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Trippa alla reggiana

Vincenza Bertolino· 6 gennaio 2024· 6 min di lettura ·Reggio Emilia
Trippa alla reggiana in una ciotola bianca, pezzi di trippa beige e rossi in brodo scuro con carote, sedano e prezzemolo fresco sopra, fumante
Preparazione
20 min
Cottura
180 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

800 gtrippa di bovino già pulita
1 cipolla mediaintera e pelata
2 carote medieintere
2 gambi di sedanointeri
1,5 litribrodo di carne leggero, tiepido
200 mlvino bianco secco
60 gpancetta o guanciale affumicato, in dadini
3 cucchiaiconcentrato di pomodoro
2 fogliedi alloro
6 granidi pepe nero
sale finoq.b. per aggiustare
1 mazzettodi prezzemolo fresco, tritato grossolano
60 gparmigiano reggiano, grattugiato

Valori nutrizionali

120 kcalEnergia
15 gProteine
6 gGrassi
2,5 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0,3 gFibre
0,9 gSale
Come si prepara
1
Pulire la trippa
Se la trippa non è già pulita dal macellaio, sciacquala sotto acqua fredda ripetutamente fino a che l'acqua non è limpida. Tagliarla a striscioline di circa 1 centimetro di larghezza e 4-5 di lunghezza. Metterla in una pentola d'acqua fredda, portare a ebollizione e far bollire per 5 minuti. Scolare, sciacquare ancora sotto freddo e asciugare con carta da cucina.
2
Preparare il soffritto e la base
In una pentola grande o in un tegame pesante, mettere i dadini di pancetta a fuoco medio. Farli rosolare per 2-3 minuti finché non rilasciano il grasso. Aggiungere la cipolla, la carota e il sedano interi (non tritati, cosi restano intatti e si recuperano facilmente). Mescolare e far rosolare per 5 minuti. Aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolare bene per 1 minuto, facendolo caramellare leggermente.
3
Sfumare e iniziare la cottura
Versare il vino bianco e lasciare evaporare per 3-4 minuti a fiamma media, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere la trippa già scottata, mescolare bene con tutto. Versare il brodo tiepido fino a coprire completamente la trippa di circa 3 dita. Aggiungere l'alloro e i grani di pepe. Portare a ebollizione, poi ridurre la fiamma al minimo.
4
Cottura lunga e lenta
Coprire la pentola con un coperchio, lasciando uno spiraglio per far sfuggire il vapore. Far cuocere a fuoco molto basso per almeno 3 ore, mescolando di tanto in tanto ogni 30 minuti. La trippa deve diventare morbidissima, quasi sciogliersi con la lingua. Se il liquido cala troppo durante la cottura, aggiungere altro brodo tiepido, poco alla volta.
5
Recuperare le verdure e aggiustare
Alla fine della cottura, estrarre la cipolla, la carota e il sedano interi con una schiumarola e scartarli (o mangiarli a parte se ancora integri). Controllare l'assorbimento di sale e aggiustare se necessario. La trippa a questo punto deve essere densa, cremosa nel brodo, senza pezzetti duri.
6
Impiattamento
Versare la trippa ancora calda nelle ciotole o piatti fondi. Distribuire il prezzemolo fresco tritato in superficie, completare con una generosa spruzzata di parmigiano reggiano grattugiato. Servire subito, mentre il vapore ancora sale dal piatto.

Gusto

Il sapore è deciso ma non aspro. Prevale il brodo che ha assorbito le spezie e il soffritto di cipolla, carota e sedano; la trippa stessa ha un gusto delicato, quasi dolciastro, che si sposa con l'acidità leggera del vino bianco evaporato durante la cottura. Si mangia con pane, che assorbe il sugo, oppure da sola con il cucchiaio. La tradizione emiliana la vuole cosparsa di parmigiano reggiano grattuggiato al momento, che aggiunge una nota salata e complessa.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere la trippa a fiamma troppo alta o per meno di tre ore. Se la trippa bolle forte, le fibre rimangono dure e il risultato è gommoso, non morbido. La cottura deve essere lentissima, quasi un sobbollire, per ore. Un altro sbaglio è tritare le verdure all'inizio: intere rimangono compatte, si ritirano e si recuperano facilmente. Tagliate piccole, si disgregano nel brodo e il risultato è torbido e sgradevole.

I nostri consigli

Quando prepararla

La trippa alla reggiana è un piatto da autunno e inverno, quando fa freddo e serve qualcosa di robusto e che riscaldi. È perfetta nei giorni grigio, quando tira vento, o quando rientri a casa e hai bisogno di stare fermo davanti a un piatto caldo. Non la prepari in estate, anche se tecnicamente nulla te lo vieta: semplicemente non calza bene nella stagione calda. Tradizionalmente la si fa il sabato o la domenica, quando il tempo di cottura non è fretta, e spesso avanza per il giorno dopo, riscaldata.

Domande frequenti

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