Le tugnacce appaiono come frittelle di colore dorato intenso, croccanti e irregolari nella forma, lisce in superficie grazie al miele che le ricopre completamente. Quando servite nel piatto rimangono fragranti, con cristalli di zucchero che affiorano dalla glassa di miele, e una leggera umidità all'interno che fa contrasto con la croccantezza della crosta fritta. Il profumo è di miele scaldato e farina tostata dall'olio caldo.

Gusto

Il sapore delle tugnacce è dolce ma non stucchevole, con una nota di miele naturale che cede a una leggerezza di farina tostatasi in frittura. La consistenza è quella di una pasta fritta senza lievito, densa e compatta, che si mastica morbida e croccante insieme. Vanno mangiate ancora tiepide, quando il miele è ancora fluido. Si abbinano tradizionalmente al vino rosso o a un caffè ristretto, e sono peccato di gola da fine pasto.

Benessere

  • La farina bianca fornisce carboidrati a rapido assorbimento e un apporto di energia immediato per il metabolismo.
  • Le uova contengono colina, che sostiene la memoria e la funzione cognitiva, oltre a proteine ad alto valore biologico.
  • Il miele apporta tracce di potassio, manganese e antiossidanti naturali, anche se in piccole quantità nelle porzioni tipiche.
  • Una porzione di tugnacce sazia rapidamente grazie alla densità della pasta fritta, quindi poche frittelle bastano per il soddisfacimento.
  • Per equilibrare il pasto, accompagnale con una tisana o un tè senza zucchero, e consuma le tugnacce subito dopo la preparazione.
  • Falso mito da sfatare: le tugnacce fritte non sono più "pesanti" di altri dolci al forno se mangiate in porzione moderata e se l'olio di frittura è alla giusta temperatura. Un olio troppo freddo fa assorbire più grasso al dolce, mentre un olio caldo sigilla la superficie velocemente. Vanno comunque consumate in quantità ragionevole, non come alimento da tutti i giorni, ma come occasionale dolce tradizionale.
Valori nutrizionali (per 100 g)
  • 310kcal
  • 5gProteine
  • 14gGrassi
  • 3gdi cui saturi
  • 42gCarboidrati
  • 28gdi cui zuccheri
  • 0.5gFibre
  • 0.2gSale

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura20 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  • 250 gfarina bianca tipo 00
  • 3uova intere medie
  • 100 mllatte tiepido
  • 1 cucchiainosale fino
  • 200 mlolio di semi di arachide per frittura
  • 200 gmiele di acacia o millefiori
  1. Preparare l'impasto baseVersa la farina in una ciotola capiente, aggiungi il sale e crea una fontana al centro. Rompi le uova direttamente nel foro e inizia a mescolare con una frusta, aggiungendo il latte gradualmente. Mescola per 5 minuti finché l'impasto non risulta omogeneo, denso e senza grumi. L'impasto deve avere la consistenza di una pasta per crêpes, fluido ma non liquido.
  2. Riposare l'impastoLascia riposare l'impasto a temperatura ambiente per 10 minuti. Questo tempo permette alla farina di idratarsi completamente e rende il composto più facile da friggere.
  3. Riscaldare l'olioVersa l'olio di arachide in una padella profonda a fondo spesso e portalo a circa 170 gradi di temperatura. Per verificare senza termometro, immergi un bastoncino di legno: se iniziano a salire piccole bolle intorno al bastone, la temperatura è corretta.
  4. Friggere le tugnacceCon un cucchiaio da minestra, preleva porzioni di impasto e lasciale cadere dolcemente nell'olio caldo. Friggi non più di 3-4 frittelle per volta per evitare che la temperatura dell'olio cali. Cuoci per circa 2 minuti per lato finché non diventano dorate e croccanti. Usa una schiumarola per girarle con delicatezza.
  5. Scolare le frittelleEstrai le tugnacce dall'olio con la schiumarola e poggiole su carta da cucina per 30 secondi. Questo passaggio elimina l'olio in eccesso e le mantiene croccanti.
  6. Ricoprire di mieleRiscalda il miele a fuoco basso in un pentolino per 2-3 minuti finché diventa fluido ma non bollente. Immergi ogni tugnacca nel miele caldo per 2-3 secondi, assicurandoti che sia coperta completamente. Disponi le frittelle su un piatto di portata.
  7. Servire subitoMangia le tugnacce ancora tiepide, quando il miele è fluido e la croccantezza è al massimo. Se necessario, puoi versare un filo di miele extra sopra le frittelle già nel piatto.

L'errore da non fare

Non usare un olio troppo freddo al momento della frittura. Se la temperatura è sotto i 160 gradi, le tugnacce assorbono olio invece di friggere, e risultano unte e pesanti. Allo stesso modo, non immergere le frittelle nel miele bollente: il calore eccessivo le rammollisce e perde la croccantezza. Il miele deve essere caldo ma non in ebollizione, intorno ai 60-70 gradi.

I nostri consigli

  • Le tugnacce non coperte di miele si conservano in un contenitore ermetico in frigorifero per 2 giorni e rimangono croccanti. Non congelarle perché perderebbero la struttura all'interno.
  • Puoi aggiungere alla farina un pizzico di cannella o vaniglia in polvere per variare il sapore mantenendo la semplicità della ricetta.
  • Se preferisci un'alternativa al miele classico, puoi usare un composto di zucchero sciolto a fuoco con un poco di acqua e una goccia di limone, che regge meglio se le frittelle devono aspettare.
  • Servile come dolce da fine pasto dopo cena, oppure come merenda, sempre tiepide e in porzione piccola per mantenere la leggerezza del momento della giornata.

Quando prepararla

Le tugnacce si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzate nei mesi autunnali e invernali quando il miele caldo ha più senso nel dessert. Sono tradizionali durante le festività natalizie e di fine anno, ed è un dolce da proporre quando vuoi un peccato di gola veloce e genuino, senza ricette elaborare.

Domande frequenti

  • Posso usare miele già tiepido dalla credenza invece di riscaldarlo? Sì, ma riscaldarlo per pochi secondi nel microonde lo rende più fluido e permette alle tugnacce di assorbirlo meglio. Non portarlo a ebollizione.
  • Che differenza c'è tra le tugnacce e i dolci fritti simili? Le tugnacce non contengono lievito e hanno un impasto denso e semplice, senza uova montate. Per questo motivo rimangono compatte dentro e croccanti fuori, a differenza delle frittelle lievitate che sono più soffici.
  • Posso friggere le tugnacce in olio di oliva? Tecnicamente sì, ma l'olio di semi (arachide o girasole) è preferibile perché ha un punto di fumo più alto e non trasferisce sapore. L'olio di oliva extra vergine non va usato per fritture ad alta temperatura.
  • L'impasto può essere preparato il giorno prima? Sì, coprilo con un panno umido in frigorifero e usalo entro 24 ore. Prima di friggere, portalo a temperatura ambiente per 30 minuti.