Ingredienti
| 800 g | Trippa di vitello, fresca o già lessata |
| 2 cipolle medie | Cipolla bianca o rossa |
| 800 g | Pomodori pelati naturali o passata di pomodoro |
| 100 g | Formaggio duro grattugiato, tipo caciocavallo o pecorino |
| 3 cucchiai | Olio d'oliva extravergine |
| 1 pugno | Prezzemolo fresco tritato |
| Sale e pepe nero | Q.b. per il gusto |
| 1 litro | Acqua o brodo vegetale |
Valori nutrizionali
| 145 kcal | Energia |
| 18 g | Proteine |
| 7 g | Grassi |
| 3 g | di cui saturi |
| 4 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Come si prepara
1
Pulire e tagliare la trippa
Se la trippa è fresca, sciacquarla abbondantemente sotto acqua fredda e asciugarla con carta da cucina. Tagliarla a strisce larghe circa 2 centimetri, irregolari come conviene. Se è già lessata, saltare direttamente al taglio.
2
Soffritto di cipolla
Pulire le cipolle, affettarle in mezzalune spesse e farle rosolare in un largo tegame con olio d'oliva per 8-10 minuti a fuoco medio. Quando diventano trasparenti e dolci, aggiungere la trippa tagliata.
3
Rosolare la trippa
Mescolare la trippa con la cipolla per 5 minuti, facendola insaporire del grasso e dei succhi della cipolla. Non affrettare questo passaggio, che aiuta lo sviluppo del gusto.
4
Aggiungere il pomodoro
Versare i pomodori pelati o la passata nel tegame, salare e pepare leggermente. Mescolare bene e lasciar rosolare per 3-4 minuti affinché il pomodoro si concentri un poco.
5
Cottura lunga a umido
Aggiungere l'acqua o il brodo fino a coprire la trippa di due dita. Portare a ebollizione, poi abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per 3 ore e mezza, 4 ore se la trippa era fresca e non pre-lessata. Mescolare ogni 30 minuti e regolare l'acqua se evapora troppo: il sugo deve restare denso ma fluido.
6
Verificare la tenerezza
Dopo 3 ore e mezza, prendere un pezzo di trippa con una forchetta: se si spezza facilmente e si sfaldisce, è pronta. Se resiste ancora, continuare a cuocere per altri 15-20 minuti.
7
Rifinire e servire
Spegnere il fuoco, assaggiare e aggiustare di sale e pepe. Cospargere il prezzemolo tritato, versare in piatti fondi e servire subito molto caldo. Offrire il formaggio grattugiato a parte, perché ogni commensale possa aggiungerne secondo il gusto personale.
Gusto
La trippa alla barese ha un sapore caldo, leggermente piccante dal formaggio, con l'acidità delicata del pomodoro naturale e la dolcezza della cipolla cotta a lungo. La trippa stessa, quando cotta bene, è quasi neutra di gusto e assume tutta la sapidità del sugo in cui è affondata. Si serve sempre molto calda, in un piatto fondo e fondo, rigorosamente con un pezzo di pane casereccio secco per pulire il fondo. L'abbinamento tradizionale è con un rosso giovane della Puglia, non aromatico, che non copra il sapore del piatto.
Benessere
- La trippa è ricca di proteine complete, circa 12-15 grammi per 100 grammi crudi, nonostante sia una parte poco nobile della bestia.
- Contiene collagene e gelatina naturali, che nella cottura lunga si trasformano in collagene idrolizzato, benefico per articolazioni e pelle.
- È un piatto molto saziante grazie alla lunga cottura che gelatinizza il tessuto connettivo, rendendo la digestione lenta e duratura nel tempo.
- La trippa contiene ferro eme (il ferro della carne) che si assorbe meglio del ferro vegetale, utile per chi non mangia molti altri tipi di carne.
- Servita con formaggio e pane, la trippa alla barese diventa un piatto completo e equilibrato: proteine, grassi, fibre dal pane e vitamine dal pomodoro.
- Falso mito da sfatare: La trippa non è difficile da digerire se cotta a lungo. Anzi, la cottura prolungata rompe le fibre del tessuto connettivo e le rende gelatinose, più facili da gestire per lo stomaco. Chi ha digestione sensibile deve evitare cotture brevi e grassi aggiunti dopo il piatto, non la trippa in sé.
L'errore da non fare
L'errore più diffuso è accorciare i tempi di cottura per fretta. Una trippa cotta solo 1 ora o 1 ora e mezza rimane dura, gommosa e poco appetibile. La lunga cottura non è un capriccio regionale, ma l'unico modo perché il collagene e il tessuto connettivo si trasformino in gelatina e la trippa diventi effettivamente tenera. Se non hai tempo, è meglio rinviare il piatto piuttosto che buttarlo via rovinato.
I nostri consigli
- La trippa alla barese si conserva in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore ermetico, anzi migliora di sapore il giorno dopo. Puoi anche congelarla per un mese, aggiunta di formaggio escluso: lo aggiungi fresco al momento della riscaldatura.
- Se trovi trippa già lessata al supermercato, puoi dimezzare il tempo di cottura: bastano 2 ore di umido invece di 4. Accorciare i tempi della trippa cruda fresca rende il piatto duro e inedibile.
- Puoi aggiungere una piccola carota e una costola di sedano al soffritto iniziale per arricchire il sapore, rimuovendoli prima di servire se lo preferisci, oppure lasciandoli se ben cotti e sfaldati nel sugo.
- Servire con pane casereccio raffermo o bruscotto di pane tostato è obbligatorio: assorbe il sugo cremoso e rende il piatto completo dal punto di vista di carboidrati e fibre.
Quando prepararla
La trippa alla barese è un piatto delle stagioni fredde, quando il freddo esterno giustifica una cottura così lunga e il piatto caldo e corposo è più gradito. È tradizionale nei mesi invernali, da novembre a febbraio, ma nulla vieta di prepararla anche in primavera nei giorni più freschi. È un piatto perfetto per domeniche in casa quando puoi badare alla cottura lenta senza fretta.
Domande frequenti
- Posso usare la trippa congelata? Sì, ma scongela in frigorifero per almeno 24 ore prima della cottura, poi asciuga bene con carta da cucina. Il tempo di cottura rimane lo stesso della trippa fresca cruda, intorno alle 4 ore.
- Che differenza c'è tra trippa barese e trippa alla romana? La trippa alla barese usa pomodoro naturale, cipolla e formaggio, con una cottura in sugo. La romana tradizionale usa concentrato di pomodoro, aglio, maggiorana e non prevede formaggio grattugiato nel piatto. Sono due piatti diversi di stessa origine povera.
- Quale formaggio devo usare? Va bene un formaggio duro non troppo piccante, tipo caciocavallo, pecorino romano non troppo stagionato, o formaggio grana. Evita il parmigiano stagionato molti anni, che è troppo pungente.
- Se la trippa non è ancora tenera dopo 3 ore e mezza, quanto ancora devo cuocere? Dipende dall'età dell'animale e dalla qualità della trippa. Aggiungi 15-20 minuti per volta, controllando ogni volta. Raramente superano le 4 ore e mezza.