuti, mescolando dolcemente la cagliata per evitare che i granuli si rompano. Mantieni questa temperatura per altri 5-8 minuti, continuando a mescolare con gesti lenti e costanti. La cagliata si restringerà e diventerà più compatta.
5
Filtrare e raccogliere
Versa il contenuto della pentola in un colino a maglie fini rivestito con una garza sterile. Lascia scolare il siero per 2-3 minuti. La cagliata rimarrà nel colino, ancora calda e umida. Raccogli la massa avvolgendola nella garza e appendila per 5 minuti affinché coli completamente.
6
Salare e riposare
Metti la cagliata in una ciotola, aggiungendo 5 grammi di sale e mescola delicatamente. Lascia riposare 5 minuti a temperatura ambiente. La «tuma» inizierà a legarsi leggermente, ma resterà cremosa.
7
Terminare e servire
Trasferisci la «tuma di pecora» in un piatto da portata. Versa un filo di olio di oliva extra vergine sulla superficie, aggiungi una macinata di pepe nero e una pizzico di sale. Servi a temperatura ambiente o leggermente fredda, accompagnando con pane tostato o grissini senza sale.

Gusto

La «tuma di pecora» ha un sapore delicato, non salato, con note leggermente lattiche che ricordano il latte appena scaldato. La consistenza è cremosa, quasi burrosa, e si sgretola facilmente al palato. Si serve a temperatura ambiente o leggermente fredda, con un filo di olio di oliva e una macinata di pepe nero, oppure con un cucchiaio di miele. Tradizionalmente si accompagna con pane tostato o gallette di riso non salate, lasciando risaltare la delicatezza del formaggio senza copertine di sapore forti.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è aumentare troppo in fretta la temperatura del latte o usare temperature troppo alte. Se il latte supera i 42-44 gradi, la cagliata diventa compatta e perde la cremosità caratteristica della «tuma». Un altro sbaglio è non usare un caglio di qualità o confondere le dosi: troppo caglio accelera la coagulazione in modo incontrollato, mentre troppo poco non forma una cagliata solida. Infine, non drenare bene il siero al termine comporta un formaggio troppo umido e che si rovina in fretta.

I nostri consigli

Quando prepararla

La «tuma di pecora» si prepara meglio nei mesi da novembre a maggio, quando il latte di pecora è più abbondante e ha una qualità superiore. In estate è ancora possibile trovarla, ma il latte può essere meno denso a causa del caldo e della dieta delle pecore. È un piatto adatto come antipasto in inverno, spuntino leggero in primavera, o primo corso durante i mesi freddi, servita con verdure grigliate o con miele come dolce chiusura di pasto.

Domande frequenti

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